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Coraggio o rassegnazione per chi non può rispettare il proprio credo, sacro diritto/dovere?

Ramadan Karim!

21 ottobre 2006 - Nadia Redoglia



Ramadan Karim

Il 23 settembre scorso, 24 ore di differenza in più o in meno secondo i fusi orari, è iniziato per il Popolo musulmano il mese della rivelazione del Corano, guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza (Sura II, v. 185), secondo il loro calendario lunare, pari a 10-11 giorni inferiori a quello solare. Il nono mese è il Ramadan, che contempla il quarto dei cinque pilastri facente parte degli obblighi fondamentali d’ogni musulmano (la testimonianza di fede, le preghiere rituali, l'elemosina canonica, il digiuno durante il mese di Ramadan). Allo spuntar della luna nuova del decimo mese dell’anno lunare, il mese di Shawal succede al Ramadan. Quest’anno si prevede attorno al 23 ottobre. In tutto il mese, considerato sacro dalla religione musulmana, le opere compiute hanno presso Allah un pregio superiore alle opere compiute negli altri mesi. Ramadan è il mese dello sforzo per arricchire la spiritualità, per aumentare la fede e il timore di Dio, per approfondire la scienza religiosa, per migliorare la condotta morale e per dare maggiore forza alla pratica dell’Islam e alla diffusione della parola di Allah. E’ tempo di colloquio con se stesso, di bilanci e di programmi futuri, è il rafforzamento del proposito di camminare sulla retta via. Per tutto questo il digiuno, che inizia all’alba e termina al tramonto, è una tra le migliori forme purificatrici per l’anima e il corpo, peraltro più volte adottata sia nella religione cristiana sia in quella ebraica. L’astinenza consiste nel non immettere alcunché nel corpo e attraverso il corpo. Sono dispensati dal digiuno i malati, quando l’astinenza dal cibo è gravemente pregiudizievole, e i viaggiatori. Hanno facoltà di non digiunare le donne che allattano e le persone in età avanzata. Il digiuno è invece proibito alle donne mestruate e in puerperio. Il termine del Ramadan si accoglie con tre giorni di festeggiamenti nei quali avvengono offerte di doni ai bisognosi e alle persone care. Doni, frutto della propria ricchezza: oro e argento, ma anche i prodotti dei campi, la frutta, il bestiame. Ci si riunisce poi tra tutti i credenti attorno ad un pasto comune. Il nostro Natale un po’ ricorda tutto questo, ma si è ben lontani dall’attualizzare la buona novella così come il nostro Vangelo ci indica. Pare che il Ramadan cominci ad essere interpretato, da chi musulmano non è, con occhio benevolo, comprensivo, rispettoso. Forse perché si è capito che il Ramadan per i popoli musulmani è un evento che va oltre, e di molto, il nostro sentire spirituale, un tempo per noi avvertito in modo più sensibile (chi si ricorda di penitenze in tempo di quaresima e ceneri cosparse nel mercoledì antecedente, di venerdì privi di carne, di digiuni ante eucaristia, di novene mariane, d’arance nelle calze natalizie, di veli sul capo entrando in chiesa…?) “Saluto i numerosi Musulmani che in America e nel mondo osservano il Ramadan. Il Ramadan è il periodo più sacro dell'anno musulmano, ed una importante festività nella quale i Musulmani trovano tempo per la preghiera, il digiuno ed il sacrificio personale. Secondo gli insegnamenti islamici, questo mese rappresenta quello in cui Dio ha consegnato la sua Parola al profeta Maometto nella forma del Corano. Il Ramadan rappresenta inoltre un'opportunità per radunarsi con gli amici e i familiari e rendere grazie per le benedizioni di Dio attraverso opere di carità. Il Ramadan e il periodo di festività che inizia, offrono una buona occasione per ricordare i valori comuni che ci legano. La nostra società è arricchita dai nostri cittadini musulmani, il cui impegno di fede ci ricorda il dono della libertà religiosa nel nostro Paese. Mia moglie Laura ed io inviamo i nostri migliori auguri per un Ramadan benedetto” Avete appena letto l’augurio del Presidente degli Stati Uniti d’America in occasione del Ramadan.
Dal “Jordan Time” raccogliamo alcune parole pronunciate dai Palestinesi di Gaza che, come i loro fratelli, hanno il desiderio di rispettare il Ramadan e di onorarlo da buoni musulmani. Il titolo: “Questo Ramadan è il peggiore in assoluto”. Nablus “Guardate il mio negozio: è vuoto” - dice Abu Zant, 57 anni - "il peggio del peggio del nulla. Il Santo mese di Ramadan, quando per tutti i musulmani l’alba della sua fine rappresenta il momento di amore, di festa perché si accingono ai preparativi per raggruppare di sera, attorno al tavolo i loro cari , ebbene, questa volta non sarà così. L’embargo ci ha privati di tutto. Cibo, acqua, doni, vestiti (è usanza per tutti noi acquistare abiti nuovi in questo tempo: anche questo fa parte della simbologia di rinnovamento nel corpo, così come principalmente dell’anima) non ci sono. Non abbiamo più soldi per comprare, abbiamo ancora i debiti contratti negli anni passati” Una donna, impotente nel saper ancora spiegare per l’ennesima volta ai suoi bambini perchè non può comprare loro una t-shirt, si lascia tentare dal chiedere il prezzo a un bottegaio che ancora le espone, sperando di riuscire a contrattare il prezzo: 80 shekels (20$ circa) è la risposta. Si allontana senz’altro aggiungere.
Quando due musulmani si incontrano in Ramadan, dopo l’augurio di pace (as-salàmu ‘alaikum cui si risponde ua ‘alàikumu-s-salàm ua ràhmatullàh) si scambiano l’augurio di Ramadan dicendo: Ramadan karim! (Generoso Ramadan) rispondendo: Allahu àkram! (Allah è più generoso assai!)
Non possiamo che sperare che Allah, così come il Dio dei Cristiani, sia veramente più generoso dei suoi “fratelli” in Terra . A onor del vero sulla generosità di questi ultimi si nutrono esponenziali perplessità, nonostante si continui a parlar di Pace e Amore tra gli uomini…

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