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Cari ragazzi sono con voi

Lettera aperta di un ragazzo ai figli di Enzo Baldoni, scheggia di speranza in un mondo impazzito
28 agosto 2004 - Alessio Di Florio

Cari Guido e Gabriella, è da tre giorni, quando vi vidi l'uno accanto all'altra al Tg1, che vorrei scrivervi. Ma in quelle ore cariche di angoscia non ho avuto la forza di scrivere sulla tastiera.
Avrei voluto scrivervi per esprimere la mia vicinanza a voi. Voi non potete conoscermi, ma sappiate che come pochi mi sono riconosciuto in voi in quei momenti. Sono un ragazzo 19enne, non so precisamente le vostre età. Probabilmente siamo quasi coetanei. L'altra sera al Tg1 vi ho ammirato. Rapito dai tuoi occhi, Gabriella, che parlavano più delle parole. E dalla compostezza di te Guido, a dimostrazione di una unione e di un coraggio che solo un'anima nobile poteva donarvi. Davanti alla Tv, ascoltando le tue parole, cara Gabriella sono rimasto rapito. In quei momenti pensavo che chiunque vi ascoltasse non potesse non commuoversi. Davanti a quel gesto, semplice e coraggioso, chiunque si sarebbe fermato. L'ultimo ricordo di vostro padre ci è dato da un video, dove lui si mostra in tutta la bellezza della sua anima. Ironico e coraggioso. Ma quel video non è finito dopo che la telecamera si è spenta. No, è proseguito, fino a giungere da voi. E con il vostro messaggio, con quel "un bacio babbo", tenero e affettuoso che avrebbe commosso le pietre, con il messaggio al popolo iracheno sofferente voi l'avete mandato avanti. Anche in un ora in cui l'angoscia personale vi giustificava a pensare solo al vostro dolore voi avete preferito pensare al dolore, alla sofferenza altrui. Con la stessa generosità del vostro babbo, come tu Gabriella l'hai chiamato nel video. Nell'ora in cui la morte aleggiava voi avete scelto la vita. Esattamente come Enzo stava facendo molto lontano da voi. E' stato un viaggiatore, ha avuto il coraggio di guardare nel cuore delle persone. Il suo essersi rivolto, l'aver voluto raccogliere le parole di persone tanto diverse, quanto simili erano le loro situazioni, Colombia, Chiapas, Birmania, non è solo il gesto di un uomo. No, è il proseguimento della storia. Della storia di cui non si parla nei libri, ma di quella costruita da uomini umili e silenziosi. La storia vera. Vostro padre ha raccolto il testimone di coloro che in Palestina vanno oltre i muri, ha raccolto il testimone dei vari Francesco d'Assisi che in epoche diverse si sono spinti sin davanti ai sultani. Ha raccolto il testimone dei profeti di Pace. Qualche anno fa Marco Revelli definì le persone come lui "atomi positivi da poco in azione". In quelle reti di solidarietà e di giustizia si muoveva Enzo Baldoni. E quell'atomo non si è fermato. No, non dite che vostro padre è morto. No, lui vive. Vive nel vostro coraggio e nel vostro altuismo. Vive in te, cara Gabriella, dal momento in cui ne hai voluto prendere il testimone. Guardando quel video mercoledì sera ho visto vostro padre. L'ho visto nei tuoi occhi sgranati e nella tua voce, fresca e giovanile. L'ho visto nel volto serio e composto di tuo fratello. Voi in quel momento avete dato nuovo movimento a quell'atomo, avete detto NO alla logica della MORTE. Avete permesso che la vita proseguisse. Perché essa prosegue in quel mistero che è la comunione delle anime, che permette a vostro padre, alla sua anima e ai suoi ideali di vivere con voi. Di camminare con voi. Revelli invocava in quel brano la tradizione ebraica del Talmud (e quanti oggi dovrebbero chinarsi sui testi sacri tra i signori della morte per capire quanto ne sono lontani!!) che identifica in "trentasei uomini giusti che, di generazione in generazione, giustificano la nostra esistenza e ogni giorno salvano il mondo daccapo". Ora che il viaggio di vostro padre Enzo è finito, siete voi che lo state continuando. I frutti del suo amore stanno germogliando in ciò che ci ha lasciato. Con le parole di mercoledì voi avete iniziato ad innaffiare i germogli. Vostro padre è lì accanto a voi. Pronto a camminare con voi. Ma noi non lo vediamo. Solo te, cara Gabriella, angelo di Pace e umanità in questo momento di angoscia, e te, Guido che come Giuseppe con Maria le dai sostegno e le stai accanto, potete vederlo. Lo vedete nel vostro cuore. Le anime pure, le anime dei giusti, non muoiono mai.
Vi sono accanto.

Un abbraccio affettuoso e di stima da un ragazzo come voi.

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