Azione pacifista per contestare i 100 anni dell'Aeronautica Militare
Azione nonviolenta in occasione della celebrazione dei 100 anni dell'Aeronautica Militare Italiana.

A Gallarate, in provincia di Varese, alcuni attivisti nonviolenti hanno esposto degli striscioni con su scritto "non c'è niente da festeggiare". Si legge su tali striscioni: "100 anni di bombardamenti e di stragi", "no alla propaganda di guerra" e "no alla militarizzazione delle scuole". Alla fanfara militare e alle celebrazioni dei 100 anni hanno infatti assitito sette scolaresche.
Riportiamo il video realizzato da PeaceLink con materiale ricevuto da Elio Pagani. Le immagini documentano quest'azione pacifica e nonviolenta di contestazione al senso della cerimonia.
Nel video viene anche menzionata una pagina nera della storia militare dell'aeronautica italiana, quando centoventi caccia e bombardieri tra il 3 e il 4 marzo 1936 riversarono in Etiopia 636 quintali di esplosivi, bombe all'iprite e incendiarie, provocando con il micidiale gas tra le 3.000 e le 5.000 vittime, e non solo fra i militari. Il gas colpì infatti anche la popolazione civile vittima dell'aggressione coloniale fascista.
Con l’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania, il 10 giugno del 1940, la Regia Aeronautica giunge al conflitto già provata dalla campagna d’Etiopia e dalla partecipazione alla guerra di Spagna disponendo complessivamente di circa 3000 velivoli, di cui solo due terzi efficienti e di pronto impiego, spesso con caratteristiche di volo e armamento nettamente inferiori a quelle degli aerei alleati e avversari. Nonostante il coraggio e le capacità dei nostri piloti, le difficoltà si rivelano enormi e i risultati del conflitto sono pesantemente condizionati dallo scarto tecnologico e dall’insufficienza delle risorse. I piloti italiani si battono con onore in Africa, nel Mediterraneo, nei Balcani, in Russia e naturalmente in Patria, ma dopo due anni il destino della guerra appare segnato e nulla serve che la nostra industria inizi a produrre aeromobili competitivi. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia, i nostri reparti, pur nella consapevolezza della disfatta, si impegnano in una estrema resistenza, dimostrando un ardimento che verrà riconosciuto dallo stesso nemico.
Nella parte finale del video si fa un cenno alle
operazioni "tenute nascoste agli italiani" rivelate dal generale Giuseppe Bernardis. 1900 raid e 456 bombardamenti dell'Areonautica Militare Italiana in Libia nel 2011.
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