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    Se pregare è vitale come il cibo e il riparo, il cristiano offre e accoglie...

    Pecore e maiali? No, uomimi.

    11 novembre 2007 - Nadia Redoglia



    Si stava già chiamando moschiesa la balla buona per acchiappar chiacchiere da bar. Una delle tre parrocchie di Ponzano Veneto, quella di Paderno, titolata all’Assunzione della Beata Vergine Maria è stata definita dall’informazione di massa chiesa adibita a moschea il venerdì. Qualche volta proviamo imbarazzo per i colleghi. Ma come si fa ad esprimere ignoranze di ‘sto genere? Un musulmano andrebbe mai a pregare in una chiesa cristiana! Ascoltiamo il parroco, Don Aldo Danieli, tanto per cercare di ridimensionare un fatto che, a parte il buon senso, non avrebbe nulla da dichiarare. “E’tutto molto semplice. Ho pensato di adibire parte della casa parrocchiale a luogo di preghiera, così come desiderio della comunità islamica che non ha luogo apposito”. Gli chiediamo: “perché ha ritenuto di attivarsi per gli islamici? E’dovere delle istituzioni provvedere all’esercizio del culto, nel rispetto costituzionale” Ci risponde: “Paderno conta circa 4.500 abitanti, tra il paese e dintorni ci sono almeno 650 musulmani. In un primo tempo questi credevano di poter adibire a luogo di culto un capannone nella zona industriale dal che lo acquistarono, ma giustamente il sindaco si oppose perché non idoneo. La preghiera, qualunque essa sia, arricchisce, accomuna i fratelli. Altri luoghi compatibili non ce ne sono mentre posto in parrocchia ce n’è. Perché avrei dovuto rifiutare il loro desiderio? E’ come rifiutare loro cibo e riparo, beni vitali come la preghiera. Il nostro Vescovo in occasione del ramadan ha espresso una preghiera a simbolo di fratellanza e dunque perché non condividere lo spazio disponibile?” Insistiamo: “Ma il vescovo che dice, dato che è stato informato dal vicepresidente della Regione di un qualcosa che a lui non risulta essere in armonia col sentire della Chiesa?” Ci risponde: “Il rappresentante regionale non mi ha interpellato, ha scelto di rivolgersi direttamente al Vescovo. Ho avuto modo di parlare con sua eccellenza E’ stato un dialogo armonico e amabile. Ha ascoltato ciò che, a parer mio, è indispensabile: la condivisione di pace comune, anche se ottenuta da preghiere diverse. La preghiera arricchisce, non impoverisce la fratellanza e ciò mi sembra più che sufficiente a cercare quell’integrazione che molti invocano” Don Danieli non è l’ultimo arrivato e neppure uno sprovveduto. Ha 69 anni, 40 dei quali impiegati ad insegnare nelle superiori latino e greco, da 20 anni parroco di Paderno. Ben conosce i suoi compaesani che visita uno per uno ogni anno e ha pure convocato il consiglio pastorale prima di prendere la decisione. Il consenso è stato unanime. A parte la delibera del consiglio ha saputo raccogliere i sentimenti dei suoi parrocchiani e compatibilmente con coloro che hanno espresso “le paure” ha ottenuto consensi in maggioranza. Il Vescovo in un primo tempo non ha rilasciato dichiarazione. Allora abbiamo intervistato il vice presidente regionale, dott.Luca Zaia (Lega Nord) chiedendogli perché ha ritenuto di entrare nel merito di una vicenda che, tutto sommato, riguarda fatti della Chiesa e non la laicità dello Stato. Ci risponde “ancor prima che vice presidente della regione io parlo come esponente politico della Lega e come cristiano. Questa vicenda va oltre la religiosità. Si tratta di valori da rispettare. Non possiamo unire il sacro con il profano. Desidero capire, siccome non mi risulta che ci siano altre iniziative analoghe, se sia compatibile con i principi della Chiesa, per me no ma desidero che sia la Chiesa a confermarlo” Dal senatore leghista vicentino Stiffoni abbiamo recepito lo stesso messaggio non solo, ma sostiene la possibilità che don Danieli approfitti di spazi clericali per recuperare, sotto forma di locazione, introiti parrocchiali (ma se così fosse perché il dissenso?) I luoghi di culto islamico non s’han da fare? Un po’ buttato là ci anticipa che la Lega sta spargendo sangue suino in molti campi con l’intento di dissacrare i siti su cui potrebbero sorgere moschee. Gli chiediamo ragguagli, ma ci risponde che a tempo debito li impareremo…Siamo nel biblico oltre modo: pastori, pecore (ancorché smarrite) porcari, porci.

    A seguito del colloquio la Curia ha poi diramato un comunicato nel quale Don Aldo ribadisce la sua obbedienza e si troverà una piena disponibilità alla soluzione del problema. dialogo interreligioso
    In queste frasi noi rileviamo unicamente la volontà di collaborazione e nulla che possa parere un rimprovero al sacerdote, ma ci lasciano perplesse le notizie che leggiamo su alcune testate: dietro-front, pentimenti, ammonimenti, chiusura ora delle porte ai musulmani (con buona pace di chi ha gridato allo scandalo).
    In questa storia pare di assistere a una brutta copia di opera pirandelliana. Per noi che continuiamo a professare (sano) laicismo paradossalmente riscontriamo che la parte più bella l’hanno avuta il vescovo e il sacerdote, mentre gli altri hanno solo recitato una parte. Infatti piuttosto del “così è se vi pare” vediamo meglio il… “venite e vedrete (GV 1,38 -39)”

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