Pace

Lista Pace

Archivio pubblico

GAIA - Ecoistituto del Veneto Alex Langer:

Giornalismo di Pace. L'eredità di Nanni Salio

5 ottobre 2016

GAIA - Ecoistituto del Veneto Alex Langer:

 

Il Libro postumo di Nanni Salio

Nanni vive nei suoi scritti...


  L'eredità di Nanni Salio


Giornalismo di Pace. L'eredità di Nanni Salio 

Giornalismo di Pace

Libro a cura di Nanni Salio e Silvia De Michelis

Recensione di Laura Tussi

Contributi di Stuart Allan, Birgit Brock-Utne, Johan Galtung, Jake Lynch, Dov Shinar, Elissa J. Tivona

Edizioni Gruppo Abele

 

Il progetto collettivo "Giornalismo di Pace" è un libro postumo del Professor Giovanni Salio, detto Nanni, recentemente scomparso, Presidente del Centro Studi Sereno Regis di Torino, di cui è stato fondatore nel 1982.

Nanni Salio, tra i massimi esponenti italiani del Movimento Nonviolento, e autore di numerosi scritti e saggi sulla Nonviolenza, ha rappresentato e rappresenta tuttora  una pietra miliare dell'antimilitarismo, degli studi su Gandhi e degli approcci nonviolenti, teorici e pratici, nella gestione dei conflitti. Ha collaborato a lungo con Johan Galtung, di cui era grande estimatore, e con la Rete Transcend International.

Il libro presenta i contributi di vari studiosi e attivisti che si occupano di Giornalismo di Pace, tra cui Silvia De Michelis, Stuart Allan, Birgit Brock-Utne, Johan Galtung, Jake Lynch, Dov Shinar, Elissa J. Tivona, per analizzare i contesti di guerra, le situazioni di violenza nel mondo, in una prospettiva di pace, in un'ottica di trasformazione nonviolenta dei conflitti.

Purtroppo la guerra domina la scena dell'informazione per interesse, per scelta politica, per superficialità.

Infatti i media vengono usati dalle nazioni come "armi di disinformazione di massa". A questa prassi si oppone il modello attivo del "Giornalismo di Pace", elaborato soprattutto da Johan Galtung, che legge e descrive in profondità i conflitti, indagando le ragioni e le dinamiche primarie, e ricercando gli obiettivi reali delle parti in causa, le loro contraddizioni e le vie possibili per superarle, evitando le semplificazioni di chi racconta le guerre e le violenze come fenomeni normali e inevitabili.

L'intento di questo importante progetto editoriale non consiste nel minimizzare e nascondere gli aspetti più evidenti e drammatici delle guerre, ma di contribuire, fornendo una ricca documentazione teorica e interessanti casi di studio, tramite una informazione corretta, alla trasformazione nonviolenta dei conflitti.

Dopo una panoramica internazionale delle azioni giornalistiche nei vari scenari di guerra, si procede a identificare le modalità del Giornalismo di Pace e lo stato dell'arte, fino a esporre i racconti femminili come modello giornalistico e di informazione coerente e corretta, in un'ottica di "Globalizzazione della compassione", per raccontare la violenza nel mondo attraverso un giornalismo di pace applicato, documentando la guerra, ma anche e soprattutto al fine di visualizzare la pace, ossia i contesti e le realtà positive che potenziano situazioni creative e di armonia tra le parti. Il ruolo della "pace positiva" è proprio quello di aumentare il ben-essere degli esseri umani e dell'ambiente naturale, dell'ecosistema, oltre la semplice soddisfazione dei bisogni. Secondo Galtung, il punto di vista di un ricercatore e di un giornalista per la pace consta appunto nel rafforzare la realtà positiva e indebolire le fonti di violenza. La pace si crea attraverso l'equità nella cooperazione; l'armonia tramite l'empatia per comprendere gli obiettivi legittimi delle parti; la conciliazione per superare i traumi e per ridurre la rivincita e la vendetta; la soluzione dei conflitti per ridurre la volontà di aggressione. Infatti, come sostiene Nanni Salio nel libro:" La commissione verità e riconciliazione promossa in Sudafrica da Tutu e Mandela è un formidabile esempio positivo che dovrà essere seguito e perfezionato in tutti quei casi, dal Rwanda ai Balcani alla Palestina all'Irlanda ai Paesi Baschi e così via, in cui la violenza ha provocato odi laceranti, sete di vendetta, incapacità di convivere".

Il mondo intero, nella congiuntura attuale, è ostaggio della politica estera degli Stati Uniti. A ogni azione corrisponde una reazione, una controforza.

