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    Gli altri siamo noi - Gli Invisibili

    Rimini è sconvolta per l'inaudita ferocia contro il senza tetto a cui è stato appiccato il fuoco, dopo averlo cosparso di benzina. Di fronte ad episodi come questo si sente il bisogno di un processo educativo che coinvolga le coscienze.
    12 novembre 2008 - Anna Montella

    Clochard

    Li trovi soprattutto nelle stazioni delle grandi città o nelle zone periferiferiche, con le loro buste di plastica dove si concentra tutto il poco che hanno. Gli invisibili ci camminano accanto, con tutta la loro umanità sofferente. Uomini e donne con storie di tragedie personali alle spalle, di vite finite, con la loro presenza silenziosa ai margini di una società che non li accetta e che li guarda senza vederli, mentre muoiono di freddo all'ombra dell'opulenza delle grandi città e si contendono il giaciglio sulle grate di un supermercato da cui fuoriesce calore. Una società a cui manca quell'effettivo spirito di relazionalità nei confronti dell'altro "diverso" e che guarda queste persone in maniera distratta e indifferente mentre si aggirano, senza un passato e senza alcun futuro possibile, trascinandosi stancamente in un presente che non li aspetta e li lascia indietro come istantanee sbiadite in un album di ricordi. Quelli più sfacciati ti chiedono un soldino per mangiare, quelli più timidi non ti chiedono nulla, ti guardano soltanto e i loro occhi dicono più di mille parole.

    L'altra notte una di queste persone, Andrea Severi un uomo di Taranto di 44 anni, che tutti descrivono come mite e tranquillo, molto schivo al punto da evitare i luoghi affollati come i dormitori dei punti di accoglienza e le stazioni, e che dormiva abitualmente su una panchina in un parco di Rimini, è stato cosparso di benzina e poi gli si è dato fuoco. In precedenza, in un'altra zona della città, dei balordi lo avevano picchiato fratturandogli un braccio e le costole.

    Adesso il senza tetto è fuori pericolo, ricoverato in un centro grandi ustionati di Padova, benchè le ustioni riportate restino gravissime. Non si sa ancora chi possa essere stato l'autore o gli autori di questo atto feroce, inconcepibile, indegno di un essere umano eppure... per forza di cose e per la dinamica degli eventi sono stati necessariamente degli esseri umani a compierlo.

    Si resta orripilati e stupiti di quanta inutile ferocia possa albergare nell'animo umano, soprattutto verso i deboli e gli indifesi. In casi come questi si parla spesso e impropriamente di atti bestiali dimenticando, però, che le bestie non uccidono mai per crudeltà, ma solo per procacciarsi il cibo e per nutrirsi e nel branco il più debole è fatto oggetto di protezione da parte dei più forti.

    E' una ben misera umanità quella che si diverte in codesta raccapricciante maniera ai danni di chi non può difendersi. Arrivare al terzo millennio e assistere impotenti a questi atti di feroce barbarie, in una società che si autodefinisce civile, è aberrante. Oggi più che mai si sente il bisogno di quel lento processo educativo, troppo spesso invocato e mai veramente attuato, che coinvolga le coscienze favorendo la circolazione di nuovi modelli culturali, combattendo gli stereotipi e i pregiudizi.

    Ci si augura che una volta trovati i colpevoli, vengano inflitte punizioni esemplari senza attenuanti e/o patteggiamenti di alcun genere, come ormai sembra costume da un po' di anni a questa parte nel sistema giudiziario italiano.

    Chi compie atti di inaudita violenza e ferocia a danno di un altro essere vivente è pericolosissimo, da un punto di vista sociale, e va messo in condizione di non nuocere ulteriormente.

    Forse Taranto dovrebbe dare un segnale forte in questo senso, visto che si tratta di un nostro corregionale e concittadino, e dovrebbe costituirsi di parte civile nel celebrando processo penale contro i responsabili, così come ha in animo di fare il sindaco di Rimini, luogo fisico dove il crimine è stato perpetrato.

    Note:

    La serie di immagini contenute in questo video vogliono essere un messaggio di solidarietà per Andrea Severi e una esortazione a non dimenticare che...gli altri siamo noi.

    http://it.youtube.com/watch?v=Sa8LraWz9WE

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