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«La dignità della persona umana continua ad essere offesa»

Sta emergendo in tutta la sua gravità un quadro sempre più drammatico di un territorio come quello jonico danneggiato da anni di presenza di un'industria inquinante, e stretto tra la morsa del ricatto occupazionale e quella di una preoccupante situazione ambientale e sanitaria.
26 marzo 2008
Comitato per Taranto

- Sono queste le ragioni per le quali il Comitato per Taranto parteciperà alla manifestazione organizzata dall'Associazione Bambini contro l'inquinamento il 29 marzo 2008. In tal occasione il Comitato manifesterà inoltre tutta la solidarietà alla Signora Anna Carrieri, che in una lettera indirizzata al Ministero dell'Ambiente ha denunciato il suo stato drammatico di donna tarantina colpita da una grave paralisi causata quasi sicuramente dall'inquinamento.

La Signora Carrieri, vivendo da quando è nata a ridosso dell'impianto siderurgico più grande d'Europa, e precisamente nel quartiere Tamburi, dopo 48 anni, "il 16 maggio 2004 di domenica nel giro di 5 minuti" si vede privata dell'uso delle gambe: "Verdetto. Paralisi agli arti inferiori di origine virale provocata da un virus".

Nella sua lettera scrive inoltre che dopo aver perduto l'uso delle gambe, passerà 8 mesi ricoverata nei centri di riabilitazione dove troverà decine di casi come il suo, "anche da Taranto, e tutti abitavano in centri industriali e chimici". E recentemente, dopo ulteriori esami a pagamento, avrà la scoperta e conferma che il suo male, la sua paralisi è stata provocata dall'inquinamento: "il mio organismo è pieno di minerale, minerali che tra i vari danni che provocano c'è quello che colpisce il Sistema Nervoso Centrale, e soprattutto attacca la mielina, con conseguente paralisi. E' tutto documentato da ricerche che ho fatto in internet e confermato dal dottore che mi sta seguendo".

E i dati a dir poco sconfortanti pubblicati già nel 2007 nel sito web (http://www.iss.it/publ/rapp/cont.php?id=2150&lang=1&tipo=5&anno=2007) dell'Istituto Superiore della Sanità di uno studio dal titolo "ANALISI DI MORTALITÀ IN UN SITO CON SORGENTI LOCALIZZATE: IL CASO DI TARANTO "* parlano chiaro.

Da una prima ricerca emerge lo stato di una città che vede aumentare i rischi per alcune patologie, che nei casi di mortalità maschile non sono solo legate ad esposizioni lavorative , ma anche ad esposizioni residenziali. Ma la presenza di patologie legate ad esposizioni residenziali risulta essere "in aumento anche tra le donne, che nella realtà Tarantina sono verosimilmente meno coinvolte in lavori con esposizioni altamente nocive rispetto agli uomini". Nella stessa analisi, una seconda ricerca, seppur in corso di ultimazione, "suggerisce un possibile ruolo della distanza della residenza dalle fonti di emissioni nocive".

Questo suggerimento andrebbe preso maggiormente in considerazione dalle Autorità competenti preposte alla tutela della salute non solo di tutti i cittadini ma soprattutto di coloro che subiscono più di tutti gli effetti dell'inquinamento industriale, come la Signora Carrieri che con forza e grande coraggio ha deciso di scrivere al Ministero dell'Ambiente.

La sua lettera si trova ora pubblicata nel sito web ministeriale (http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?st=&id=90)** e fa parte della documentazione presente nelle "Osservazioni" dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'Ilva SpA di Taranto, quel provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni, che devono garantire la conformità di determinati requisiti, mirati alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento (IPPC).

Con questa lettera la Signora Carrieri chiede all'Ilva un risarcimento.
Come cittadini del Comitato per Taranto siamo dunque a chiedere non solo che la richiesta della Signora Carrieri venga ascoltata, ma che si attuino in maniera tempestiva tutti i provvedimenti atti ad accelerare il corso dell'Autorizzazione Integrata Ambientale.

In altre parole, chiediamo che questa grave "piaga tarantina"- la violenza contro il nostro ambiente e quindi contro la nostra gente - spesso ignorata e talvolta volutamente nascosta - venga lenita e guarita, soprattutto grazie anche alla solidarietà e all'umanità di coloro i quali si impegneranno fattivamente per la tutela della salute e per la salvaguardia dell'ambiente tarantino dove la dignita' della persona umana continua ad essere offesa.

Firmano il comunicato i cittadini del Comitato per Taranto:

Carla Stefania Pernisco
Lucrezia Maggi
Anna Paola Sebastio
Antonietta Podda
Arturo Acacia
Gabriele Candido
Piero Mottolese
Cosimo Semeraro
Angelo Miccoli
Peppe Cicala
Alessandro Marescotti
Luigi Oliva
Pietro Secci
Michele Carone

Note: * ANALISI DI MORTALITÀ IN UN SITO CON SORGENTI LOCALIZZATE: IL CASO DI TARANTO , Maria Angela Vigotti (a), Domenica Cavone (b), Antonella Bruni (c), Sante Minerba (c), Michele Conversano (d)


(a) Dipartimento di Biologia, Università di Pisa e IFC-CNR,Pisa
(b) Renam-Cor Puglia,Dipartimento Medicina Interna e Medicina Pubblica Sezione Medicina del Lavoro
Ramazzini, Università di Bari
(c) Unità di Statistica ed Epidemiologia, ASL di Taranto
(d) Dipartimento di Prevenzione, ASL di Taranto

** http://aia.minambiente.it/DomandeAIADocumenti.aspx?st=&id=90
e poi cliccare su "Osservazioni".
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