25 aprile: Kim vive ancora nei luoghi della memoria
Scriveva Kim: "Io non sono che una cosa piccola. Il mio nome sarà presto dimenticato, ma l'amore, l'ispirazione che mi guidarono continueranno a vivere. Li incontrerai ovunque: sugli alberi in primavera, negli uomini sul tuo cammino, in un breve dolce sorriso. Incontrerai ciò che ebbe un valore per me, l'amerai e non mi dimenticherai". Kim, partigiano danese ventenne condannato a morte, ci ha lasciato questi ultimi pensieri. Il 25 aprile è l'occasione per riscoprire i tanti Kim che hanno offerto la propria vita per un ideale di libertà e di pace. I luoghi della memoria In Italia Kim vive nei "luoghi della memoria": Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Fosse Ardeatine, carcere di tortura di via Tasso a Roma, campo di deportazione di Fossoli, campo di concentramento di Ferramonti, forno crematorio triestino della Risiera di San Sabba. E tanti altri. Resistenza ed educazione alla pace L'angolazione culturale dal quale vedere oggi il 25 aprile è quello dell'educazione alla pace. La lotta al fascismo e al nazismo è avvenuta anche attraverso forme attive di non collaborazione, boicottaggio, disobbedienza civile ed erosione del consenso, tanto caro ai regimi totalitari. E' questa una Resistenza prima di tutto morale in cui forte è stato l'apporto dei cristiani e degli uomini di pace. Scriveva il partigiano olandese Henk nell'ultima sua lettera al padre: "Caro papà, peccato che non ci sarò più il giorno della pace. Ho sempre sperato di contribuire allora con tutta la mia forza ed energia alla ricostruzione, non soltanto materiale, ma anche spirituale. Il nostro lavoro propriamente detto non comincia che dopo la guerra: eliminare l'odio fra i popoli. Perché, solo quando questo non esiste più, la vera pace può venire. Solo allora il fondamento della pace - la fiducia - può fare il suo ingresso nel mondo. Fa' di contribuirvi anche tu come meglio potrai. Per rendere migliore il mondo dobbiamo cominciare da noi stessi".
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