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Il giornalista Junpei Yasuda e il militante pacifista Nobukata Watanabe sono in salvo

Iraq: liberati pacifista e giornalista freelance giapponesi

Watanabe ha raccontato alla televisione Nhk che i sequestratori gli hanno affidato un messaggio per il popolo giapponese.
17 aprile 2004
Redazione

Confermata la notizia della liberazione dei due ostaggi giapponesi. Il rilascio è avvenuto oggi a Baghdad. E’ quanto ha riferito un responsabile degli Ulema musulmani.

"Sono seduti accanto a me", ha detto lo sceicco Abdel Salam Kubeissi, uno dei capi dell'associazione, aggiungendo che sono "in buona salute".

I due giapponesi sono il giornalista freelance Junpei Yasuda, 30 anni, e il militante pacifista Nobukata Watanabe, 36 anni.

I due erano scomparsi mercoledi' ad Abu Gharib, vicino a Baghdad, mentre cercavano di fotografare un elicottero americano abbattuto dai miliziani. La liberazione è avvenuta grazie ai buoni uffici del Consiglio degli Ulema, l'associazione di religiosi sunniti che già ha contribuito al rilascio di molti stranieri. "Due ostaggi giapponesi sono stati liberati e consegnati all'incaricato d'affari nipponico", ha riferito Abdel Salam al Kubaisi, del Consiglio degli ulema. "Sono qui vicino a me", ha raccontato ancora, "e sono in ottima salute". I rapiti sono stati portati alla moschea Um al Qura di Baghdad.
Dopo la liberazione, Watanabe ha raccontato alla televisione Nhk che i sequestratori gli hanno affidato un messaggio per il popolo giapponese. "Il gruppo armato è furioso per l'occupazione militare americana, ma considera il Giappone un amico dell'Iraq", ha spiegato, anche se è stata ribadita la richiesta che Tokyo ritiri i 550 soldati dispiegati a Samawa, nel sud. "Non vogliamo far del male ai nostri amici", hanno detto ancora i sequestratori, a quanto riferito dal pacifista, "per favore, ditelo ai giapponesi".

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