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    Non si parla di scacchi e (forse) neppure di re

    L’arrocco della Torre, anche se attaccata, è valido...

    20 agosto 2007 - Nadia Redoglia

    130 Liberty St, New York sede di una filiale della Deutsche Bank statunitense fino all’11 settembre 2001. Da quel dì abbandonata per motivi che tutto il mondo conosce: il grattacielo di 40 piani aveva subito danni tali per cui si decretava l'inagibilità. L'edificio come tutti quelli circostanti, compresi 38 piani della WTC1, fu costruito impiegando materiali col tempo giudicati estremamente tossici e/o cancerogeni specie se in forma volatile: tra questi, massicci quantitativi di amianto. La stragrande parte del World Trade Center comprensiva di sette edifici e un centro commerciale fu costruita tra il 1966 e il 1977, ma già attorno al 1970 veniva dichiarata la pericolosità dell'amianto provvedendo velocemente a sostituirlo con altro materiale adeguato. In questo gli USA si dimostrarono decisamente più responsabili degli Europei che vantano ancora oggi infami primati per morti da silicosi. Il nostro Paese primeggia. Poco dopo la metà di agosto il palazzone WTC della Deutsche Bank, testimone silente di un evento che ha cambiato il mondo, va a fuoco. Uno spaventoso incendio si è improvvisamente appropriato di dieci suoi piani proseguendo negli altri, mettendo a dura prova quasi duecento vigili del fuoco, portandosene via due (che si aggiungono ai martiri del sept. eleven) e 30 mezzi di soccorso. Le cause dell'incendio rimangono sconosciute, se si tralasciano i gossip del mozzicone di sigaretta e le conseguenze delle attività da lavori in corso per smantellare delicatamente le strutture tossiche e cancerogene della costruzione, prima di passare alla 130 Liberty St, New York  sede della Deutsche Bank ristrutturazione. Qui ci pare di notare che la responsabilità degli americani vacilli quanto la nostra, perchè impiegare sei anni per lo smantellamento di sostanze pericolose, prima di provvedere alla ristrutturazione, ci pare eccessivo... Il fuoco, se non altro potrebbe avere, seppur violentemente, risolto questa fase: tutto incendiato e volatilizzato. Il sindaco di New York M. Bloomberg, confortato dai periti, ha dichiarato prima ancora che l'incendio venisse domato del tutto (e sono occorse più di 24 ore) che l'edificio non rischia pericolo di crolli, dunque non sarà necessario prevedere un'eventuale demolizione. Deduciamo che il WTC fu un complesso costruito con perizia, etica ed estetica tenuto conto che l'edificio in questione subì nel 2001 uno spaventoso spostamento d'aria provocato dal crollo delle torri, patì una devastante ondata di tonnellate di materiali a seguito del crollo di queste, fu attaccato da focolai incendiari ed ora, a distanza di 6 anni, già indebolito, avvolto dal distruttivo incendio. Va detto però che nel mondo vi sono stati altri grattacieli attaccati violentemente dalle fiamme, ma sono rimasti tutti in piedi per essere ristrutturati. E qui sorge spontaneo sollevare un dubbio. Visioniamo la mappa satellitare per comprendere l'ubicazione precisa del grattacielo Deutsche Bank rispetto alle defunte torri WTC 1 e WTC 2, ma anche all'edificio denominato WTC 7, anch'esso crollato miseramente pochi momenti dopo il crollo delle torri gemelle, utilizzando questo link:
    http://maps.google.it/maps?f=l&hl=it&geocode=11736645342756239259,40.710269,-74.012942&q=World+Trade+Center+7&near=130+Liberty+St,+New+York,+NY+10006,+USA+(Deutsche+Bank)&ie=UTF8&t=k&z=16&om=0
    La freccia verde indica il palazzo della Deutsche Bank. La lettera "A" rossa l'ubicazione del palazzo denominato WTC 7. In mezzo l’attuale Ground Zero. Perché uno è crollato, pur non essendo stato colpito dagli aerei, ma solo intaccato da focolai rilevabili con banali sistemi di allarme antincendio che non hanno funzionato? (filmato “Confronting the evidence) Perché invece quello della Deutsche Bank, pur subendo i medesimi attacchi del 2001 e il violento incendio dei giorni scorsi non solo è rimasto in piedi, ma neppure corre pericolo di crollo? Come potrebbe spiegarsi il fenomeno? Nessuno fino ad ora ce l’ha spiegato. Ciò significa che ciascuno di noi può trarre le proprie deduzioni limitandosi a meri criteri logici e razionali. L’edificio numero sette apparteneva al costruttore Larry Silverstein. Circa sei settimane prima del 21 settembre 01 le agenzie di stampa ci dicono che l’imprenditore aveva messo le mani sul resto del complesso, ivi comprese le twin towers, versando 616 milioni di anticipo, impegnandosi poi a versare alla Port Authority (l’ente che aveva il controllo dei grattacieli) un affitto annuale per 99 anni di 3,21 miliardi di dollari, ma ottenendo il diritto di riscuotere gli affitti dai ricchissimi inquilini del complesso. Il contratto venne dichiarato il più grande business del secolo. Sicuramente, post sept. eleven, non per le compagnie assicurative…

    Quanto è accaduto al Deutsche Bank building è l'ulteriore prova che la spiegazione dataci dopo il crollo della “torre 7” continua a non essere convincente. “A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, frase non coniata dal noto politico, ma antica come la storia che complottista non è…

    Note:

    http://maps.google.it/maps?f=l&hl=it&geocode=11736645342756239259,40.710269,-74.012942&q=World+Trade+Center+7&near=130+Liberty+St,+New+York,+NY+10006,+USA+(Deutsche+Bank)&ie=UTF8&t=k&z=16&om=0

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