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Ribadiamo l'impegno affinche' il nostro paese cessi di sperperare ingenti risorse a fini di morte

Per la Giornata internazionale dell'obiezione di coscienza al servizio militare

Anche se in Italia non vi e' piu' il servizio militare di leva obbligatorio, esso persiste in molti altri paesi del mondo. Ognuno si adoperi contro la guerra e contro le dittature, contro tutti i poteri uccisori, in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
14 maggio 2020
"Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati in piedi, di traverso e capovolti. E il giorno amaro in cui voi siete stati vinti non è quando ve li hanno tolti, ma fu quel primo giorno in cui ve li siete infilati senza altri commenti, quando vi siete messi sull'attenti e avete cominciato a dire sì. Ricorre il 15 maggio la Giornata internazionale dell'obiezione di coscienza al servizio militare.
Ed anche se in Italia da molti anni non vi e' piu' il servizio militare di leva obbligatorio, esso persiste in molti altri paesi del mondo.
E quindi innanzitutto ogni persona sollecita del bene comune dell'umanita' si adoperi con la forza della verita', con la scelta della nonviolenza, contro la guerra e contro le dittature, contro tutte le armi assassine, contro tutti i poteri uccisori, in difesa della vita, della dignita' e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Si adoperi affinche' sia riconosciuto ad ogni persona il diritto di negare la propria disponibilita' ad uccidere. Uccidere e' il male piu' grande. Chi rifuta di uccidere con questo stesso gesto sta gia' salvando delle vite innnocenti, sta gia' adempiendo al primo dovere di ogni essere umano: salvare le vite.
Occorre pertanto sostenere le persone che in qualunque parte del mondo si oppongono alle armi ed alle strutture armate, si oppongono alla guerra e a tutte le uccisioni, lottano nonviolentemente per la vita, la dignita' e i diritti di tutti gli esseri umani.
*
Non solo: anche nel nostro paese persiste tuttora una estesa ed articolata struttura armata e una relativa politica i cui fini e i cui costi sono palesemente in conflitto con i principi costituzionali del ripudio della guerra, della difesa del paese e del suo ordinamento giuridico democratico ed antifascista, del riconoscimento dei diritti umani di tutti gli esseri umani.
La politica militare, che si fonda sull'esistenza di un'organizzazione armata, gerarchica e addestrata ad uccidere, confligge con l'imperativo della pace e del rispetto della vita umana.
Le alleanze militari di cui l'Italia fa parte sono coinvolte in guerre criminali.
La produzione e il commercio di armi rendono l'Italia complice di regimi dittatoriali e stragisti.
Si sperperano ingentissime risorse del pubblico erario a fini di morte, mentre si negano risorse adeguate alle attivita' necessarie a salvare le vite.
Nessuno puo' chiudere gli occhi dinanzi a questa tragica realta'.
Cosi' l'opposizione alla guerra, ai suoi strumenti ed ai suoi apparati, e' dovere morale e civile di ogni persona senziente e ragionante, di ogni persona che pensa il pensiero che ogni tradizione culturale orientata al rispetto della vita, al bene comune dell'umanita', proclama e condivide: tu non uccidere; tu salva le vite; tu agisci nei confronti degli altri esseri umani cosi' come vorresti che gli altri esseri umani agissero verso di te; tu riconosciti parte dell'unica umana famiglia e sappi quindi che ogni essere umano ti e' fratello o sorella.
*
Quell'obiezione di coscienza che alcuni di noi dichiararono nella nostra ormai lontana gioventu' deve rinnovarsi ogni giorno nell'impegno comune di ogni persona cosciente di essere parte dell'unica umanita' contro tutte le armi, contro tutte le organizzazioni armate, contro tutte le guerre e le uccisioni.
L'impegno comune affinche' tutte le fabbriche di armi siano riconvertite a produzioni civili.
L'impegno comune affinche' tutte le strutture militari siano disarmate, smilitarizzate e riconvertite in difesa civile non armata e nonviolenta.
L'impegno comune affinche' il nostro paese cessi di sperperare ingenti risorse a fini di morte e le investa invece a promuovere e garantire la vita, la pace, la salute e l'assistenza, la civile convivenza, il soccorso umanitario, la cooperazione internazionale, la difesa della biosfera, il bene comune dell'umanita'.

Peppe Sini
Viterbo, 14 maggio 2020

Note: Mittente: "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: centropacevt@gmail.comIl "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo e' una struttura nonviolenta attiva dagli anni '70 del secolo scorso che ha sostenuto, promosso e coordinato varie campagne per il bene comune, locali, nazionali ed internazionali. E' la struttura nonviolenta che oltre trent'anni fa ha coordinato per l'Italia la piu' ampia campagna di solidarieta' con Nelson Mandela, allora detenuto nelle prigioni del regime razzista sudafricano. Nel 1987 ha promosso il primo convegno nazionale di studi dedicato a Primo Levi. Dal 2000 pubblica il notiziario telematico quotidiano "La nonviolenza e' in cammino" che e' possibile ricevere gratuitamente abbonandosi attraverso il sito www.peacelink.it

Allegati

  • L'elmo dei vinti

    Bertolt Brecht
    168 Kb - Formato jpeg
    Ecco gli elmi dei vinti, abbandonati in piedi, di traverso e capovolti. E il giorno amaro in cui voi siete stati vinti non è quando ve li hanno tolti, ma fu quel primo giorno in cui ve li siete infilati senza altri commenti, quando vi siete messi sull'attenti e avete cominciato a dire sì.

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