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D'Alema go home

La vicenda della liberazione di Mastrogiacomo mostra, se ce ne sia ancora bisogno, quanto D'Alema non possa più rimanere dov'è. Si dimetta il prima possibile
26 marzo 2007

L'8 marzo scorso intitolai un articolo "Massimo sconcerto"( http://italy.peacelink.org/pace/articles/art_20724.html ). Era la raccolta di alcune dichiarazioni di D'Alema che, appunto, lasciavano un certo sconcerto. Dalle parole del Ministro degli Esteri italiano emergevano dosi massicce di militarismo e accondiscendenza(se non connivenza) con le politiche guerrafondaie statunitensi.

Rahmatullah Hanefi


Dal sito ufficiale leggo ora di un appello disperato e drammatico da parte di Emergency( http://www.emergency.it/menu.php?A=006&SA=058&cs=97 ) sulla sorte del direttore dell'ospedale di Lashgar-kah Rahmatullah Hanefi. Nell'appello si chiede l'immediato intervento delle autorità italiane per la sua liberazione e si menzionano torture con i cavi elettrici da parte dei servizi segreti di Karzai. Gli stessi che, da una settimana e senza nessuna accusa(ma pronti a fabbricarne di false, accusa il comunicato di Emergency), hanno rapito sia Hanefi che l'interprete di Daniele Mastrogiacomo(e che i talebani avevano rapito con lui) Adjmal Nashkbandi. Adjmal Nashkbandi In questi giorni il governo italiano non è mai intervenuto, non una sola parola è stata spesa per la sorte dei due afghani(nonostante il governo Prodi abbia assicurato che si sarebbe attivato, accusa sempre il comunicato di Emergency). "Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency" l'accusa più pesante lanciata da Emergency. Sostanzialmente il governo italiano ha venduto i due cittadini afghani ai servizi segreti di Karzai in cambio del ritorno a casa di Daniele Mastrogiacomo. Davanti ad una accusa del genere, che il passare delle ore e il silenzio sempre più grave(sono forse conniventi con le scelte criminali e illegali di Karzai?) da parte della Farnesina sembrano confermare, D'Alema ha una sola scelta: le dimissioni immediate.
Gino Strada ha ricostruito le fasi della trattativa in una intervista rilasciata a PeaceReporter e disponibile al link http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=7&ida=&idt=&idart=7615
Alla luce del comunicato e dell'appello di Emergency(appello che è possibile sottoscrivere su http://www.emergency.it/appello ) gravissime sono le responsabilità, anche personali, di D'Alema. Il comportamento del titolare della Farnesina appare a dir poco spregiudicato e pericoloso. Anche i bambini sanno che se si parla di segreto un motivo c'è. Benissimo, anzi malissimo, nei primissimi giorni(nelle primissime ore!) D'Alema ha subito urlato ai quattro venti le condizioni della trattativa, arrivando addirittura a parlare di "canali umanitari" nonostante, ricorda Gino Strada, fosse stato chiesto riserbo. Un comportamento che ha rischiato anche di far saltare la trattativa. Ma subito dopo la liberazione di Mastrogiacomo(e dell'interprete) la situazione diventa paradossale. D'Alema, in visita a Washington, incontra Condoleeza Rice(l'ennesimo incontro di queste settimane!) e afferma di aver ricevuto apprezzamenti da lei sulla felice conclusione della vicenda. Poche ore dopo invece da Washington arrivano i primi segnali di irritazione per la liberazione dei cinque talebani. Irritazione che poi arriverà anche da altri Paesi, come la Germania. Avuta la notizia D'Alema afferma che con la Rice ha parlato di altro. Ha mentito quindi prima(ne abbiamo parlato e lei ha espresso apprezzamento) o dopo(abbiamo parlato d'altro)?
Subito dopo l'arrivo a Lashgar-kah di Mastrogiacomo si perdono le tracce dell'interprete Adjmal Nashkbandi. In un primo tempo si pensa ad un suo allontanamento volontario. Poi, dopo che la famiglia preoccupata arriva a manifestare fuori dall'ospedale di Emergency, si capisce che c'è dell'altro. Altro che si delinea in tutta la sua pericolosità quando i servizi segreti di Karzai, senza nessuna accusa, arrestano il direttore dell'ospedale di Emergency Rahmatullah Hanefi, la persona grazie alla quale Mastrogiacomo è libero. I parenti di Adjmal protestano con Emergency, chiedendo rispetto per il loro congiunto e notizie sulla loro sorte. Alcune fonti di stampa informano che addirittura le proteste hanno raggiunto toni accesi e violenti con il lancio di oggetti verso le strutture di Emergency, mettendo quindi pazienti e operatori in forte rischio. Su questa vicenda si innestano le dichiarazioni di Venier, il responsabile esteri dei Comunisti italiani, che paventa per Strada e gli operatori di Emergency il rischio di essere uccisi come Calipari. Senza specificare il perché di questo sospetto ne attivandosi di conseguenza.
Ma anche senza le accuse di Venier la situazione è gravissima e dai contorni foschi e drammatici. Il comportamento di D'Alema nella liberazione di Mastrogiacomo ha portato come conseguenze:
- la totale deplorazione internazionale(che D'Alema ha tentato di occultare mentendo);
- il rapimento da parte dei servizi segreti afghani di due persone e la tortura di almeno uno dei due, nel totale silenzio delle autorità italiane nonostante ne sia stato più volte sollecitato l'intervento(forse qualcuno dovrebbe spiegare a D'Alema che la dignità umana e i diritti umani sono universali per tutti, non solo per alcuni);
- la compromissione della sicurezza di una associazione umanitaria che opera in Afghanistan ormai da anni, svolgendo un ruolo importantissimo e delicato, riconosciuto ed apprezzato dalla popolazione.

