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Ieri conferenza stampa dell’Associazione Italiana contro le leucemie. Nel mirino la grande industria. Presentato, tra l’altro, un documento con 4 richieste per Comune, Provincia e Regione.

Taranto, AIL in campo per la prevenzione

«L’inaugurazione delle fontanelle al cimitero sponsorizzate dall’Ilva da parte del primo cittadino l’ho vissuta come un insulto, abbiamo pensato che non dovessimo solo pensare a combattere la leucemia, ma anche a prevenirla» Il dottor Mazza: «C’è bisogno di formare un movimento di cittadini "non politico" per combattere l’inquinamento»
7 novembre 2007
Fonte: Corriere del Giorno

ILVA di Taranto Un movimento "non politico" per combattere l’inquinamento e quattro domande per gli enti: durante la conferenza stampa di ieri mattina tenuta nella sede dell’Ail, i temi dell’ambiente hanno preso il sopravvento. "Abbiamo pensato che non dovessimo solo pensare a combattere la leucemia, ma anche a prevenirla", ha spiegato durante l’incontro la presidentessa della sezione tarantina dell’Associazione Italiana contro le leucemie, Paola D’Andria. Cresce la delusione nella politica tradizionale. Il sentore è forte. E l’associazionismo ha dubbi nella sua capacità di affrontare i problemi della città. Cresce così sul contr’altare il bisogno di un movimento al di fuori degli schemi politici.

Taranto è ancora alla ricerca del suo Beppe Grillo, del suo Masaniello. Una delusione del mondo politico che si sta incarnando in un referendum sull’Ilva, promosso dal Comitato Taranto Futura. E, si sa, i popoli ricorrono ai referendum quando non si fidano più della classe politica che li rappresenta. All’incontro era presente anche l’ematologo Patrizio Mazza, candidato nelle scorse elezioni: "C’è bisogno – spiega Mazza - di formare un movimento di cittadini "non politico" per combattere l’inquinamento", il medico ha poi ricordato, “dopo Tamburi è il Borgo il quartiere dove ci si ammala più”.

Per la presidentessa dell’Ail D’Andria "Le istituzioni dovrebbero utilizzarci meglio come associazione di volontariato. Io personalmente ho sostenuto il sindaco Stefàno, ma ora sono delusa. L’inaugurazione delle fontanelle al cimitero sponsorizzate dall’Ilva da parte del primo cittadino l’ho vissuta come un insulto, come una offesa alla memoria di mio marito e di mia madre morti di tumore". Tre le esperienze portate durante la conferenza stampa quella di Pietro Mottolese, ex dipendente dell’Ilva che sta raccogliendo materiale video per denunciare l’inquinamento che pesa sulla città, causato dalla grande industria.

Le richieste avanzate dall’associazione al sindaco di Taranto, in quanto rappresentante della città e autorità sanitaria locale, al presidente della Provincia e al governatore della Regione Puglia sono quattro.

La predisposizione a brevissimo termine di un monitoraggio 24 ore su 24, ad opera dell’Arpa Puglia, delle emissioni inquinanti degli impianti: Ilva spa, dell’Eni spa, della Centrale Edison, dell’Eni Power, della Cementir.

Al secondo la riduzione, in applicazione della normativa comunitaria (Decisione del Consiglio 2004/259/CE), del limite di emissione di diossina a 0.4 ng TE/m3 -0.4 nanogrammi per metro cubo normalizzato (valore espresso in tossicità equivalente), attraverso la modifica del Dlgs 152/2006 o attraverso la stipula di specifici accordi d’intesa tra lo Stato, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto, il Comune di Taranto, e i gestori degli impianti industriali (art.5 co. 20 del D.L.vo 59/2005).

Al terzo punto, la partecipazione attiva degli Enti locali alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell’Ilva spa, al fine di garantire che tale Autorizzazione venga rilasciata, come previsto dagli artt.3 co.1 e 5 co.1 del D.L.vo 59/2005, in base all’indicazione (produzioni di dati e documenti) da parte dell’Ilva: delle emissioni inquinanti (in particolare, benzene, Pcdd- Pcdf (diossine), polveri metalliche e Ipa); delle tecnologie utilizzate per prevenire o ridurre tali emissioni; delle misure previste per controllare tali emissioni; delle migliori tecniche disponibili utilizzate per prevenire o ridurre tali emissioni.

Al quarto il potenziamento del registro Tumori della Provincia ionica, al fine di avere a disposizione dei dati di incidenza e mortalità per neoplasie "scientificamente rilevanti". "L’Ail-Taranto, nel perseguimento dei suoi scopi sociali, - è specificato in un documento - verificherà il rispetto di tali impegni da parte delle autorità locali. La nostra associazione è altresì pronta a sostenere le istituzioni che vorranno impegnarsi nella salvaguardia della vita dei cittadini di Taranto, garantendo al contempo il rispetto del diritto al lavoro, come si fa da anni in qualunque paese che possa definirsi "civile"".

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