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Alfano Ciro interroga i Ministeri dell'Ambiente e della Salute

Interrogazione Parlamentare sull'ILVA di Taranto

Interrogazione sulla mancata rintracciabilità dei dati dei sistemi di rilevazione interni all'area industriale del capoluogo Jonico.
13 giugno 2007
Antonello Ciavarelli e Giampaolo Vietri


ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04002
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 15
Seduta di annuncio: 169 del 13/06/2007
Firmatari

Primo firmatario: ALFANO CIRO
Gruppo: UDC (UNIONE DEI DEMOCRATICI CRISTIANI E DEI DEMOCRATICI DI CENTRO)
Data firma: 13/06/2007

Destinatari
Ministero destinatario:
MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
MINISTERO DELLA SALUTE
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE delegato in data 13/06/2007
Stato iter:
IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04002
presentata da CIRO ALFANO
mercoledì 13 giugno 2007 nella seduta n.169

CIRO ALFANO. -
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute.

- Per sapere - premesso che:

la convenzione sull'accesso all'informazione, sulla partecipazione del pubblico al processo decisionale e sull'accesso alla giustizia in materia ambientale (Aarhus) verso il cittadino consapevole, sancisce il diritto dei cittadini a conoscere i dati ambientali;

in merito all'Ilva di Taranto, sul sito dell'Arpa Puglia sono presenti solo i dati rilevati dalle centraline dell'area urbana, mentre non sono rintracciabili i dati dei sistemi di rilevazione interni all'area industriale (sembra che il camino dell'impianto di agglomerazione venga monitorato ma i dati non sono resi pubblici);

in data 1o aprile, è fuoriuscita, da un camino dell'Ilva di Taranto (presumibilmente dall'impianto di agglomerazione), una nube di dimensioni notevoli (filmata e visibile on line sul sito www.tarantosociale.org ), che ha ulteriormente allarmato, e non poco, i cittadini;

l'Ilva di Taranto immetteva nell'atmosfera (dati emersi durante una tavola rotonda svoltasi il 22 aprile 2005 presso la Facoltà di Ingegneria di Taranto), un quantitativo di diossina pari all'8,8 per cento del totale europeo; rispetto al totale delle emissioni nocive europee l'Ilva di Taranto incide per il 6,2 per cento per gli idrocarburi policiclici aromatici, (Ipa), notoriamente cancerogeni;

sulla base dei dati del Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto (relativi al quadriennio 1998-2001) nella provincia jonica, si registrano circa 1.200 decessi annui, dati che «collocano Taranto, per le neoplasie tutte, fra le Aree del Sud-Italia a maggiore incidenza e per le neoplasie polmonari ben oltre la media nazionale» -:

che cosa sia stato, ad oggi, posto in essere per far sì che i cittadini vivano in ambiente salubre e quali iniziative concrete siano state prese per prevenire loro eventuali malattie;

se siano state fatte delle indagini mirate sull'adeguatezza delle analisi effettuate sui lavoratori dell'area industriale e se siano stati riscontrati valori allarmanti nelle stesse connessi all'esposizione di fonti inquinanti cancerogene;

se si ritenga opportuno sottoporre comunque ad analisi specifiche di tipo avanzato, in particolare, i lavoratori e gli abitanti del quartiere Tamburi (sul quale insiste la zona industriale), al fine di accertare la loro eventuale predisposizione all'insorgenza di patologie cancerogene; con «studio delle basi genetiche della suscettibilità individuale al cancro», indicazione fornita dal professor Roberto Barale dell'Università degli Studi di Pisa, nell'ambito del workshop tenutosi a Genova il 7-8-9 novembre 2004 per la prevenzione dei tumori di origini industriale e ambientale);

come mai nell'area industriale non ci sia un sistema di monitoraggio costante che informi la cittadinanza, via telematica e in tempo reale;

cosa si intenda immediatamente porre in essere affinché i cittadini, nel rispetto della convenzione di Aarhus possano acquisire, in tempo reale, le informazioni sui dati rilevati dalle centraline;

in particolare, di che tipo siano i dati rilevati in data 1o aprile che hanno provocato la suddetta nube, e se tali dati siano stati rilevati solo dall'Ilva o se essi vengono, di volta in volta sottoposti a controllo e verifica di qualche struttura pubblica. (4-04002)

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