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“Camminare nella libertà”. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze di genere. Gli 11 volumi del Progetto sono editi dalle Edizioni Paoline e promossi dal Bimestrale Rassegna dell’Istruzione - Mondadori, Le Monnier- MIUR

Progetto “Camminare nella libertà”, Edizioni Paoline, promosso da Mondadori, Le Monnier- MIUR

Il Progetto “Camminare nella libertà”, ideato e curato dal Professor Pier Paolo Frigotto e realizzato dal Polo Liceale Statale “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), elabora i Dieci Comandamenti da un punto di vista originale, non religioso, laico, collegato anche alle differenze di genere, a partire dall’analisi approfondita del “Decalogo” di Krzysztof Kieślowski
2 aprile 2012 - Laura Tussi

Rassegna dell'Istruzione, Mondadori, Le Monnier -MIUR presenta il Progetto "Camminare nella Libertà" Edizioni Paoline

Progetto “Camminare nella libertà”, Edizioni Paoline, promosso da Mondadori, Le Monnier- MIUR.

“Camminare nella libertà”. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze di genere. Gli 11 volumi del Progetto sono editi dalle Edizioni Paoline e promossi dal Bimestrale Rassegna dell’Istruzione - Mondadori, Le Monnier- MIUR

 Il Progetto “Camminare nella libertà”, ideato e curato dal Professor Pier Paolo Frigotto e realizzato dal Polo Liceale Statale “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), elabora i Dieci Comandamenti da un punto di vista originale, non religioso, laico, collegato anche alle differenze di genere, a partire dall’analisi approfondita del “Decalogo” di Krzysztof Kieślowski

I comandamenti sono stati letti con il contributo di autorevoli esperti esterni di riconosciuta levatura culturale:

Olinto Brugnoli, Ferdinando Camon, Paolo Dal Ben, Marco Dal Corso, Giorgio Erle, Marco Gay, Giulio Giorello, Barbara Mapelli, Raffaele Masto, Cettina Militello, Emilio Pasquini, Giuseppe Pellizzaro, Damiano Rizzi, Martino Signoretto, Piero Stefani, Laura Tussi, Marco Vannini, Maria Beatrice Zanotti.

Presentazione

IL DECALOGO OGGI. UN CAMMINO DI LIBERTÀ

di Pier Paolo Frigotto

 Camminerò in un luogo spazioso,

perché ho ricercato i tuoi precetti.

(Salmo 119,45)

 

È possibile elaborare un punto di vista originale sui dieci comandamenti, un punto di vista non soltanto religioso, ma anche laico e legato alle differenze di genere, coniugato, cioè, al maschile e al femminile?

È quanto si è proposto di fare il progetto, realizzato all’interno del polo liceale « Guarino Veronese » di San Bonifacio (Verona), dal titolo: Camminare nella libertà. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze digenere.

Il Decalogo inizia nella Bibbia con una frase d’importanza decisiva per la comprensione di ciò che va a proporre:

« Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile » (Esodo 20,1; Deuteronomio 5,6).

Le singole direttive contenute sono una conseguenza dell’azione liberatrice di Dio. In altre parole, Dio dice al suo popolo: io ti ho liberato dalla schiavitù, ora ti affido dieci regole per restare libero e non ricadere in essa. Ti do i dieci comandamenti, le dieci leggi della libertà. Il fine del Decalogo,lo scopo che Dio si propone consegnando agli uomini i dieci comandamenti è uno solo: la libertà. Afferma il concilio Vaticano II: « Mai come oggi gli uomini hanno avuto un senso così acuto della libertà e intanto sorgono nuove forme di schiavitù sociale e psichica »1.

