Un minuto di silenzio contro le bombe atomiche
Anche quest’anno il 6 e il 9 agosto ricordiamo le più devastanti esplosioni della storia, quelle che hanno portato distruzione e morte alle due città di Hiroshima e Nagasaki nel 1945.
Anche quest’anno tutti quanti ripetono: “Non deve mai più succedere”.
Ma la minaccia atomica permane, perché ancora 13.000 testate nucleari sono pronte a distruggere le città come fu per Hiroshima e Nagasaki.
C’è però una novità quest’anno che può alimentare la speranza e spingere a un maggiore impegno per il disarmo: dal 22 gennaio di quest’anno è in vigore il Trattato dell’ONU di proibizione delle armi nucleari (TPAN), che, se applicato da tutti gli stati, porterebbe alla fine della minaccia nucleare. Purtroppo, tanti stati ancora non lo hanno ratificato e tra essi l’Italia, che continua ad avere testate atomiche americane nelle basi di Aviano e Ghedi.
Le armi nucleari sono immorali ed ora sono anche illegali secondo il diritto internazionale.
Il M.I.R. (Movimento Internazionale della Riconciliazione) rinnova ancora, in questa occasione, l’appello al Governo italiano perché aderisca al Trattato, come desiderato dalla maggioranza del popolo italiano, come richiesto da tutte le organizzazioni che portano avanti la campagna “Italia, ripensaci” e dai sindaci che a migliaia in Italia e nel mondo aderiscono a “Mayors for Peace”, perché nessuna città venga distrutta dalla guerra.
Anche il MIR invita tutti a fare un minuto di silenzio il giorno 6 agosto alle ore 8:15 e il 9 agosto alle 11:02, in memoria dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki e delle migliaia di vite umane spezzate.
Per maggiori info e per scaricare il file ufficiale del comunicato, visitate la pagina https://www.miritalia.org/2021/08/05/comunicato-del-mir-nellanniversario-delle-bombe-atomiche-su-hiroshima-e-nagasaki/
Vi invitiamo a diffondere il presente comunicato anche tramite i social, condividendo il post del MIR sulla pagina FB disponibile qui https://www.facebook.com/MIR.Italia
-------
segreteria nazionale
Movimento Internazionale della Riconciliazione
branca italiana dell'IFOR (International Fellowship of Reconciliation)
Via Garibaldi 13
10122 Torino, Italia
Tel. +39.011532824
Fax +39.0115158000
C.F.: 96028760583
Website: www.miritalia.org
(ANSA) - TOKYO, 03 AGO - La città di Hiroshima protesta contro gli organizzatori dei Giochi olimpici di Tokyo 2020, per il loro rifiuto ad onorare le vittime del bombardamento atomico del 1945. Lo riporta il quotidiano giapponese Asahi Shimbun, ricordando che nonostante la pandemia di Covid-19, i funzionari della città avevano anche accolto il presidente del Cio Thomas Bach a luglio per un tour dei siti commemorativi del bombardamento atomico, compreso l'Hiroshima Peace Memorial Park.
Articoli correlati
- L’importanza educativa della memoria di John Rubel, l’esperto del Pentagono che si dissociò
Il male al servizio del bene? Hiroshima, Nagasaki, Rubel e l’ombra lunga dell’apocalisse atomica
Nel 1960 esisteva un piano per un massiccio first strike nucleare contro l’URSS. Prevedeva di colpire per primi Mosca. Il bilancio previsto? Oltre 600 milioni di morti di cui 375 all'istante. Rubel, dopo aver visto quelle cifre, le paragonò apertamente alla logica dello sterminio nazista.7 agosto 2025 - Alessandro Marescotti A Kiev un crimine di guerra
Oggi è il 6 agosto. Esattamente ottant’anni fa, nel 1945, gli Stati Uniti d’America sganciarono la bomba atomica che ridusse in macerie la città giapponese di Hiroshima e in polvere gran parte dei suoi abitanti.6 agosto 2025 - Mauro Carlo Zanella- Ma il generale Eisenhower, futuro presidente USA, scrisse che non era necessario colpire
Gli Stati Uniti ancora oggi non chiedono scusa per Hiroshima e Nagasaki
Questa posizione è giustificata principalmente con il motivo che le bombe atomiche furono ritenute necessarie per porre fine alla Seconda guerra mondiale e evitare ulteriori perdite di vite, sia americane sia giapponesi, in una possibile invasione del Giappone.6 agosto 2025 - Alessandro Marescotti - Prossimamente si svolgerà la Steadfast Noon, l’esercitazione NATO che simula la guerra nucleare
80 anni dopo Hiroshima: la memoria che ci chiede di agire
Oggi ricorre l’anniversario della prima bomba atomica usata contro un centro abitato. Una strage di civili, mostruosamente giustificata come necessaria e che ancora oggi chiede giustizia. Soprattutto ci impone una domanda: può accadere di nuovo?6 agosto 2025 - Alessandro Marescotti
Sociale.network