Sociale

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    Abruzzo, non è la 'ndrangheta che mancava, è la coscienza diffusa che manca

    La recente scoperta di una vera e propria rete ‘ndranghetista, che ha cercato di dominare e opprimere la città di Francavilla e il circondario, è l’ultima (in ordine di tempo) dimostrazione che l’Abruzzo “isola felice” (come già scritto mesi fa) esiste solo nelle menti ipocrite di chi non vuol vedere, di chi vuol cullarsi in una pax borghese e disinteressata alle sorti comuni. La realtà dell’Abruzzo è questa da tantissimi anni.
    4 marzo 2017 - Alessio Di Florio
  • Cara Pina ...

    Cara Pina ...

    Un ricordo di Pina Maisano, la vedova dell’imprenditore Libero Grassi assassinato dalla mafia nel 1991 per essersi ribellato al racket, scomparsa il 7 giugno scorso
    18 giugno 2016 - Arianna Tascone
  • Pippo e Peppino sono vivi, i morti sono altri
    Un 5 gennaio nasceva Peppino Impastato, un 5 gennaio la mafia assassinava Pippo Fava

    Pippo e Peppino sono vivi, i morti sono altri

    La “commemor-azione”, il ricordare proseguendo sul cammino su cui ci hanno preceduto, è l’unica rispettosa e degna. Oggi come tutto l’anno Peppino e Pippo non devono essere santi per laici altari ma “fuoco che deve arderci dentro”.
    5 gennaio 2016 - Alessio Di Florio
  • Cento passi

    10 maggio 2014 - Lidia Giannotti

Il caso Fera e l'informazione italiana.

Le ragioni che spiegano la richiesta di destituzione del magistrato di Ragusa
12 ottobre 2005 - Carlo Ruta
Fonte: http://www.leinchieste.com - 11 ottobre 2005

Il caso del procuratore di Ragusa Agostino Fera, dopo la presa di posizione dell’ex ministro della Giustizia Oliviero Diliberto, finalmente viene rilevato in tutta la sua gravità da numerose parti, fino ad assumere, per certi aspetti, rilievo nazionale. E’ tuttavia opportuno fare delle precisazioni riguardo ai modi in cui si stanno occupando della vicenda alcune testate del paese, a partire da “Il Tempo” e, maggiormente, da Il “Corriere della Sera” che lunedì 11 ottobre ha titolato in prima pagina Diliberto contro il procuratore: è nei Lions, lasci.

L’appartenenza del Fera al Lions è sicuramente un dato sintomatico, e come tale è stato presentato nell’interrogazione dell’ex ministro di grazia e Giustizia. E lo è, se non altro, per il ruolo che associazioni simili, pur trasparenti sul piano costitutivo, possono assumere in aree a rischio del paese, dove anche i “bar dello sport”, di certo non equivochi in sé, possono dare occasione per tramare o discutere di affari.

Il Caso Fera non può ridursi tuttavia a un problema di affiliazione a un club potente ed esclusivo. Le censure vanno molto più in profondità. E di tali aspetti poco o nulla è stato finora rilevato dalla stampa nazionale. L’atto d’accusa dell’ex ministro Diliberto, che riprende in toto la campagna civile condotta dal giornale on-line AccadeinSicilia e, dopo l’oscuramento di questo, da www.leinchieste.com, è incardinato su precisi elementi, da tempo motivi di discussione, a partire dalle condotte vistosamente anomale del Fera nell’istruttoria sul delitto del costruttore Angelo Tumino, diretto antecedente dell’omicidio del giornalista de “L’Unità” Giovanni Spampinato, avvenuto nel 1972, in un contesto di trame, a opera del figlio del presidente del tribunale della città. E non si tratta di passato remoto. Come si legge nell’atto parlamentare, esistono oggi gli elementi perché il duplice caso possa essere riaperto in sede giudiziaria, ma la permanenza del Fera a capo della Procura non può non costituire in tal senso un serissimo problema. Altro passaggio essenziale dell’interrogazione riguarda l’oscuramento arbitrario del diario on-line AccadeinSicilia, attuato, a dispetto degli appelli di numerose sedi dell’Italia civile, da un gip del tribunale ragusano dietro istanza di un avvocato amico e patrocinatore del Fera, Carmelo Di Paola, anche lui, guarda caso, associato al Lions Club. Significativo è infine è il passaggio delle omissioni e delle archiviazioni anomale che vengono addebitate alla Procura di Fera. Si tratta in definitiva di fatti pesanti, di condotte gravissime che ben giustificano la richiesta di destituzione dell’alto magistrato di Ragusa, espressa da anni da istanze della società civile, di cui adesso si fa portavoce, in sede parlamentare, il segretario nazionale del PdCI.



www.leinchieste.com
0932.798625
347-4862409

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)