Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Intervista di Olivier Turquet, Direttore di Pressenza - International Press Agency

Alessandro Marescotti, PeaceLink: a Taranto serve una ecoriconversione e ci sono i soldi per farlo

Alessandro Marescotti segue col gruppo PeaceLink di Taranto la vicenda dell’ILVA da tanti anni ed è più volte intervenuto, soprattutto a difendere il catastrofico stato della salute al Quartiere Tamburi e in tutta Taranto.
Laura Tussi30 novembre 2019

Ecoriconversione per Taranto

Alessandro ci puoi dare gli ultimi dati aggiornati e il quadro della situazione?

Gli ultimi dati sono quelli della VIIAS, la valutazione integrata di impatto ambientale e sanitario. Tale valutazione è stata pubblicata sull’ultimo numero di Epidemiologia&Prevenzione. E’ uno studio importante perché è predittivo e prevede ciò che accadrà se continua la produzione ai livelli attuali di 4,7 milioni di tonnellate annue di acciaio. E’ una produzione dimezzata rispetto a quella dei tempi dei Riva e alcuni, anche fra gli ambientalisti, ritenevano che ciò avrebbe reso compatibile la ridotta produzione con la salute della popolazione. Ma questi “ambientalisti ottimisti”, che in questi anni non hanno chiesto il fermo degli impianti nell’illusione che una minore produzione potesse attutire l’impatto sanitario fino a renderlo accettabile, sono stati smentiti dai dati della VIAS che parla di “rischio sanitario inaccettabile” nel quartiere Tamburi di Taranto anche a 4,7 milioni di tonnellate/anno di acciaio.

Da quando c’è la nuova proprietà c’è stato qualche concreto segno di riconversione industriale e di bonifica? Se sì, quali?

Sono stati coperti in parte i parchi minerali, con i soldi sequestrati ai Riva. Ma per il resto la nuova proprietà non ha investito fondi propri e non era tenuta a fare per contratto alcuna bonifica. ArcelorMittal ha continuato a produrre come in passato senza riconvertire i vecchi impianti.

Uno dei temi che ha generato più conflitti è l’apparente dicotomia tra salute, ambiente e necessità occupazionali. Qual è la vostra visione del problema e proposta di soluzione?

La nostra visione è che vada applicata la legge nazionale e che vada dato corso a quallo che la magistratura ha ordinato: il fermo degli impianti fuori norma. La magistratura, sulla base di perizie tecniche, li ha dichiarati pericolosi per la salute e per la vita. Poi quando saranno (se saranno) messi a norma possono ripartire se la VDS (valutazione danno sanitario) li valutasse non pericolosi. A Taranto sono stati fermati panifici e pizzerie perché non a norma. L’ILVA è ben più pericolosa ma viene fatta un’eccezione alla legge con vari decreti che, convertiti in legge, dicono in sostanza che si può produrre a Taranto senza rispettare le leggi nazionali. Non è necessario fare commenti.

Molti chiedono la nazionalizzazione, secondo te è una soluzione? E in che prospettiva?

Non è una soluzione perché l’ILVA perde due milioni di euro al giorno e lo Stato interverrebbe per ripianare i debiti, cosa vietata dal Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea. Le prospettive del mercato dell’acciaio sono negative e l’ILVA è destinata ad accumulare altre perdite perché non sfrutta le potenzialità dei suoi impianti giganteschi, sopportanto costi fissi che la rendono non competitiva in un mercato stagnante perché in crisi di sovrapproduzione.

Lo Stato può invece intervenire per una ecoriconversione della città e ci sono ingenti fondi europei per fare ciò. Ma ci vorrebbe una classe politica tedesca o svedese per fare cose del genere, che sappia programmare a medio e lungo termine, mentre invece abbiamo i politici che conosciamo, preoccupati a galleggiare nel breve periodo.

Articoli correlati

  • Ex Ilva: diffida a ministro dopo sentenza Corte Ue, stop Taranto
    Ecologia
    Dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea su Acciaierie d’Italia

    Ex Ilva: diffida a ministro dopo sentenza Corte Ue, stop Taranto

    Le associazioni ambientaliste Genitori Tarantini e Peacelink hanno inviato una diffida al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e alla direzione Valutazioni ambientali del ministero, chiedendo di “volere immediatamente sospendere l’attività produttiva” della fabbrica di Taranto.
    11 luglio 2024 - AGI
  • Spiegazione della sentenza della Corte di giustizia dell'UE sull'ILVA
    Ecologia
    Piccolo Bignami per chi si fosse perso

    Spiegazione della sentenza della Corte di giustizia dell'UE sull'ILVA

    La Corte di Giustizia dell'UE ha stabilito che le autorità nazionali devono effettuare una valutazione degli impatti sulla salute umana prima di autorizzare l'ILVA. In presenza di gravi rischi per l'ambiente e la salute, devono sospendere le operazioni piuttosto che concedere proroghe.
    25 giugno 2024 - Redazione di PeaceLink
  • Rifinanziamento attività gestione stabilimento ILVA e deroga alle norme sulla sicurezza
    Ecologia
    PeaceLink chiede invece di finanziare la sorveglianza sanitaria e la cura dei cittadini più esposti

    Rifinanziamento attività gestione stabilimento ILVA e deroga alle norme sulla sicurezza

    Dati sconcertanti emergono dall'audizione del presidente di PeaceLink al Senato: dal 1° novembre 2018 al 31 dicembre 2022, la gestione dell'ex Ilva ha accumulato passività globali per ben 4 miliardi e 700 milioni di euro, come confermato da fonti governative (esattamente 4.737.693.528 euro).
    28 maggio 2024 - Redazione PeaceLink
  • Palazzina LAF: un film sulla fabbrica, sul potere e sulla speranza
    Cultura
    E' un invito a non arrendersi mai

    Palazzina LAF: un film sulla fabbrica, sul potere e sulla speranza

    Michele Riondino, regista e attore protagonista, ricostruisce una pagina buia dell'ILVA di Taranto. Palazzina LAF è un "film necessario" ed è una "storia universale" che aiuta a riflettere sul potere e sulle sue vittime ma anche sulla capacità di riscatto dei lavoratori.
    Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)