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Morti bianche all'Ilva

L'associazione 12 Giugno al Maurizio Costanzo Show

L'associazione 12 Giugno raccoglie la voce dei familiari di operai Ilva morti sul lavoro. Ascolteremo come si può morire sul lavoro all'Ilva di Taranto, una delle più grandi industrie d'Italia, il terzo stabilimento siderurgico del mondo.
31 gennaio 2008

Morti Bianche: industria e servizi i settori più a rischio, Bari e Taranto le province più colpite Riporteranno oggi al Maurizio Costanzo Show la loro testimonianza i familiari delle vittime sul lavoro all'Ilva di Taranto, organizzati nell'associazione 12 Giugno.

Il programma andrà in onda alle 23.30 su Canale 5.

Incidenti sul lavoro in Puglia
Un morto ogni quattro giorni

Gazzetta del Mezzogiorno del 31 Gennaio 2008

BARI. Ammonta a 2 miliardi di euro all'anno il costo sociale in Puglia degli infortuni sul lavoro. Il dato è emerso nell’Assemblea delle strutture e dei delegati Cgil Puglia sul tema «Norme più severe e controlli più efficaci per la sicurezza sui posti di lavoro».

Nella sua relazione il segretario della Cgil Puglia Giovanni Forte ha ricordato che se «in Italia c'è una media di 5 morti al giorno sul lavoro, in Puglia è di uno ogni 4. Sono 80-90 casi all’anno che ci allarmano anche perchè nel nostro territorio si registrano i più gravi casi d’infortunio nel Mezzogiorno. A questi – ha spiegato Forte – dobbiamo aggiungere i casi d’infortuni non denunciati (20mila in tutta Italia secondo la stima dell’Inail) o fatti passare come malattia, come purtroppo capita soprattutto nelle piccole aziende».

Secondo i dati Inail forniti dal sindacato, in Puglia nel 2004 si sono registrati 73 infortuni mortali (a fronte di 1.328 in Italia), 89 (1.274) nel 2005 e 86 (1.302) nel 2006. Nel 2007 i dati, non ancora consolidati, confermerebbero la staÈ la provincia di Bari a registrare il maggior numero di morti sul lavoro: 30 nel 2004, 24 nel 2005 e 31 nel 2006. Poi Foggia con 16, 25 e 28; Taranto con 7, 17 e 10; Lecce con 7, 14 e 10; Brindisi con 13, 9 e 7.

«A fronte di nuovi investimenti ed azioni partite con la Legge 626 – ha aggiunto Forte – riscontriamo che i benefici normativi si sono vanificati e che gli infortuni mortali anzichè subire una riduzione si sono ormai stabilizzati. Più vigilanza e ispezioni, una nuova attenzione sono indispensabili per abbattere il numero d’incidenti, che nel 92 per cento dei casi avvengono in aziende con meno di 15 dipendenti».

L'assemblea è anche stata l’occasione per fare il punto sulla Legge 123/07 con cui è stata data delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, il Nuovo Testo Unico, il Patto per la Tutela della Salute e la Prevenzione nei luoghi di lavoro, oltre alle nuove competenze regionali.

All’incontro ha partecipato Ludovico Ferrone del dipartimento Salute e Sicurezza della Cgil al posto del segretario nazionale Cgil Paola Agnello Modica, impegnata a Roma sul nodo del riassetto della Legge 123/07: l’obiettivo – è stato spiegato all’assemblea – è quello di chiudere in questi giorni la riforma nonostante la crisi di governo.

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