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Non più previsti i corsi delle professioni sanitarie e in igiene dentale ma solo relativamente al primo anno

«Vogliamo fare Scienze della salute»

Quaranta, preside di Medicina: aspettiamo risposte da Taranto e dalla Regione.
L’offerta formativa per ora ridotta «ma il numero complessivo dei posti è uguale
17 luglio 2007
Fonte: lagazzettadelmezzogiorno

Il Manifesto degli Studi dell’Università di Bari appena pubblicato conferma il rischio ventilato nei giorni scorsi. Non sono più previsti i corsi di laurea delle professioni sanitarie in Igiene dentale ed Educatore professionale. «Nessun corso viene chiuso - chiarisce alla “Gazzetta” il preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, Antonio Quaranta -. A non partire sono momentaneamente i primi anni di questi corsi di laurea. Continuano ad essere attivi, comunque, il secondo e terzo anno.

Si trattava di corsi partiti fuori dal protocollo di intesa firmato tra Regione ed Università nel 2004 (che invece prevedeva i corsi in questione sia al Policlinico che a Brindisi - ndr), accordo che ora noi dovremo rinnovare entro quest’anno dopo un necessario momento di riflessione e di verifica dei requisiti minimi da parte delle aziende sanitarie locali e dell’Università. Questo - chiarisce il preside Quaranta - per evitare quanto accaduto in passato, quando ci sono state lamentele da parte degli ordini professionali sulla qualità della formazione e da parte degli studenti circa l’avvio delle lezioni. E’ giunto il momento in cui guardare in modo fondamentale alla qualità».

L'offerta formativa della facoltà di Medicina di Bari su Taranto, quindi, si riduce al momento da sei a quattro corsi. Rimangono (le immatricolazioni, trattandosi di corsi a numero programmato, chiudono il prossimo 20 agosto) i corsi di laurea in Fisioterapia (25 posti), Infermieristica (53), Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (22), Tecnica della riabilitazione psichiatrica (20). «Ma complessivamente - dice sempre Quaranta - il numero di posti non è stato ridotto».

Per Taranto, inoltre, le prospettive tracciate dall’Università di Bari non paiono assolutamente di marcia indietro. Tutt'altro. E', infatti, tracciato il percorso che potrebbe portare all’istituzione di una facoltà di Scienze della Salute. «Abbiamo proposto il raddoppio dei corsi di laurea dell’area sanitaria attualmente esistenti, come Infermieristica, Fisioterapia, in modo da autonomizzarli, nell’ipotesi che questi corsi di laurea possano rappresentare, una volta verificate tutte le condizioni possibili, il primo nucleo di una facoltà che si affianchi alle altre facoltà che al momento sono attive a Taranto.

L’iter concettuale e pratico è iniziato. La strada che l’Università di Bari sta tracciando ed intende percorrere è questa», aggiunge il preside di Medicina. Potrebbe trattarsi della prima facoltà di Scienze della Salute a livello nazionale, anche Quaranta mette in guardia: «Sul nome io non starei molto a fermare l’attenzione. C'è peraltro una proposta, emersa nell’ambito della conferenza dei presidi, di trasformare tutte le facoltà mediche in Scienze della salute. Il problema è che ora Taranto ci deve dare delle risposte. Anche la Regione deve muoversi in tal senso. Nel momento in cui andremo a rivedere il Piano regionale della salute, si potrebbero prevedere dei reparti clinicizzati, ossia finalizzati all’attività didattiche. Non si può immaginare una facoltà medica o di Scienze della salute senza avere delle strutture sanitarie da finalizzare alla formazione. Questa condivisione da parte della Regione ed una sede adeguata sono le condizioni indispensabili».

Lo stop ai due corsi di laurea in Igiene dentale ed Educatore professionale ha provocato alcune ferme prese di posizione. Il Comitato per la Qualità della Vita (che peraltro rammenta che il recente decreto ministeriale 3 luglio numero 362 che fissa i termini e le direttive per la programmazione universitaria 2007-2009, conferma il divieto di nuove facoltà, indica criteri rigidi per le sedi didattiche e i nuovi corsi di laurea compreso quelle specialistiche) evidenza la «superficialità con la quale a suo tempo» è stato sottoscritto l’accordo di programma con l’Università, escludendo la Regione e l’Asl, ma anche ministero, Confindustria e Camera di Commercio. Ora il comitato chiede un Consiglio provinciale monotematico e sollecita l’intervento dei consiglieri regionali sul sistema universitario pugliese.

Ed è il consigliere regionale della Primavera Pugliese, Donato Pentassuglia, ad aver già presentato due interrogazioni affinché il presidente Nichi Vendola e gli assessori Lomelo e Tedesco rispondano sui ritardi nell’appalto e nella mancata esecuzione dei lavori del «San Giovanni di Dio» di Taranto (nuova sede dei corsi delle professioni sanitarie) e sui corsi cancellati a Barletta, Lecce e Taranto.

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