Davanti a tutto questo abbiamo soltanto le parole(che addirittura aggravano ulteriormente il quadro generale!) dell'esponente di uno dei partiti meno influenti della coalizione e totale silenzio da parte del governo. Dichiarazioni che appaiono soltanto demagogiche e inutili visto e considerato che i Comunisti Italiani nessun atto conseguente hanno realizzato. Preferendo accontentarsi dei titoli(a dir la verità neanche poi molti!) dei giornali e delle Tv. D'Alema(dopo aver millantato l'apprezzamento di Condoleeza Rice) continua nel suo silenzio, rinchiuso nella torre d'avorio della Farnesina. Ma una sua dichiarazione non basta più. Ormai siamo arrivati a livelli impossibili. In una settimana è riuscito a mettere a repentaglio vite umane, è passato sopra alla dignità e ai diritti fondamentali di due persone e continua a metterle a rischio. Mentre a livello internazionale il suo intervento appare ogni giorno più inconsistente:
- ha saputo solo affermare che gli apparì irrituale il gesto di vari ambasciatori che, sostanzialmente, ordinavano all'Italia di rimanere in Afghanistan, un ordine perentorio dettato dal Pentagono che viola la sovranità politica italiana;
- continua(e qui rileggersi alcune dichiarazioni riportate nell'articolo "Massimo sconcerto" può essere illuminante) nell'inutile tentativo di accreditarsi come fedele alleato(valletto?) di Condoleeza Rice e dell'amministrazione USA;
-continua infine a millantare la nascita di una conferenza internazionale di Pace per l'Afghanistan, di cui nessuno conosce i contorni e le funzioni(esattamente come accadde per il Libano!).
Se si esclude la dichiarazione di Fassino che chiedeva l'ingresso nella conferenza anche dei talebani(subito subissata di critiche e di rifiuti sia in Italia e all'estero).
L'unica conseguenza di tutto questo sono le sue dimissioni. D'Alema con il suo comportamento e la sua smania di protagonismo si sta rivelando solo nefasto e negativo. Sta portando avanti un comportamento assurdo, militarista, guerrafondaio, indifferente alle sorti e alla dignità umana, prono di potenze straniere, dannoso e controproducente in una situazione gravissima e di vitale importanza. Non può far altro che tornarsene a casa e permettere a qualcun'altro di prendere il suo posto. Qualcun'altro che non potrà mai, in ogni caso, fare più danni di lui ...
Sperando sempre che nelle prossime ore gli uomini di Karzai liberino finalmente Adjmal Nashkbandi e Rahmatullah Hanefi. In caso contrario la responsabilità di una conclusione drammatica della vicenda, che tutti scongiuriamo, ricadrebbe interamente su D'Alema e sul governo italiano.

Note: Le posizioni espresse in questo articolo sono prese a titolo personale e non rispecchiano necessariamente la posizione ufficiale dell'associazione PeaceLink, che in nome dei principi del pluralismo e del rispetto della diversita' e' composta da persone con le piu' svariate estrazioni sociali, culturali, politiche e filosofiche, accomunate dai due principi fondamentali della nonviolenza e della nonmenzogna ma al tempo stesso libere di esercitare la liberta' di pensiero, di opinione e di affiliazione partitica riguardo a questioni politiche, economiche e sociali.

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