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L'annuncio di Prestigiacomo «Il Governo aiuterà Taranto»

Presto «missione» dell'esecutivo. La ministra attende la lettera-invito dell'esponente di punta del PD al rione Tamburi. L'esponente del Pd vuole che Berlusconi affronti le questioni dell'inquinamento e della salute dei tarantini.
13 agosto 2008
Rosanna Lampugnani
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- ROMA — Tecnicamente la lettera di Franco Oddo sarà «imbucata» dopo Ferragosto, ma l'annuncio dell'invio ha suscitato grande attenzione anche per il ruolo ricoperto dal mittente, il segretario del Partito democratico di Tamburi, il quartiere più inquinato di Taranto, a ridosso dell'Ilva. E così dal governo, sollecitato da Oddo a tenere una riunione nella città dei Due mari, ad occuparsi di ambiente e salute come si è occupato di rifiuti a Napoli, è arrivata una risposta.

La ministra all'Ambiente Stefania Prestigiacomo ribadisce l'attenzione del dicastero sulla «questione Taranto» e annuncia che a settembre tornerà a occuparsene. Dagli ambienti vicini all'esecutivo si aggiunge qualcosa di più: è possibile una missione nel capoluogo jonico, dove si stanno facendo i conti con il dissesto finanziario del Comune provocato dalla giunta di centrodestra, con le difficoltà in cui versa l'arsenale, il mancato rilancio del porto causato dal vuoto normativo che impedisce il dragaggio dei fondali. Insomma, un insieme di problemi che si affiancano a quelli gravi dell'inquinamento.

Dice Prestigiacomo: «L'impegno del governo per Taranto è forte tanto quanto quello che abbiamo profuso per Napoli. Abbiamo già svolto una prima riunione con l'Ilva presso il ministero dell'Ambiente per verificare il già fatto ed il da fare dinanzi a dati di inquinamento certamente preoccupanti. Lavoriamo anche in questi giorni con due obiettivi: il primo, prioritario, riguarda la tutela della salute dei cittadini, il secondo punta a non distruggere una grande realtà produttiva che dà lavoro a migliaia di pugliesi. Sono due obiettivi che devono essere perseguiti entrambi con ragionevolezza e rigore. Abbiamo cominciato a farlo e continueremo subito a settembre».

L'Ilva, il più grande siderurgico d'Europa e la più grande fabbrica italiana, non è la sola causa di inquinamento: anche Cementir ed Eni sono chiamate in causa e, dunque, il problema è complesso. Che sia entrato nel mirino del governo - anche se grazie ad un'annunciata lettera di un dirigente Pd - è un fatto, cui plaude il deputato Pdl Pietro Franzoso, il quale ricorda «la precarietà in cui versa il tessuto produttivo e sociale della città».

Il collega del Pd Ludovico Vico, pur apprezzando l'attenzione di Prestigiacomo, sottolinea un punto: «Per Taranto ci vuole un atto istituzionale. Il governo Prodi emanò un decreto con cui stanziava 150 milioni per uscire dal dissesto finanziario. Il decreto taglia Ici li ha ridotti di 26. Anche a Berlusconi, quindi, chiediamo che si chiuda entro l'anno la vicenda del dissesto; a Prestigiacomo ricordo che c'è una mia interrogazione perchè si vari subito una legge per i dragaggi». Insomma, attenzione sì, ma concreta; fatti, non parole.

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