Pace

RSS logo

Mailing-list Pace

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Pace

...

Articoli correlati

  • Rispedirli nei Paesi di origine?
    Gli slogan di Salvini

    Rispedirli nei Paesi di origine?

    Solo pochi giorni fa abbiamo potuto raccogliere, nel centro medico di Lampedusa, le testimonianze di persone che erano riuscite a fuggire dai lager libici. Testimonianze da far accapponare la pelle.
    12 giugno 2018 - Pietro Bartolo
  • Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

    vista la sua lunga esperienza nei paesi in cui abbiamo “esportato la democrazia” con la guerra, il riferimento alla democrazia partecipata assomiglia più ad un suo uso strumentale per ottenere una legittimazione puramente esteriore o ad un consenso artificiale
    6 giugno 2018 - Rossana De Simone
  • PsyOps
    I retroscena della guerra

    PsyOps

    Si chiamano Psychological Operations (PsyOps) e servono a manipolare l'opinione pubblica. I principali obiettivi delle PsyOPs oggi sono (paradossalmente) proprio i pacifisti. Come reagire? Diventanto esperti di fact checking, entrando nel vivo delle informazioni militari per verificarle con sistematicità, con metodo e con una buona dose di dubbio.
    10 maggio 2018 - Alessandro Marescotti
  • Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    “Sono convinto che oggi il settore R&S (ricerca e sviluppo) della nonviolenza debba fare grandi passi avanti” (Alexander Langer 1991)
    13 aprile 2018 - Alessio Di Florio
Analisi di un’azione armata unilaterale

Libia: guerra umanitaria? No grazie

E' in corso una battaglia politica che provoca con la guerra più danni della causa che l'ha scatenata. Al centro vi è per l'accaparramento delle risorse energetiche, petrolio e gas, nonchè dei minerali primo fra tutti l'uranio.
27 marzo 2011 - Rossana De Simone

Come degli avvoltoi

La mia posizione è fermamente contro questa nuova guerra umanitaria che come tutte le altre che l'hanno preceduta è un illecito internazionale. La guerra umanitaria indica un’azione armata unilaterale che gli Stati attuano di fronte a gravi violazioni di diritti umani.
In Libia la felice ondata rivoluzionaria che ha portato alla caduta di due autocrazie, Tunisia ed Egitto, si è trasformata in guerra civile. Gheddafi è l'autocrate con il potere più longevo tra i dittatori arabi, è evidente che ci si senta favorevoli alla sua caduta.
Ma di cosa stiamo parlando?
Il 27 febbraio l’Organizzazione delle Nazioni Unite vara un pacchetto di sanzioni contro la Libia che prevede il blocco dei beni di Muhammar Gheddafi e di diversi familiari e l’embargo alle vendite di armi.
Il 3 marzo il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi) annuncia l'apertura di un esame preliminare sulle violenze in Libia, primo passo verso una eventuale inchiesta formale per crimini contro l'umanità.

Nel frattempo non si accetta la proposta del Venezuela di aprire una mediazione diplomatica, non si è promossa alcuna azione alternativa a questa, non si manda alcun organo sovranazionale sul territorio libico con il compito di controllare ed accertare la situazione reale.
Ci si accontenta della propaganda messa in atto dalle due forze in guerra, quella dei rivoltosi e quella dei pro-Gheddafi.
Il 19 marzo la Francia avvia i bombardamenti dopo il via libera dal summit di Parigi senza alcun preavviso.

La risoluzione dell'ONU che decide di autorizzare l'uso della forza militare con l'obiettivo primario di proteggere "i civili e gli insediamenti urbani civili", compresa la città di Bengasi ed esclude il dispiegamento di "una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma e in qualsiasi parte del territorio libico" viene attuata tramite bombe che contengono la politica delle alleanze, le sue contraddizioni senza fine, gli inganni, i molti compromessi, la corruzione e molta cecità.
La prepotenza e l' arroganza di questo mondo è messa in luce dalla battaglia interna fra NATO, USA, Turchia e Francia.
Una battaglia politica che provoca con la guerra più danni della causa che l'ha scatenata.

Basta guardare le mappe che illustrano alcune condizioni presenti in Libia prima della guerra, per capire come alla volontà di guerra segue l'ansia di chiudere in fretta una avventura di cui non conoscono gli sbocchi a medio termine.
Dopodichè un nuovo conflitto si aprirà e sarà quello per l'accaparramento delle risorse energetiche, petrolio e gas, nonchè dei minerali primo fra tutti l'uranio.

assetto militare nel mediterraneo
http://web.stratfor.com/images/middleeast/map/Mediterranean_military_800.jpg

Collegamenti di energia ed armi con l'Europa
http://web.stratfor.com/images/africa/map/032311Europe_Libya_800.jpg

Compagnie petrolifere presenti in Libia
http://web.stratfor.com/images/middleeast/art/Libya_Energy_800.jpg

Importatori di petrolio libico
http://media.stratfor.com/files/mmf/b/7/b7450a48ca72b3c759e706319968ba1844b05cfd.jpg

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)