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«Caro Berlusconi le scrivo, la città ha bisogno di lei»

Lettera del segretario del Pd del rione Tamburi. Alfonso Oddo chiede che la questione ambientale sia posta al centro di una seduta del Consiglio dei ministri da convocare a Taranto e che sia definito al più presto un piano ambientale per la città.
20 agosto 2008
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- TARANTO — Dai Tamburi a Palazzo Chigi: è il tragitto della lettera inviata al premier Silvio Berlusconi da Alfonso Oddo, segretario del Partito Democratico nel quartiere che vive a ridosso dello stabilimento siderurgico. Di fronte alle difficoltà a risolvere definitivamente i problemi dell'ambiente collegati all'inquinamento e ai danni alla salute collettiva provocati dalle produzioni industriali Oddo chiede al presidente del consiglio tre cose.

Innanzitutto che la questione ambientale sia posta al centro di una seduta del consiglio dei ministri da convocare a Taranto; poi, la definizione di un piano ambientale per la città; infine, la costituzione di una task force qualificata per definire le azioni necessarie a rendere meno disastrosa l'aria che si respira.

Alfonso Oddo, da poche settimane segretario del circolo del Pd del quartiere Tamburi, ha preso l'iniziativa di invitare Berlusconi a Taranto al di fuori delle liturgie di partito. E' fuori dell'alveo istituzionale in cui la dirigenza lo ha invitato a rientrare dopo l'annuncio di voler contattare personalmente il premier. «Purtroppo - spiega Oddo nella lettera inviata a Palazzo Chigi - tra la nostra gente si è creata una sorta di diffidenza nei confronti delle istituzioni e della Politica, ed occorre dimostrare che forse con fermezza e determinazione i risultati si ottengono.

Trasferire il consiglio dei ministri a Napoli ha ridato fiducia ai cittadini i quali non si aspettavano miracoli, ma soltanto soluzioni concrete per dare una nuova vita alla città. Noi le chiediamo di fare la stessa cosa per Taranto e per i suoi abitanti, offesi da numerosi tavoli di lavoro che non danno mai risposte certe e definite.

Sarebbe un onore per noi cittadini del quartiere Tamburi avere la sua presenza tra le nostre vie, per dimostrare all'Italia intera che se si vuole, è possibile ridurre le emissioni. In caso contrario, il risultato sarà l'aggravamento, serio, della nostra salute. Restiamo a sua disposizione, signor presidente, per qualsiasi iniziativa voglia intraprendere a Taranto per il nostro quartiere, fiduciosi del suo impegno per determinare la soluzione definitiva per questa sciagurata vicenda».

Nella lettera Oddo illustra a Silvio Berlusconi la situazione difficile del quartiere Tamburi e di tutta la città a contatto continuo con le emissioni industriali, la compromissione della salute collettiva testimoniata dall'aumento dei tumori e delle malattie collegate all'inquinamento.

Da un lato elenca i dati ufficiali dei fattori inquinanti, dall'altro i profitti delle aziende presenti nell'area industriale di Taranto. «A nostro avviso - suggerisce Oddo - per rendere ecocompatibili gli impianti è necessario imporre alle aziende di reinvestire una quota degli utili. Qualche profitto in meno non ridurrebbe in miseria nessuno e favorirebbe un'inversione del trend negativo, gettando le basi per un futuro più sano, ossia con meno inquinanti, più sicurezza sul lavoro e maggiore occupazione».

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