Ma che cos’è la libertà? È necessario chiederselo perché quotidianamente si è posti di fronte a una concezione sbagliata di essa che spesso produce l’opposto di quello che persegue e promuove: una libertà distruttiva e irresponsabile, capace di scuotere le fondamenta della società umana. Si tratta di una questione cruciale. La Veritatis splendordi Giovanni Paolo II individua proprio nella libertà il cuore cui vanno ricondotti « i problemi umani più dibattuti e diversamente risolti nella riflessione morale contemporanea»2, consapevoli che « non si dà morale senza libertà »3. E non esiste libertà senza morale, di conseguenza. Su che cosa si intenda per libertà, oggi si misurano due concezioni. La prima la identifica come facoltà primaria della condizione umana. Secondo questa visione, essa non dipende che da se stessa, è autoreferenziale, soprattutto è libera da qualsiasi verità, percepita come condizionamento o costrizione. Una seconda concezione vede invece la libertà come facoltà dipendente dalla ragione e dalla volontà. Essa agisce alla luce della verità sulla quale si misura con un atto

1 Conc. Ecum. Vaticano II, cost. past. Gaudium et spes, LEV, Città

del Vaticano 1965, 4.

2 Giovanni Paolo II, lett. enc. Veritatis splendor, LEV, Città del Vaticano

1993, 31.

3 Ibid. 34.

 

razionale e volontario. È questa la libertà che Dio, Essere libero, vuole per l’uomo fatto a sua immagine e partecipe della sua libertà. L’uomo, immagine di Dio, deve poter vivere nella libertà di Dio. Il Decalogo rappresenta quindi il punto di riferimento necessario per contrastare quelle forme inadeguate di comportamento che mettono a repentaglio la dignità della creatura e la sua libertà. Le smaschera e le combatte. Quello che colpisce riflettendo sui comandamenti è il

fatto che essi, pur essendo unanimemente riconosciuti come fonte di giustizia e di equità, vengono da molti e sistematicamente trasgrediti.

Perché? ci si è chiesti. Che cosa si nasconde dietro questa evidente alienazione morale?

Senza Dio, si è dio. Qui sta la vertigine di una libertà percepita come potere assoluto, ma di fatto origine del disordine che trasforma la terra in un nuovo Olimpo, dai tanti dèi, senza verità e comunione.

Nel percorso affrontato, questa palese contraddizione ha condotto a indagare sulla doppiezza dell’uomo. Una sorta di schizofrenia che lo vede, da una parte, assetato di bene e di armonia e, dall’altra, intento ad abbeverarsi a sorgenti senz’acqua.

Da questo punto di vista, poco importa che il Decalogo nasca in un contesto di relazione religiosa tra un popolo e il suo Dio. Proprio perché esso ha a cuore il bene delle creature, le norme che propone non toccano soltanto la dimensione della coscienza personale, ma anche quella civile ed esistenziale.

I comandamenti sono stati letti con il contributo di autorevoli esperti esterni di riconosciuta levatura culturale: Olinto Brugnoli, Ferdinando Camon, Paolo Dal Ben, Marco Dal Corso, Giorgio Erle, Marco Gay, Giulio Giorello, Barbara Mapelli, Raffaele Masto, Cettina Militello, Emilio Pasquini, Giuseppe Pellizzaro, Damiano Rizzi, Martino Signoretto, Piero Stefani, Laura Tussi, Marco Vannini, Maria Beatrice Zanotti.

 Essi hanno affrontato l’argomento da diverse angolazioni:

etica, cinematografica, sociologica, filosofica, letteraria

e nelle due prospettive di genere, femminile e maschile.

Sono stati effettuati oltre venti seminari, con cadenza quindicinale, che per ogni comandamento hanno contemplato un primo incontro, definito « di base », e un secondo di approfondimento. Nell’incontro « di base » si è analizzato il significato di ciascuna norma del Decalogo per coglierne il senso originario, mettendone in risalto le successive interpretazioni storiche, per giungere, infine, a una possibile attualizzazione.

Si è quindi effettuata la visione e l’analisi approfondita di tutti i dieci film che compongono il Decalogo di Krzysztof Kieślowski.

