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Un’ora di F35 o un anno di insegnamento? Mobilitiamoci contro la guerra il 26 ottobre

Un F-35 costa 80 milioni di euro, un'ora di volo più di 40 mila euro. Il governo taglia 5.660 insegnanti dall’organico del prossimo anno scolastico. Obiettivo: aumentare le spese militari dall'1,4% all'1,6% del PIL. A rischio anche il personale non docente. Catastrofica la situazione della sanità.
25 ottobre 2024
Redazione PeaceLink

ALBERT - BOLLETTINO QUOTIDIANO PACIFISTA Albert

Albert: la voce della ragione in tempi di guerra

IL GOVERNO HA DICHIARATO GUERRA AL FUTURO DEGLI ITALIANI

La scelta del governo di aumentare le spese per armamenti e tecnologie militari comporta gravi conseguenze per la scuola e per l’intero sistema educativo. Con i costi di ogni ora di volo di un F-35, potremmo mantenere un docente nelle aule scolastiche per più di un anno. Mobilitiamoci il 26 ottobre per dire basta a queste scelte e per un futuro di pace.

La guerra non è mai una soluzione, ma una voragine senza fondo che divora risorse, speranze e opportunità. Oggi siamo di fronte a una scelta: investire in strumenti di guerra o investire nell'educazione e nel futuro delle nostre comunità. Il 26 ottobre migliaia di persone saranno in piazza per chiedere al governo di fermare questa corsa agli armamenti che rischia di sottrarre risorse preziose alla scuola pubblica, alla sanità e a tutti quei settori fondamentali per la vita e il benessere dei cittadini. Quanto ci costa un F-35?

Ogni ora di volo di un F-35 costa 40.650 euro. Allo Stato un insegnante cosa ogni anno 30.000 euro.

Dieci ore di volo di un F-35 equivalgono a garantire 13 insegnanti in servizio per un anno.

Per finanziare le future ore di volo ai confini con l'Ucraina e sul Mar Nero si ridurranno progressivamente le risorse a disposizione delle scuole, con il rischio concreto di eliminare posti di lavoro per i docenti e peggiorare la qualità dell’insegnamento. Nel solo 2022 l'Aeronautica Militare ha vantato nella sola Romania un semestre di 1000 ore di volo. Un importo stimabile in 60 milioni di euro annui per il solo carburante.

E poi c'è la spinosa questione dei nuovi acquisti di aerei da guerra e dei relativi tagli alle spese sociali.

L’acquisto di due F-35, per esempio, richiede 160 milioni di euro. A pesare sul bilancio è, in particolare, l’acquisto di ulteriori 25 caccia F-35, per una spesa complessiva di 7 miliardi entro il 2035.

Per coprire questa cifra il governo nell'immediato ha deciso di tagliare 5.660 insegnanti dall’organico del prossimo anno scolastico, privando migliaia di studenti dell’attenzione e del sostegno educativo di cui hanno bisogno. E, come se non bastasse, un singolo missile Meteor a lungo raggio, destinato a equipaggiare questi aerei, ha un costo di 1.200.000 euro: denaro che potrebbe coprire gli stipendi di 40 insegnanti per un anno intero.

È il momento di dire basta a questa guerra silenziosa contro il nostro futuro. Gli investimenti pubblici devono essere orientati verso la costruzione della pace, dell’educazione e di un tessuto sociale più giusto e solidale.

PeaceLink sostiene la mobilitiazione del 26 ottobre.

Occorre un’inversione di rotta che tuteli l’istruzione pubblica, la sanità e il welfare, per un’Italia che ripudi la guerra non solo a parole ma con i fatti.

Questa mobilitazione nazionale vuole mandare un messaggio forte e chiaro: la pace, la scuola, la sanità e lo stato sociale sono le vere priorità del Paese.

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