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COS’HAI FATTO PER LORO?

26 febbraio 2006 - nadia redoglia

Potrebbe essere, per chi ci crede, la frase che il suo Dio gli/le chiederà quando si troverà al suo cospetto. Io ci credo e ponendomi la domanda non so cosa rispondere. So solo che un giorno la mia vita terrena finirà: questa è l’unica informazione certa. Il dopo lo ignoro. L’adesso è, poiché ci credo,“ciò che avrai fatto per l’ultimo dei miei fratelli l’hai fatto a me”.
3.289 morti, dei quali ovviamente si ha traccia, dal 1988 ad oggi. Non sono quelli dello tzunami, né quelli delle torri gemelle: sono il numero dei “fratelli” e, per chi non crede, di esseri umani morti nel tentativo paradossale di voler continuare a vivere. Ciascuno dei 3.289 possedeva quest’unico desiderio:vivere. E’ stato loro impedito. I loro come, dove, quando, raramente i perchè, sono riportati nel lungo elenco di coloro che noi chiamiamo emigranti. La lista completa è consultabile on line all’indirizzo http://www.fortresseurope.blogspot.com, in italiano e inglese.
Ogni episodio è agganciato all'articolo on line. Alcuni non sono visibili se non si è abbonati. Ma il vedere l’home page è già più che sufficiente per renderci conto della realtà nell’anno di grazia (si fa per dire) 2006 d.C. I Paesi coinvolti sono Marocco, Spagna, Tunisia, Libia, Turchia, Grecia, Albania, Italia, Montenegro, Francia, Belgio, Inghilterra, Irlanda, Germania e Slovacchia.
Di norma per identificare queste donne, uomini, bambini utilizziamo termini tipo “i trasportati su carrette dei mari”, “denutriti, assetati, spaventati, ammalati, sopravvissuti”. Zoomate da repertorio, che riprendono centri permanenti di accoglienza (ormai definiti, dai più, famigerati), uomini, prevalentemente scuri di pelle, intabarrati in coperte, barelle, ambulanze, carabinieri con le mascherine. E dopo che succede? Dopo che ne è di loro? Rimpatri in terre sconosciute (questi non possiedono passaporto) dunque, come da accordi del governo italiano con quello libico circa due anni or sono, spesso vengono trasferiti in CPT libici da dove poi dovrebbero essere “trasportati” nelle terre di origine. Ci siamo già occupati ampiamente dei casi. Ciò che ora vogliamo sottoporre ai nostri lettori è “solo” una serie di eventi. Una serie di morti. Una serie di fratelli e di sorelle.

Note:

http://www.fortresseurope.blogspot.com

Un triste elenco di 3.289 morti dal 1988 ad oggi tra Marocco, Spagna, Tunisia, Libia, Turchia, Grecia, Albania, Italia, Montenegro, Francia, Belgio, Inghilterra, Irlanda, Germania e Slovacchia a cura di Gabriele Del Grande.

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