Venti bambini uccisi in media ogni giorno: cresce l'orrore nella Striscia di Gaza
L’UNRWA lancia l’allarme
L'UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) denuncia un picco nella crisi umanitaria, le cifre sembrano evidenziare la peggiore fase del conflitto da ottobre 2023.
“La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza è ora probabilmente al suo punto peggiore dall’ottobre 2023”, ha affermato l’UNRWA. Parole che pesano come macigni, soprattutto se pensiamo che la crisi umanitaria di cui si parla è quella che ha visto in pochi mesi decine di migliaia di vittime civili e lo sfollamento forzato di milioni di persone.
La guerra continua a colpire in modo sproporzionato la popolazione civile, e in particolare i più piccoli, che dovrebbero essere i primi da proteggere. Si muore sotto le bombe, nei corridoi degli ospedali, nelle tende dei rifugiati, nei sogni infranti di un futuro che non arriva.
In Israele cresce il rifiuto del servizio militare
Su +972 Magazine, Meron Rapoport – editorialista di una delle voci più lucide del giornalismo indipendente israelo-palestinese – racconta un cambiamento silenzioso ma significativo: in Israele, sta diventando sempre più frequente rifiutarsi di servire nell’esercito, non solo tra i pacifisti radicali, ma anche tra settori più ampi della società civile.
Il fenomeno del rifiuto – soprattutto tra i riservisti – ha raggiunto una dimensione tale da preoccupare i vertici della sicurezza nazionale. Questo articolo - tradotto in italiano e pubblicato dal Manifesto - offre uno sguardo importante su una nazione attraversata da profonde contraddizioni, dove l’opposizione alla guerra e alla militarizzazione della società non è più solo patrimonio della sinistra pacifista, ma anche di chi teme per il futuro democratico del Paese.
L'articolo è allegato a questa pagina web.
Allegati
Riservisti in fuga, l’esercito israeliano mai così in crisi
Meron Rapaport
Fonte: Il Manifesto 16.5.202510573 Kb - Formato pdfCentomila soldati in meno secondo le stime: «È un numero enorme. Il governo avrà problemi a continuare la guerra». Rari i rifiuti per i massacri di palestinesi. Prevale la sfiducia nella leadership e nei suoi interessi personali
Articoli correlati

Dal governo Meloni un solo grido: Guerra!?
Il Golfo è anche un'area cruciale per il nostro export. Nel Mar Rosso transita tra Suez e il Mar Rosso circa il 40% del commercio marittimo italiano.6 marzo 2026 - Rossana De Simone
Una scelta pacifista che parla all’Europa e va controcorrenteSánchez dice no alla guerra
Quello del leader spagnolo è un atto di lucidità politica: nessun sostegno all'attacco contro l’Iran. La posizione di Madrid ha fatto infuriare Trump e ha spinto il Pentagono a ritirare gli aerei cisterna KC-135 dalle basi militari spagnole. Quante nazioni in Europa avranno la coerenza della Spagna?4 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La dichiarazione di condanna da IPPNWIPPNW condanna gli attacchi contro l'Iran, chiede il ritorno ai negoziati
28 febbraio 2026 - IPPNW - International Physicians for the Prevention of Nuclear War
Cosa farà l'Europa?Usa e Israele attaccano l'Iran: chi l'aggressore e chi è l'aggredito
E' stata definita da Trump una "azione preventiva". E ha aggiunto: "Abbiamo iniziato un grande operazione in Iran. L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano". Come pacifisti dobbiamo opporci anche a questa guerra.28 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink

Sociale.network