Particolarmente originale è stata la lettura di un romanzo attinente a ciascuno dei dieci comandamenti, fatta dapprima individualmente dagli alunni, in seguito condivisa sotto la guida di alcuni docenti di lettere. Forse non è un caso che nella lingua latina « libro » e « libero » si esprimano con la stessa parola: liber. Il libro, infatti, è uno strumento indispensabile per conquistare la libertà. Leggere aiuta ad allargare gli orizzonti, a conoscere e a comprendere gli altri, a dominare le emozioni e a vincere le paure, a non farsi condizionare dai pregiudizi.

Nel successivo incontro di approfondimento, invece, i relatori esterni, partendo dal comandamento in questione, hanno invitato gli allievi a scoprire la drammaticità dei problemi etici, il percorso della ragione per trovare una risposta coerente e universale, scandagliando le potenzialità ma, al contempo, anche i limiti dell’agire morale. In un contesto più ampio i giovani hanno potuto riconoscere come e quanto la Bibbia abbia segnato la cultura occidentale in ambiti assai diversi.

Nella realizzazione del progetto si è fatto ricorso a strumenti e metodologie attive e coinvolgenti. Ogni incontro è stato infatti strutturato con l’impiego dei linguaggi multimediali,

capaci di rinnovare la didattica nella scuola senza svilirla.

I seminari sono stati volutamente articolati come una sorta di « tavola rotonda », nella convinzione che solo una persona che sa fare domande può possedere delle conoscenze: interrogare significa svelare. Per sciogliere la rigidità di chi presenta le proprie opinioni senza essere disposto a metterle in discussione, è stato necessario porsi in gioco, guardare da più punti di vista un oggetto di conoscenza e tutte le sue potenzialità. I giovani hanno così imparato a cogliere ciò che è discutibile e insoluto.

Attraverso le domande è stato possibile offrire loro l’opportunità di esplorare, di trasformare il progetto in una serie di « avventure » che li coinvolgesse nella soluzione, nella « sfida » ai comandamenti stessi. Una sfida che li ha obbligati a cercare risposte spesso in controtendenza rispetto a quelle proposte dalla cultura dominante o dal «politicamente corretto», ma anche a interrogarsi personalmente sul senso del proprio essere liberi. E soprattutto una sfida dentro una stagione della vita, quella della giovinezza, che di suo propone l’idea di libertà, senza regole

e condizionamenti, come un canto delle sirene dal fascino irresistibile.

Le domande si sono spesso trasformate in strumenti attraverso i quali indagare i contenuti, localizzarne i molteplici aspetti, andare oltre il banale del « già sentito », consentendo, attraverso i dibattiti, di far propri i temi proposti e le idee guida.

Per raggiungere questo obiettivo, gli allievi sono stati chiamati a scegliersi un gruppo di lavoro relativo a un comandamento per la ricerca e l’approfondimento personale, aiutati da alcuni docenti dell’istituto.

Il coordinatore del progetto ha poi convocato e preparato gli incontri, fornendo materiali e suggerimenti, ha predisposto un piano generale di lavoro per definire strategie omogenee all’interno dei gruppi, scambio di competenze, anche per evitare possibili sovrapposizioni tra i diversi argomenti di ricerca.

Alla fine del percorso, tutto ciò che è stato prodotto all’interno dei singoli gruppi, integralmente rivisto e rielaborato dal coordinatore con l’aiuto di uno staff, insieme agli interventi dei relatori esterni è confluito negli undici volumi della presente collana.

Una delle novità rilevanti del progetto è stata quella di mettere insieme nei gruppi di lavoro allievi d’indirizzi diversi: liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze

umane. Ciò ha rappresentato una risorsa positiva perché ha abilitato i giovani all’incontro costruttivo di competenze diverse.

Un secondo punto di forza è stato quello di essere riusciti ad accostare un gruppo numeroso di allievi, oltre un centinaio, alla dimensione del piacere della cultura. Il piacere di leggere un libro, entrare nelle dinamiche dei personaggi e nella loro psicologia, immedesimarsi nelle storie che prendono vita attraverso la scrittura e riconoscere «un’inquadratura sul mondo» attraverso l’obiettivo di un regista e non solo di un autore.

