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...

    Sono la tua spia

    Mordechai Vanunu

    Sono l'impiegato, il tecnico, il meccanico, il conducente.
    Dissero, fai questo, fai quello, non guardare a destra o sinistra,
    non leggere il testo. Non guardare a tutta la macchina. Tu
    sei responsabile solo per questo unico bullone. Per questa gomma da cancellare
    Solo questo ti riguarda. Non mettere il naso in ciò che è al di là delle tue responsabilità.
    Non provare a pensare per noi. Va avanti, guida, Continua ad andare avanti.
    Avanti, avanti.

    Ciò che pensavano, quelli grandi, quelli furbi, i futurologi.
    Non c'è nulla da temere. Nulla di cui preoccuparsi.
    Tutto ticchettia proprio bene.
    Il nostro piccolo impiegato è un lavoratore diligente. È un semplice
    meccanico.
    È un piccolo uomo.
    Le orecchie degli uomini piccoli non ascoltano, i loro occhi non vedono.
    Noi abbiamo teste pensanti, ma loro no.

    Rispondigli, si disse il piccolo uomo,
    l'uomo con la sua testa. Chi è che comanda? Chi sa
    dove è diretto questo treno?
    Dov'è la loro testa? Anche io ho una testa.
    Perché io vedo l'intera macchina,
    Perché io vedo il precipizio
    C'è un conducente su questo treno?

    L'impiegato conducente tecnico meccanico guardò in alto.
    Fece un passo indietro e vide: quale mostro.
    Da non poterci credere. Si strofinò gli occhi e: sì,
    va tutto bene. Io sto bene. Vedo
    il mostro. Sono una parte del sistema.
    Ho firmato questo modulo. Solo ora ne leggo tutto il resto.

    Questo bullone è parte di una bomba. Questo bullone sono io. Come
    ho potuto non vedere, e come fanno gli altri ad andare avanti
    fissando bulloni. Chi altri lo sa?
    Chi ha visto? Chi ha udito? L'imperatore è davvero nudo.
    Lo vedo. Perché proprio io. Non fa per me. È troppo grande.

    Esci fuori e grida. Esci e dillo a tutti. Tu puoi.
    Io, il bullone, il tecnico, il meccanico? Sì, tu.
    Tu sei l'agente segreto del popolo. Tu sei gli occhi della nazione.
    Agente-spia dicci ciò che hai visto. Dicci ciò che coloro che stanno lì dentro, quelli
    Furbi, ci hanno nascosto.
    Senza te, c'è solo il precipizio. Solo la catastrofe.

    Non ho scelta. Sono un uomo piccolo, un cittadino, uno del popolo,
    ma farò ciò che devo. Ho ascoltato la voce della mia coscienza
    e non c'è nulla da nascondere.
    Il mondo è piccolo, piccolo per il Grande Fratello.
    Sono in missione per voi. Sto facendo il mio dovere. Accettatelo.
    Venite e guardate voi stessi. Alleggerite il mio fardello. Fermate il treno.
    Scendete dal treno. La prossima fermata: il disastro nucleare. Il prossimo
    libro, il prossimo ordigno. No. Non ci sarà nulla di tutto ciò.

    Scritto nelle prigioni di Ashkelon, Israele

    Note:

    A cura di PeaceLink http://www.peacelink.it
    Traduzione di Iunio Michele Mazza

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