Migranti

Lista Diritti Globali

Archivio pubblico

Cosa si nasconde dietro gli scontri etnici di Birmingham

Gran Bretagna. Gli inglesi fanno i conti con le politiche d'integrazione e scoprono che la propria multiculturalità va rivisata. Un altro shock dopo le bombe di Londra.

3 novembre 2005
Da Londra; Lazzaro Pietragnoli.
Fonte: www.aprileonline.info - 02 novembre 2005

La settimana scorsa, alcuni quartieri della periferia nord di Birmingham sono stati teatro di violenti scontri etnici: la violenza è esplosa come reazione alla voce – successivamente rivelatasi falsa – dello stupro di una quattordicenne giamaicana da parte di un gruppo di pakistani.
La notizia, arricchita di vari particolari, si è sparsa rapidamente tra le bande giovanili della città grazie ad alcune radio locali, per lo più abusive, che funzionano da network della comunità afro-caraibica: la vendetta dei giovani, e la conseguente reazione da parte della comunità asiatica, ha provocato incidenti che si sono protratti per due giorni interi con un bilancio finale di due morti, trentacinque feriti e più di cinquanta edifici danneggiati, oltre a un numero imprecisato di automobili date alle fiamme.
I fatti si sono verificati a Lozells e Handworths, gli stessi quartieri di Birmingham che erano stati teatro, esattamente vent’anni fa, nel 1985, di una feroce settimana di guerriglia urbana e di scontri razziali tra la comunità inglese e quella afro-caraibica. Ma c’è una differenza sostanziale: nel 1985 la composizione sociale dei due quartieri era prevalentemente bianca, l’immigrazione era un fenomeno abbastanza recente che innestata in una realtà locale particolarmente povera aumentava i disagi e le difficoltà. I negozi della zona erano praticamente tutti di proprietà di famiglie bianche e la popolazione di colore veniva emarginata dalla popolazione e anche dalle autorità locali, se non addirittura attaccata fisicamente da bande di hooligans. Nei vent’anni passati, la situazione socio-economica di Birmingham è notevolmente cambiata: nei quartieri in questione, l’82% della popolazione appartiene a gruppi etnici “non bianchi”, ma proprio questo mosaico di comunità era riuscito a garantire fino ad ora l’integrazione e coesione sociale, basti pensare che a Birmingham la percentuale delle famiglie miste (in cui ognuno dei genitori proviene da una differente comunità) è doppia rispetto alla media nazionale. Queste aree della città non possono certo essere definite economicamente avanzate, ma vi sono molti piccoli negozi, di proprietà di famiglie pakistane o bengalesi, che offrono buone possibilità di occupazione, mentre lo Stato e la Comunità europea finanziano una serie di progetti di riqualificazione urbana e culturale.
Se apparentemente la situazione pare essere abbastanza tranquilla, qual è quindi la ragione profonda dei violenti scontri della settimana scorsa? In realtà, la politica che è stata attuata in questi anni dalle autorità locali (la città è governata da una coalizione tra Tory e Liberal-democratici) ha fatto sì che fossero portate avanti una serie di iniziative per favorire l’integrazione tra la comunità inglese originaria di Birmingham e le diverse comunità di immigrati, mentre tra quest'ultime ha incoraggiato una forma di competizione con il risultato di aumentare le diffidenze reciproche.
Da un lato gli afro-caraibici accusano le comunità asiatiche di aver ottenuto maggiori contributi dallo stato e di non assumere nei loro negozi personale di differenti comunità etniche, dall’altro gli asiatici replicano, denunciando la loro marginalizzazione negli organismi di rappresentanza politica e le continue angherie che sono costretti a subire da parte delle bande teppistiche.
Dietro la facciata della pacifica convivenza, si nasconde quindi un groviglio di gelosie, risentimenti, insoddisfazioni e paura. “Questa è l’armonia razziale nella Gran Bretagna di oggi – ha commentato un giovane di Birmingham – dove la semplice notizia di un crimine, porta a creare conflitti tra le diverse comunità”.
La polizia ha triplicato il contingente di stanza nei quartieri di Lozells e Handworths, ma tutti sono consapevoli che questo può solamente impedire il manifestarsi di ulteriori violenze e che le cause profonde devono essere rimosse attraverso un dialogo tra tutte le parti in causa: le autorità locali di Birmingham dovranno promuovere iniziative che aiutino a prevenire i conflitti e a costruire le fondamenta per un futuro fatto di rispetto e convivenza reciproca tra le varie comunità etniche. Una prima positiva risposta è venuta dalle donne delle diverse comunità, che hanno marciato unite, per dire che di fronte alla violenza “machista” la prima risposta deve venire dalle famiglie e che, come madri, esse vogliono salvaguardare l’interesse comune dei loro figli.
I fatti di Birmingham sono un ulteriore conferma che il sistema multiculturale inglese deve essere profondamente rivisitato: esso infatti ha permesso alle diverse comunità di non essere discriminate per le proprie abitudini culturali o religiose, e ha pure permesso a ognuna di costruire le proprie scuole e i propri centri di aggregazione ma non ha eliminato il razzismo perché non ha favorito davvero l’integrazione e il rispetto reciproco.

Articoli correlati

  • Perché la tecnologia 5G e perché piace tanto al mondo militare?
    Disarmo

    Perché la tecnologia 5G e perché piace tanto al mondo militare?

    Unione Europea e NATO devono collaborare e convincere i loro stati membri a sviluppare la tecnologia 5G
    4 ottobre 2020 - Rossana De Simone
  • Per la Giornata internazionale dei rifugiati
    Migranti
    Tutte e tutti siamo esseri umani in cammino. Tutte e tutti abbiamo bisogno di aiuto.

    Per la Giornata internazionale dei rifugiati

    Chiediamo ad ogni persona di volonta' buona, ad ogni associazione ed istituzione democratica di insorgere nonviolentemente in difesa della legalita' che salva le vite; in difesa della Costituzione antifascista che nessun essere umano abbandona; in difesa di ogni essere umano e dell'umanita' tutta.
    19 giugno 2020 - Peppe Sini
  • Ursula Hirschmann
    Europace
    Celebrando i 70 anni dell'Unione europea

    Ursula Hirschmann

    Ricordiamo Ursula Hirschmann, madre fondatrice degli Stati Uniti d'Europa. Dovette sfuggire a una doppia persecuzione, in quanto ebrea e antinazista. Insieme ad Altiero Spinelli ha prefigurato una federazione europea dotata di un Parlamento eletto a suffragio universale e di un governo democratico
    14 maggio 2020 - Virginia Mariani
  • L’indeterminatezza dell’industria militare italiana fra politica estera e di difesa
    Disarmo
    Presenza di armi nucleari americane in Europa

    L’indeterminatezza dell’industria militare italiana fra politica estera e di difesa

    Leonardo sigla un accordo con sei università per lo sviluppo di competenze e tecnologie legate all'intelligenza artificiale applicata ai droni
    28 gennaio 2020 - Rossana De Simone
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)