Puntavano sulla vittoria militare e ora sono sconfitti
In queste ore le truppe russe avanzano e sfondano il fronte ucraino.
Europa: puntare “sulla vittoria” e ritrovarsi ai margini
Molti governi europei avevano scommesso su una vittoria ucraina. Oggi, davanti a un vertice bilaterale USA-Russia che non li contempla neppure, rischiano la marginalità assoluta. La sensazione è quella della sconfitta politica, oltre che militare. I diplomatici europei hanno parlato di “delusione profonda” e di un risultato favorevole a Putin.
Putin da “paria” al tappeto rosso
Nel 2022 Joe Biden prevedeva - e lo fece con una dichiarazione enfatica - che Putin sarebbe diventato un “paria sulla scena internazionale”. Il suo potere sarebbe crollato sotto il peso delle sanzioni e avrebbe dovuto chiedere scusa al mondo. L'invio delle armi occidentali all'Ucraina avrebbe dato il colpo di grazia alla Russia, considerata ormai potenza militare di secondo livello, corrotta e inefficiente.
Erano calcoli sbagliati.
Oggi le immagini di Anchorage descrivono l’opposto di ciò che Biden prefigurava: Putin cammina sul red carpet. Le strette di mano, i sorrisi, il cerimoniale militare. Il Kyiv Independent ha reagito con parole durissime: “sickening, shameful… useless”. Disgustoso, vergognoso, inutile. Sono gli aggettivi per denunciare l’accoglienza a un “dittatore macchiato di sangue”.
Un cambio epocale
Alla inaccettabile e illegale invasione dell'Ucraina del 2022 la risposta fu solo militare e ben presto ogni trattativa venne considerata inammissibile. L’aspettativa di una umiliazione totale della Russia stride con le attuali immagini di Anchorage che fanno il giro del mondo. Trump che accoglie Putin con un applauso.
L'incontro fra Trump e Putin ha cambiato in profondità i rapporti fra le due massime potenze nucleari: un male o un bene?
Occorre essere realisti e cogliere l'occasione per sfruttare il clima di fiducia fra Trump e Putin.
Evitare i nuovi euromissili
Qui si arriva a un punto decisivo per la pace in Europa. Con il trattato INF (quello di Gorbaciov sugli euromissili) morto e sepolto (uscita USA nel 2019, stop russo alla moratoria annunciato il 5 agosto 2025), il rischio fino a oggi era quello di un ritorno al triste passato della guerra fredda in Europa. Nel 2026 sono previsti missili USA a raggio intermedio in Germania.
Il presidente russo Vladimir Putin ha detto all'inizio di agosto di essere pronto a dispiegare i micidiali nuovi missili ipersonici Oreshnik in Bielorussia.
Proprio per questo, dal vertice di Anchorage può nascere un canale negoziale specifico sulle armi nucleari e sui vettori a raggio intermedio. È nell’interesse vitale dell’Europa avviare un negoziato per fermare i nuovi euromissili.
Cosa occorre chiedere subito?
Come movimento pacifista possiamo riprendere l'iniziativa e chiedere che non si effettuino dispiegamenti di missili terrestri tra 500 e 5.500 km. E' importantissimo che si consolidi - in questo clima di fiducia fra Trump e Putin - un canale tecnico-militare permanente per incident prevention.
Le città europee, le reti pacifiste e la società civile costruiscano un percorso di pressione pubblica con un obiettivo chiaro: “No ai nuovi euromissili”. Come negli anni ’80 occorre riprendere l'iniziativa e trasformare l'incubo della guerra nucleare - che ci ha sfiorato più volte dal 2022 a oggi - in rinnovata consapevolezza.
Deviare la traiettoria
Anchorage non ha portato la pace in Ucraina. Ma ci consegna un quadro nuovo su cui agire per invertire la marcia verso il dispiegamento di nuovi missili nucleari.
Anchorage ci consegna anche una lezione: se l’Europa resta ferma sulla retorica della “vittoria” senza una strategia, qualcun altro scriverà l’agenda. E oggi che l'Europa parla di pace (e non più di vittoria) lo fa con un presidente ucraino riluttante ad ogni trattativa sul Donbass. Che fare per non accettare la logica militare del più forte? Per i territori contesi andrebbe costruita una nuova strategia non militare ma politica e diplomatica in cui siano le popolazioni a scegliere i confini con un voto libero e veritiero. Ma è una strategia che Zelensky ha sempre ritenuto contraria alla costituzione ucraina.
Occorre poi cambiare la politica di espansione della Nato a Est e puntare sul ritorno a quel concetto di sicurezza condivisa che segnò il disgelo fra USA e URSS. Si può ancora deviare la traiettoria, dal tappeto rosso al tavolo dei negoziati che rimuovano le cause di una guerra spaventosa e che deve finire.
Articoli correlati
Albert, bollettino pacifista internazionaleLe torture nascoste nei reparti d’assalto ucraini
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.19 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Albert, bollettino pacifista internazionaleUcraina: la rivolta delle piazze contro il "tritacarne" militare
Il siluramento del popolare ministro della Difesa Fedorov accende proteste senza precedenti a Kiev e in altre città ucraine. Al centro della rabbia dei manifestanti e dei familiari dei soldati c'è la strategia del Comandante in Capo Syrskyi, accusato di sacrificare troppe vite umane.18 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Un'analisi pacifistaDronofobia, cosa sta realmente accadendo nella guerra in Ucraina
La guerra dei droni non viene raccontata con sufficiente profondità. Genera infatti un trauma psicologico nella vita di milioni di persone, sia soldati sia civili. La precisione dei droni ha reso la guerra molto più letale aumentando il rapporto fra soldati uccisi e feriti.15 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Le due facce della guerra in UcrainaCombattenti e disertori
Da una parte c’è chi combatte e proclama la propria fede nella guerra, dall’altra c’è chi si rifiuta di combattere e viene reclutato con la forza13 luglio 2026 - Ida Merello

sociale.network