Il terrorismo degli stati, esercitato dall'alto, con bombardieri e droni, genera come risposta il terrorismo dal basso, di coloro che si ribellano e colpiscono spesso indiscriminatamente civili, come peraltro fa il terrorismo di stato, che si limita a chiamare questi deplorevoli eventi "effetti collaterali". "A differenza di altri tipi di intervento, la nonviolenza si propone di liberare sia gli oppressori sia gli oppressi sia le vittime sia i perpetratori dalle catene disumanizzanti della violenza".

E' dunque necessario applicare il modello del "Giornalismo di Pace" che distingue tra conflitto e guerra. "Nel linguaggio abitualmente usato dai media, il conflitto è considerato sinonimo di guerra e questa ambiguità semantica contribuisce a creare confusione, frustrazione e senso di impotenza". Infatti la guerra non è sinonimo di conflitto, ma l'esito più drammatico di una conflittualità irrisolta.

Il Giornalismo di Pace si basa su tre passi fondamentali: mappare tutti gli attori in causa nel contesto conflittuale; individuare i loro obiettivi legittimi, quelli che non violano i bisogni e i diritti umani fondamentali e, infine, elaborare soluzioni concrete, costruttive e creative per soddisfare gli obiettivi legittimi di tutte le parti.

Esempi di questo tipo di giornalismo si trovano negli editoriali di Galtung. Una approssimazione a questo tipo di azione proattiva, di informazione positiva e di attivismo nonviolento è il giornalismo di inchiesta di autori come Robert Fisk, John Pilger, Pepe Escobar, Marinella Correggia, i cui articoli sono spesso disponibili in rete anche in italiano, e il presente testo costituisce un importante tentativo di elucidazione di questa affascinante quanto utile materia: il Giornalismo di Pace. 

Note:

su PRESSENZA - International Press Agency: 
http://www.pressenza.com/it/2016/09/nanni-salio-vive-nel-suo-giornalismo-pace/

su NUOVA RESISTENZA: 
http://www.nuovaresistenza.org/2016/09/05/nanni-salio-vive-nel-suo-giornalismo-di-pace-peacelink-it/

su ARENGARIO.net: 
http://arengario.net/libr/libr143.html

su ILDialogo.org: 
http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/testimoni/Ricordi_1473168472.htm

sul Sito di DANIELE BARBIERI: 
http://www.labottegadelbarbieri.org/nanni-salio-vive/

su GAIA - Rivista dell'Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Settembre 2016

su AZIONE NONVIOLENTA: 
http://www.azionenonviolenta.it/recensione-nanni-salio-vive-nel-suo-giornalismo-di-pace/

su LIBERO LIBRO: 
http://www.liberolibro.it/nanni-salio-vive-nel-suo-giornalismo-di-pace/

su AGORAVOX: 
http://www.agoravox.it/Nanni-Salio-vive-nel-suo.html

Articoli correlati

  • Il Libro "Il dialogo per la pace" in eBook
    Pace
    Le Nuove Tecnologie alleate alla Pace e alla Nonviolenza

    Il Libro "Il dialogo per la pace" in eBook

    Il testo, presente e disponibile in tutte le librerie, rievoca l'adagio di Vittorio Arrigoni "Restiamo Umani", nel continuare a credere convintamente in un mondo senza bandiere, barriere, limiti, confini, per una presente e futura Umanità, "contro ogni razzismo"
    13 luglio 2019 - Laura Tussi
  • ODISSEA - David Maria Turoldo, il Resistente
    Storia della Pace
    La Rivista ODISSEA, Direttore Angelo Gaccione, presenta la Recensione:

    ODISSEA - David Maria Turoldo, il Resistente

    Recensione al Libro "David Maria Turoldo, il Resistente" di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.
    ODISSEA "Nessuna grande cultura può trovarsi in rapporto obliquo con la verità" Robert Musil.
    13 luglio 2019 - Laura Tussi
  • Parlamento tedesco: protesta contro la mozione anti-BDS 
    Palestina
    Berlino. Si chiede al governo tedesco di lottare contro razzismo e apartheid

    Parlamento tedesco: protesta contro la mozione anti-BDS 

    Il BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) è il movimento globale nonviolento composto da attivisti palestinesi, israeliani e persone della società civile il cui scopo è di perseguire la piena uguaglianza in termini di libertà, giustizia e dignità nella terra Palestina e Israele
    13 luglio 2019 - Laura Tussi
  • Proseguono gli scioperi della fame dei prigionieri palestinesi
    Palestina
    Articolo di Alessandra Mincone da Nena News

    Proseguono gli scioperi della fame dei prigionieri palestinesi

    Dalla prigione di Ashqelon a quella di Damon i detenuti palestinesi, donne e uomini, portano avanti questa forma di protesta che riesce a frenare abusi e restrizioni attuate dalle autorità carcerarie israeliane
    10 luglio 2019 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.24 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)