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Controlli nelle fabbriche, Fitto impugna la legge della Puglia

Mentre alla Peroni si contano i danni il governo ci mette i bastoni tra le ruote. Per il ministro la normativa dei controlli è di competenza nazionale. Protesta Losappio. Deciderà la Corte costituzionale.
30 luglio 2008
Paolo Russo
Fonte: Repubblica

. «La Regione Puglia non può classificare e sorvegliare le aziende più pericolose. Questo è un compito che spetta allo Stato». Così il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto ha impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge approvata dalla giunta Vendola lo scorso 7 maggio per tenere sotto controllo gli ecomostri pugliesi. Un testo con il quale, con trent´anni di ritardo, la regione ha recepito le «direttive Seveso». Linee guida sulla prevenzione ai disastri ecologici, varate dopo l´inferno di diossina che sconvolse l´Italia.

Ma per l´ex presidente della Regione le «Disposizioni in materia di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose», varate dal suo successore e avversario politico, sarebbero macchiate da diversi profili di illegittimità costituzionale. Secondo Raffaele Fitto la Regione non avrebbe i titoli per individuare, perimetrare e ispezionare le fabbriche della morte pugliesi: solo il governo nazionale può dettare le linee guida per il controllo di Ilva, centrale di Cerano e Petrolchimico.

Con questo sgambetto sulle politiche di tutela dell´ambiente e sicurezza del lavoro, è iniziata la lunga guerra a distanza tra il ministro di Maglie e il presidente Nichi Vendola, che proprio sui questi temi ha impostato buona parte della sua azione politica.

La prima reazione a sollevarsi è stata quella dell´assessore all´Ecologia, Michele Losappio: «Mentre alla Peroni di Bari si contano i danni e si riflette sul pericolo scampato, sulle misure di prevenzione e sui piani da predisporre per aziende a rischio di incidente rilevante, dal governo nazionale arriva un´altra brutta notizia - ha attaccato il politico di Rifondazione comunista - Non ci aspettavamo certo un premio per avere messo riparo a un ritardo ormai storico ma neanche una punizione come il ricorso alla Corte costituzionale».

In ogni caso, la giunta Vendola, decisa a difendere la legge, ha già dato mandato agli uffici legali della regione di studiare le dovute contromisure. Dal ministero degli Affari regionali non c´è stata alcun commento ufficiale. Per il momento, Raffaele Fitto non intende farsi trascinare sul terreno della disputa politica.

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