La scelta dei dieci comandamenti quale terreno di esplorazione ha permesso, inoltre, ai giovani di entrare in contatto con « il mondo » della Bibbia. La presenza del teologo e l’approccio ai testi mediante uno studio accademico sulle loro origini, sulle loro contaminazioni culturali, sul

loro significato di patrimonio per un intero popolo, hanno portato gli allievi al superamento di pregiudizi confessionali nei confronti di un testo che da molte tradizioni religiose è considerato «ispirato». Ciò a tutto vantaggio della conquista di una visione culturalmente più fondata, ricca e pluralista.

Terza importante innovazione è stata quella di ritenere fortemente orientativa l’acquisizione di una «coscienza di genere» come finalità del progetto: tale coscienza può consentire di superare stereotipi e pregiudizi sociali, ponendo in primo piano le capacità e le competenze della persona, indipendentemente dall’appartenenza al sesso femminile o maschile.

Davvero positiva si è rivelata, infine, la scelta di porre gli allievi non solo davanti al film d’autore ma anche « dietro » la macchina da presa, offrendo loro uno spazio d’espressione delle emozioni e degli interrogativi etici con cui si apprestano ad affrontare la vita. La realizzazione di un mediometraggio a partire dal soggetto e dalla sceneggiatura fino alle riprese e al montaggio finale ha stimolato nei giovani una più attenta osservazione e la capacità di indagine

su quegli aspetti della realtà da tradurre in immagini. Ha sollecitato la collaborazione reciproca valorizzando le diverse capacità di ciascuno.

Significativa è stata la scelta del titolo, nato da un’idea degli stessi allievi, Crossing-over. Si tratta di un termine che in biologia indica il processo della duplicazione del DNA, che mescola i caratteri maschili e quelli femminili in modo casuale; in questo caso invece si è voluto evidenziare che le storie dei protagonisti si intrecciano a vicenda in una sorta di «apologo» della vita umana, sempre in bilico tra bene e male, in cui emerge il rispetto per le persone in quanto tali, per la loro dignità e il loro bagaglio di valori interiori e spirituali.

Condividere il materiale realizzato ha aiutato a costruire un ambiente di riflessione attiva tra i colleghi del teamdella scuola, di altri istituti, tra gli studenti, tra la popolazione del territorio. Una parte del materiale realizzato è stata messa a disposizione in rete sul sito della scuola. Molto importante è stata, in particolare, l’occasione di presentare il progetto a Madrid, presso il Liceo Statale Italiano.

Con la presente pubblicazione si intende anche proporre un metodo di lavoro che coinvolga studenti, docenti ed « esperti » in un percorso condiviso, in cui però l’autonoma elaborazione degli allievi assuma un ruolo trainante nella realizzazione di significativi prodotti culturali.

Dal miglioramento della scuola si otterrà una società migliore in quanto si avrà una comunità più preparata, più sensibile, più rispettosa, più civile e più onesta.

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1333559020.htm

Note:

http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/cultura/Recensioni_1333559020.htm

Allegati

  • “Camminare nella libertà”. Il Decalogo tra etica, cinema, letteratura, filosofia e differenze di genere. Gli 11 volumi del Progetto sono editi dalle Edizioni Paoline e promossi dal Bimestrale Rassegna dell’Istruzione - Mondadori, Le Monnier- MIUR Progetto “Camminare nella libertà”, Edizioni Paoline, promosso da Mondadori, Le Monnier- MIUR. Il Progetto “Camminare nella libertà”, ideato e curato dal Professor Pier Paolo Frigotto e realizzato dal Polo Liceale Statale “Guarino Veronese” di San Bonifacio (Verona), elabora i Dieci Comandamenti da un punto di vista originale, non religioso, laico, collegato anche alle differenze di genere, a partire dall’analisi approfondita del “Decalogo” di Krzysztof Kieślowski
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