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«Aspettiamo un segnale: che nell’aria ci siano meno veleni»

Domani sera in piazza Maria Immacolata c’è la manifestazione dell’associazione «Bambini contro l’inquinamento». Saranno in mostra i lavori realizzati dai bambini, ma sarà una festa, con clown, artisti di strada, spettacolo musicale, e persino una festa del pane offerta dai panificatori. Il Tar non stoppa l’accordo Ilva ma «Taranto Futura» non molla. Secondo il Tar «non sussistono ragioni di estrema gravità ed urgenza tali da giustificare la sospensione dell’Accordo di programma»
23 maggio 2008
Maria Rosaria Gigante
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- «Noi aspettiamo che le istituzioni si muovano. Speriamo che la situazione ambientale migliori. Intanto, sabato prossimo sarà la nostra prima festa dell’ambiente dopo la manifestazione contro l’inquinamento dei mesi scorsi. Sappiamo che quella di sabato sarà una bellissima manifestazione».

Giuseppe Merico, presidente dell’Associazione «Bambini contro l’Inquinamento», sembra a metà sospeso tra la risposta entusiasta di centinaia e centinaia di bambini che hanno dato una testimonianza all’appello loro rivolto di realizzare un elaborato qualsiasi sul tema ambiente ed inquinamento e la speranza di un segnale dal mondo delle istituzioni e dell’industria soprattutto.

«Il primo segnale concreto che accoglieremo con gioia sarà solo quando sapremo con certezza che quei valori altissimi di inquinamento hanno preso la strada inversa, che insomma l’inquinamento sta diminuendo. Vorremmo sentir dire, ad esempio, che i livelli di diossina stanno finalmente scendendo» dice Merico.

I bambini, invece? «Non sappiamo più dove mettere i disegni che ci hanno inviato», risponde. Ma ci sono anche tantissimi elaborati scritti e lavori multimediali: una risposta entusiasta all’invito rivolto meno di un anno fa quando l’associazione è nata. «Sappiamo di certo che la nostra iniziativa ha dato una svolta alla grande sensibilità dei bambini verso il problema dell’inquinamento», aggiunge evidentemente consapevole di quanto la sensibilità spesso coltivata sui banchi di scuola sia potuta uscire fuori dalle aule per scendere in piazza ed in strada dove i bambini hanno sfilato in corteo, fuori dai canoni scolastici insomma, per assumere la dimensione del diritto ad un ambiente pulito reclamato a gran voce.

Sarà inevitabilmente così anche domani nella manifestazione che dalle 17,30 alle 22,30 animerà piazza Immacolata e via Mignogna. Saranno in mostra i lavori realizzati dai bambini, ma sarà una festa, con clown, artisti di strada, spettacolo musicale, e persino una festa del pane offerta dai panificatori. Una festa che si rispetti, in nome di un ambiente più pulito, in cui non mancheranno premi e coppe alle scuole che si sono impegnate, ma anche due donazioni in danaro a due bambini, di 15 e 7 anni, gravemente malati, probabilmente proprio a causa di un ambiente malato, e che, in difficili condizioni economiche, hanno bisogno di quel danaro per curarsi. Una festa, insomma, che è anche solidarietà.

Non sussistono ragioni di estrema gravità ed urgenza tali da giustificare la sospensione dell’Accordo di programma sull'area industriale stipulato tra Comune e Provincia di Taranto, Regione Puglia, ministeri dell’Ambiente, dell’Interno, della Salute e dello Sviluppo economico con l’Ilva lo scorso 11 aprile, e basato sugli Atti d’intesa stipulati tra il 2003 e il 2006, si è già parzialmente espresso il Tar di Lecce

Lo ha stabilito ieri il presidente della prima sezione del Tar di Lecce, chiamato ad esprimersi sulla opportunità di indurre l’Ilva ad adottare le misure necessarie a limitare le emissioni inquinanti, anche in via preventiva. Sebbene sia stata respinta la richiesta del Comitato referendario «Taranto Futura», tuttavia le parole riportate dal provvedimento lasciano ben sperare i promotori del ricorso circa una positiva definizione dello stesso. Nel ricorso infatti si chiede l’annullamento dell’Accordo e degli Atti ad esso collegati perché ritenuto «illegittimo e gravemente lesivo degli interessi dei cittadini».

Nel decreto del Tar, infatti, se da un lato si sottolinea che l’Accordo di programma «non produce attualmente di per sé situazioni di immediato pregiudizio all’ambiente e alla salute, non influendo direttamente sulle criticità esistenti peggiorandole», dall’altro implicitamente si riconosce l’esistenza di tali criticità, tra l’altro aggiungendo che restano «fermi gli obiettivi e le procedure imposte dalle Convenzioni internazionali e dalle normative sopranazionali». Un inciso importante, che dà speranza al Comitato e al suo presidente, Nicola Russo.

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