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Dichiarazione di Pace di Hiroshima

"L'11 marzo del 2011 è un giorno che non dimenticheremo mai. Un disastro naturale sommato a un incidente in una centrale nucleare ha creato una catastrofe senza precedenti. Qui a Hiroshima, siamo profondamente consapevoli che i sopravvissuti di quella catastrofe ancora soffrono in modo terribile, e tuttavia guardiamo al futuro con speranza. Per noi, il loro calvario si sovrappone perfettamente a quanto soffrimmo 67 anni fa."
28 agosto 2012 - MATSUI Kazumi (Sindaco
 Città di Hiroshima )
Fonte: www.semisottolaneve.org - 06 agosto 2012

Hiroshima Memorial Monuments

"6 agosto 1945, ore 8:45. La nostra città è stata ridotta in cenere da un'unica bomba atomica. Le case alle quali tornavamo, le nostre vite quotidiane, gli usi e le tradizioni che ci erano cari, tutto scomparso: Hiroshima non era più. La città era scomparsa. Niente strade, solo una piana di rovine fumanti fin dove l'occhio poteva arrivare...e purtroppo potevo vedere anche troppo lontano. Seguii le linee elettriche cadute su ciò che dovevano essere le rotaie dei tram. Le rotaie erano bollenti. La morte era ovunque". Questa era la nostra città vista attraverso gli occhi di una giovane donna di venti anni. Questo era Hiroshima per tutti i sopravvissuti. Le feste emozionanti, i giochi sui battelli, la pesca, i bambini a caccia di crostacei: tutto uno stile di vita era scomparso dalle nostre amate rive.

Ma ciò che è peggio, la bomba spense le sacre vite di tantissimi esseri umani: "Andavo in giro su un camion insieme ad una squadra di protezione civile per raccogliere i cadaveri. Ero solo un ragazzo, perciò mi dissero di afferrarli per le caviglie. Così feci, ma la pelle scivolò via. Non riuscivo a tenerli. Mi feci coraggio, stringendo con forza con le punta delle dita, e la carne cominciò a trasudare. Un puzzo orribile. Afferrai più in profondità, sulle ossa. E li lanciammo sul camion." Nell'esperienza di un ragazzino di 13 anni, la nostra città era diventata un inferno in terra. Dovunque giacevano innumerevoli corpi, ammonticchiati uno sull'altro; tra i lamenti di voci non più umane, neonati succhiavano dai seni di madri morte, mentre altre madri, dagli occhi vitrei, sconvolte stringevano al petto i loro bimbi morti.

Una ragazzina sedicenne perse tutti i suoi famigliari, uno dopo l'altro: "Il mio fratellino di 7 anni fu completamente bruciato, dalla testa ai piedi. Morì immediatamente dopo lo sgancio della bomba. Un mese dopo, morirono i miei genitori, poi mio fratello, 13 anni, e mia sorella di 11. Gli unici sopravvissuti fummo io e un fratellino di tre anni, che morì più avanti di cancro. Dai neonati ai nonni, entro la fine dell'anno a Hiroshima erano state perse 140.000 preziose vite umane.

Hiroshima sprofondò nelle tenebre più assolute. I nostri hibakusha, come vennero chiamati i sopravvissuti, provarono sulla loro pelle gli effetti del bombardamento. Dovettero poi convivere con i conseguenti effetti collaterali e con i pregiudizi sociali. Ciononostante, presto cominciarono a raccontare al mondo la loro esperienza. Mettendo da parte rabbia e odio, rivelarono l'assoluta inumanità delle armi nucleari, impegnandosi senza sosta per la loro abolizione. Noi vogliamo che il mondo intero conosca le loro difficoltà, il loro dolore, i loro intenti disinteressati.

L'hibakusha medio ha attualmente oltre 78 anni. Questa estate, rispondendo al desiderio di molti cittadini di poter ereditare e tramandare le loro esperienze, ad Hiroshima si è cominciato con attenzione a preparare i successori ufficiali degli hibakusha. Nella determinazione di non permettere al ricordo della bomba atomica di svanire, intendiamo condividere con un sempre maggior numero di persone, sia qui che nel resto del mondo, l’anelito ad un mondo libero da armi nucleari.

Gente di tutto il mondo! E soprattutto voi leader di nazioni che avete armi nucleari, venite a Hiroshima a contemplare la pace in questa città colpita dalla bomba.

Quest'anno, i Mayors for Peace celebravano il loro trentesimo anniversario. Il numero di città che hanno lanciato l'appello per l'abolizione delle armi nucleari entro il 2020 ha superato i 5.300, e i nostri membri rappresentano circa un miliardo di persone. L'anno prossimo, ad agosto, terremo una conferenza generale a Hiroshima. Quell'evento servirà a trasmettere al mondo intero l'intenso desiderio della stragrande maggioranza dei nostri cittadini per una convenzione sulle armi nucleari e per la loro eliminazione. La primavera seguente, Hiroshima ospiterà un meeting ministeriale dell'Iniziativa per la Non-proliferazione e il Disarmo, che comprende dieci stati non armati nuclearmente, tra cui il Giappone. Sono fermamente convinto che la rivendicazione per un mondo senza armi nucleari si stenderà a partire da Hiroshima a circondare il globo per portarci a un vero mondo di pace.

L'11 marzo del 2011 è un giorno che non dimenticheremo mai. Un disastro naturale sommato a un incidente in una centrale nucleare ha creato una catastrofe senza precedenti. Qui a Hiroshima, siamo profondamente consapevoli che i sopravvissuti di quella catastrofe ancora soffrono in modo terribile, e tuttavia guardiamo al futuro con speranza. Per noi, il loro calvario si sovrappone perfettamente a quanto soffrimmo 67 anni fa. Mi rivolgo ora a quanti sono nell'area colpita. Vi prego, aggrappatevi con forza alla speranza nel domani. Verrà il vostro tempo, è sicuro. I nostri cuori vi sono vicini.

Da quell'orribile incidente, il Giappone ha imparato una lezione, ed è ora impegnato in un dibattito nazionale sulle proprie politiche energetiche. Alcune voci insistono: "Energia nucleare e genere umano non possono coesistere". Faccio appello al governo giapponese perché istituisca senza indugi una politica energetica che tenga conto della sicurezza e della salvezza dei cittadini. Chiedo al governo dell'unico paese ad aver avuto subito un bombardamento atomico di far propria la risoluzione di Hiroshima e Nagasaki. Tenendo a mente la situazione di instabilità che ci circonda nel Nordest dell'Asia, vi preghiamo di adottare una guida più ferma nel movimento per l'eliminazione delle armi nucleari. Vi preghiamo inoltre di fornire maggiore assistenza agli hibakusha che ancor oggi soffrono sia in Giappone che altrove, e di estendere l'area delle "piogge nere".
Ancora una volta offriamo dal più profondo del cuore le nostre preghiere per il riposo eteerno delle vittime della bomba atomica. Dalla nostra base qui a Hiroshima, ci impegnamo a trasmettere al mondo le esperienze e le volontà dei nostri hibakusha, e a fare quanto è in nostro potere per ottenere la vera pace di un mondo senza armi nucleari.

6 agosto 2012

Note:

Traduzione di Giuseppina Vecchia per Pressenza.

Tradotto da Giuseppina Vecchia.
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