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E' inutile prendersela con Tizio e Caio

Sempre alla ricerca del "peccato originale"

Protestando, non si fa altro che rafforzare
il procedimento naturale di forza,
e si ottiene il contrario di ciò che si crede
14 gennaio 2009 - Mario Ragagnin

IL PROBLEMA DI FONDO
STA NEI RAPPORTI FRA BASI E VERTICI
Nessuno pensa che stia lì il problema di fondo di ogni male
Oggi, seguendo il procedimento naturale, ogni conquista si ferma al primo passo. Si accorge di quello che manca, ma non sa cosa fare per colmare la lacuna. Crede che il protestare (tipico della base che così resta base) sia sufficiente, e che il dovere di trovare una soluzione in positivo spetti ai capi. Così si ritorna all'azione negativa a due dimensioni.
Le associazioni di base protestano perché facciano tutto i capi tradizionali, le cosiddette autorità, e decidano loro quello che occorre per risolvere i problemi. Creano così le premesse perché i capi giustifichino ancora di più sé stessi, e con ciò non facciano altro che aggravare i problemi stessi.
E l’aspetto più paradossale di questo procedimento sta poi nel fatto che così i dirigenti delle associazioni di protesta giustificano l’azione di autoaffermazione in negativo della propria associazione, gratificano l’emotività dei seguaci e giustificano la propria collocazione di vertice. Soprattutto perché nessuno pensa che stia proprio lì il problema di fondo di ogni male. L'errore di partenza è dovuto al ritenere che la causa del cattivo andamento delle cose sia la cattiva volontà degli uomini, e precisamente di quelli che in quel momento ci troviamo di fronte ad ostacolarci (e che noi stiamo ostacolando).

Si deve programmare tutto come un governo ombra; non per attendere di diventare poi governi effettivi, ma per agire già subito dal basso, e protestando solo per ottenere quello che ci occorre a tale fine; e di conseguenza chiedendolo a nome di tutti, perché solo in tal modo giustifichiamo la richiesta anche per noi. Se poi saremo noi ad utilizzare ciò per primi, non chiederemo di meglio che poi anche gli altri lo facciano. Così ci aiutano nel nostro compito.
Si eviterà così il paradosso che le associazioni sorte per risolvere i problemi e i mali del mondo si costruiscano secondo lo stesso procedimento che li provoca.
Oggi molte di esse si riducono ad agire solo in negativo, con proteste e denunce a vuoto, e non con controproposte complessive in positivo, che sostituiscano la onnitematicità degli attuali governi, col collegarsi fra loro alla base e risolvere così i problemi in forma definitiva. Col colmare le separazioni fra le associazioni di volontariato, si crea l’onnitematicità di base che sostituisce i vertici tradizionali, e così si uniscono le collettività. Superando in tal modo le separazioni, causa dei mali, si risolvono i problemi una volta per tutte.
Il ripetersi inutile delle continue proteste nasconde un autocompiacimento della propria incapacità e dell'impotenza elevate a regole. Le proteste e anche le satire, quando sono fine a sé e non hanno lo scopo di proseguire con controproposte in positivo, esauriscono le reazioni giuste e necessarie in contestazioni che si sgonfiano in bolle di sapone.

Mario Ragagnin

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