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Il Ministro dell'Ambiente: "Io sono d'accordo, l'ho detto al Presidente Prodi"

Dragaggi: c'è il SI di Pecorario Scanio

La decisione riguarda i porti di Taranto e Brindisi. A Taranto l'intervento dei dragaggi è molto importante poiché si tratta di un porto hub di interesse nazionale. Soltanto il 10% risulta inquinato, di cui il 2-3% in modo grave.
5 dicembre 2007
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Il Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio Roma - "Io sono d'accordo, l'ho detto a Romano Prodi. Si può emanare il decreto attuativo della Finanziaria 2007", per i dragaggi dei porti inseriti nei siti di interesse nazionale, quali sono anche quelli di Brindisi e Taranto.

Il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio, parlando con il nostro giornale, di fatto ha anticipato la risposta che dovrà dare in aula ai deputati pugliesi (Vico, Tommaselli, Carbonella del PD, Sgobio del Pdci, Franzoso e Vitali di FI e Patarino di AN) che il 29 novembre gli hanno chiesto che fine avesse fatto, a distanza di un anno quel decreto che pure aveva avuto il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni.

Il Provvedimento, a differenza di quanto si pensi in alcuni ambienti della Regione, non sblocca nessuna somma, ma dovrà fornire una risposta dirimente circa lo stato dei fondali dei porti. Dovrà decidere se è il caso di riperimetrare i Siti di interesse nazionale - cosi i fanghi da asportare per rendere i fondali più profondi potranno andare in una discarica a mare; oppure se gli stessi fanghi possono essere considerati non pericolosi e quindi utilizzabili.

In un modo o nell'altro Pecoraro Scanio di fatto dà il via libera ai dragaggi - sono molti i porti italiani interessati al problema - che per diventare operativi devono ottenere il via libera congiunto dei Ministri dell'Ambiente e delle Infrastrutture (Antonio Di Pietro).

La situazione di Brindisi non è drammatica. Qui spiega l'autorità portuale Giuseppe Giurgola, si potrà iniziare a lavorare immediatamente, perché saranno sbloccati entro fine mese i 62 milioni stanziati nel 2004 per il seno di Ponente, un'area di 300mila metri quadri. Tuttavia resta da decidere l'intervento per i fondali di Costa Morena, per portarli dai 13 metri attuali ai 18 necessari.

A Taranto l'intervento di dragaggio è dirimente, proprio perché porto hub di interesse internazionale, impegnato a contrastare l'agguerrita concorrenza degli spagnoli che stanno facendo di Algeciras il terminale del corridoio che passando attraverso la Francia arriva fino a Duinsburg. Gli spagnoli sanno che la "strada" è piu lunga e costosa per gli esportatori cinesi, ma sanno di avere un vantaggio su Taranto: maggiore capacità e velocità organizzativa e l'impegno forte del governo Zapatero ad investire sulla Portualità.

"Dobbiamo fare in fretta - spiega quindi l'autorità portuale Michele Conte - dobbiamo eliminare 2 metri e mezzo di fanghi davanti al molo containers e portare i contali a 16 metri, per ospitare le navi di quarta generazione che trasportano fino a 11 Teus. Dobbiamo farlo entro il 2010, quando cadranno le barriere doganali e commerciali del mediterraneo".

E la qualità dei fanghi? "la primi analisi hanno accertato che quelli tarantini -chiamati argilla azzurra - sono al 90% riciclabili, anche per opere portuali. Solo il 10% risulta inquinato, di cui il 2-3% in modo grave. Per avere una valutazione più precisa ci vorrà un anno e solo dopo si procederà con il dragaggio di 1 milione e mezzo di tonnellate di fanghi che. se finissero in discarica costerebbero 150 milioni di euro".

Intanto la Provincia rilancia l’idea di fare a Taranto un Polo scientifico sulla ricerca ambientale, convoca un incontro per il 12 dicembre e invita la Marina a dare un suo contributo al progetto. Ieri primo vertice in Provincia con la partecipazione di Gianni Florido, presidente della stessa Provincia, Giorgio Assennato, direttore generale dell’Arpa Puglia, Gioacchino Di Natale, responsabile della sede Arpa di Taranto, Domenico Colasanto, direttore generale Asl, con i dirigenti Michele Conversano e Cosimo Scarnera, il presidente del corso di laurea in Scienze ambientali dell’Università di Bari sede di Taranto, Francesco Loiacono, gli assessori all’Ambiente di Provincia e Comune di Taranto, Michele Conserva e Bruno Pastore.

Si è discusso sugli immobili che potrebbero diventare sede del Polo scientifico e ospitare anche le strutture e i laboratori dell’Arpa. «In particolare - si legge in una nota della Provincia - è stata presa in considerazione l’opportunità di coinvolgere la Marina militare per verificare se, in conformità con alcune fattispecie giuridiche previste dalla Finanziaria quali la formula del couso o della permuta, è possibile ubicare il Polo scientifico in una delle aree attualmente utilizzate, appunto, dalla Marina». Se ne parlerà meglio il 12 nell’incontro al quale è stato invitato a partecipare l’ammiraglio Matteo Caruso, già capo di Stato Maggiore di Maridipart Taranto.

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