Educhiamo i bambini alla pace, non alla guerra
A ripensarci oggi mi chiedo come fu possibile che due genitori per bene, uno dei quali peraltro disertore dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, non avessero trovato di meglio da fare quella domenica che portarmi a vedere i caccia dell’aeronautica militare…
Purtroppo questa pericolosa tendenza non è solo italiana, ma si afferma in vari Paesi europei, per non parlare di Israele, dove gli alunni vengono indottrinati fin da piccoli ed educati alla guerra e al suprematismo.
Non poteva mancare l’Ucraina, Paese in guerra. Ieri in una delle piazze più importanti di Kiev una mostra fotografica tesa a esaltare la guerra e l’eroismo dei soldati era volutamente circondata da eventi ludici – karaoke, scacchiera, ping pong, tiro alla fune, ruota gigante – e sportivi – pallavolo, calcetto, hockey – mescolati a mezzi militari e bombe.
Un’esposizione sfacciatamente militarista veniva così inglobata in una festa destinata a bambini e bambine, ragazzine e ragazzini (e anche adulti)… con i genitori che fotografavano i loro piccoli sulla camionetta militare o addirittura accanto alle bombe disinnescate.
Per fortuna c’è anche chi prende la direzione opposta: nella mia scuola, l’Istituto Comprensivo Antonio Gramsci del Trullo, quartiere multietnico romano, da due anni festeggiamo con un corteo la pace e la fraternità tra i popoli di tutto il mondo.
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