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Il porticciolo inquina, sequestrato dalla Finanza

Campomarino, il porticciolo inquina, sequestrato dalla Finanza. Scarichi in mare non autorizzati, tre indagati. Avvisi di garanzia notificati ai responsabili della società Torre Moline in cui ha una partecipazione il Comune di Maruggio
30 luglio 2008
Nazareno Dinoi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO — La Guardia di Finanza di Taranto ha messo i sigilli alle strutture portuali del molo turistico di Campomarino di Maruggio compresi gli impianti idrici e di rifornimento carburante per i natanti. I militari del nucleo di polizia tributaria hanno anche notificato tre avvisi di garanzia agli amministratori delle società che hanno in gestione il sito di proprietà della «Torre Moline», una Spa controllata per il 49% dal Comune di Maruggio e per il 51% da un imprenditore edile del brindisino.

I reati contestati riguardano il testo unico sull'ambiente. In particolare lo sversamento in mare di acque reflue di natura industriale e domestica non autorizzato. Il provvedimento di sequestro probatorio che porta la firma del pubblico ministero, Daniela Putignano, ha riguardato anche il locale ristorante annesso al porto e gli uffici della delegazione di Campomarino della capitaneria di porto a cui è stato concesso l'uso e la custodia dell'intera area.

I tre indagati sono Cavallo Francesco e Santoro Antonella, della Torre Moline Spa e Francesco Ciaccia della cooperativa che cura la guardiania e servizi alle barche. Secondo quanto hanno accertato gli uomini del nucleo tributario della finanza, la società che gestisce il porto (circa 300 posti barca da diporto e una ventina di pescherecci di medie proporzioni), non aveva ottemperato a tre prescrizioni di natura ambientale. La prima riguarda l'autorizzazione allo scarico dei reflui depurati che è risultata scaduta, mentre le altre due, sempre relative alle procedure di smaltimento delle acque «lavorate», sono risultate una del tutto inesistente mentre l'altra non era mai stata autorizzata. Oggi il gip del tribunale di Taranto dovrà decidere se confermare o revocare la misura di sequestro disposta dal magistrato inquirente.

Molti i disagi lamentati dai diportisti che sono stati privati dei servizi essenziali come il carburante e l'acqua ma hanno libero accesso alle imbarcazioni. Più che contrariato, invece, è il sindaco di Maruggio, Alberto Chimienti, del Pdl, che sull'argomento promette battaglia. «Il caso finirà in Parlamento perché c'è già qualcuno che sta predisponendo un'interpellanza al ministro », dichiara il primo cittadino della località sullo Jonio che se la prende con tutti. «Sono venuti persino con un elicottero per rendere più spettacolare un'operazione che personalmente la ritengo quantomeno immotivata», afferma il sindaco che pensa già al danno che l'inchiesta procurerà alla sua comunità. «Non voglio difendere la società che gestisce il porto contro la quale ho in piedi un contenzioso - spiega Chimienti - , ma mi chiedo se non fossero più adatti altri periodi per concludere un inchiesta del genere». Il Comune ha già dato incarico all'avvocato di fiducia, Franz Pesare, che chiederà il dissequestro.

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