Educhiamo i bambini alla pace, non alla guerra
A ripensarci oggi mi chiedo come fu possibile che due genitori per bene, uno dei quali peraltro disertore dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana, non avessero trovato di meglio da fare quella domenica che portarmi a vedere i caccia dell’aeronautica militare…
D’altra parte, tanti anni dopo, oggi ci ritroviamo con la sfilata militare del 2 giugno, Festa della Repubblica, messa in soffitta dai presidenti Pertini e Scalfaro, ripristinata da Ciampi e mantenuta da Napolitano e Mattarella e con le scuole che portano i bambini in visita nelle basi Nato e nelle caserme e invitano rappresentati dell’esercito a fare lezione in classe, come denuncia da tempo l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.Purtroppo questa pericolosa tendenza non è solo italiana, ma si afferma in vari Paesi europei, per non parlare di Israele, dove gli alunni vengono indottrinati fin da piccoli ed educati alla guerra e al suprematismo.
Non poteva mancare l’Ucraina, Paese in guerra. Ieri in una delle piazze più importanti di Kiev una mostra fotografica tesa a esaltare la guerra e l’eroismo dei soldati era volutamente circondata da eventi ludici – karaoke, scacchiera, ping pong, tiro alla fune, ruota gigante – e sportivi – pallavolo, calcetto, hockey – mescolati a mezzi militari e bombe.
Un’esposizione sfacciatamente militarista veniva così inglobata in una festa destinata a bambini e bambine, ragazzine e ragazzini (e anche adulti)… con i genitori che fotografavano i loro piccoli sulla camionetta militare o addirittura accanto alle bombe disinnescate.
Per fortuna c’è anche chi prende la direzione opposta: nella mia scuola, l’Istituto Comprensivo Antonio Gramsci del Trullo, quartiere multietnico romano, da due anni festeggiamo con un corteo la pace e la fraternità tra i popoli di tutto il mondo.
.
Articoli correlati
Albert, bollettino pacifista internazionaleLe torture nascoste nei reparti d’assalto ucraini
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.19 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Albert, bollettino pacifista internazionaleUcraina: la rivolta delle piazze contro il "tritacarne" militare
Il siluramento del popolare ministro della Difesa Fedorov accende proteste senza precedenti a Kiev e in altre città ucraine. Al centro della rabbia dei manifestanti e dei familiari dei soldati c'è la strategia del Comandante in Capo Syrskyi, accusato di sacrificare troppe vite umane.18 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Un'analisi pacifistaDronofobia, cosa sta realmente accadendo nella guerra in Ucraina
La guerra dei droni non viene raccontata con sufficiente profondità. Genera infatti un trauma psicologico nella vita di milioni di persone, sia soldati sia civili. La precisione dei droni ha reso la guerra molto più letale aumentando il rapporto fra soldati uccisi e feriti.15 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Le due facce della guerra in UcrainaCombattenti e disertori
Da una parte c’è chi combatte e proclama la propria fede nella guerra, dall’altra c’è chi si rifiuta di combattere e viene reclutato con la forza13 luglio 2026 - Ida Merello


sociale.network