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E adesso guerra agli idrocarburi

Mineo, vicepresidente del Consiglio regionale, lancia un appello trasversale e auspica nuove risorse per l'Arpa. «Con Assenato grandi passi in avanti ma dobbiamo continuare ad investire. Ed anche molto»
21 novembre 2008
Fonte: Corriere del Giorno

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«Alcune dichiarazioni di esponenti del centrodestra ionico sul disegno di legge regionale per l'abbattimento delle emissioni di diossina e, più in generale, sulla politica ambientale della giunta Vendola, meritano una replica pacata e di merito». Così Luciano Mineo, vicepresidente del Consiglio regionale e esponente di spicco del Pd tarantino. «Nessuno può smentire che la svolta nella lotta all'inquinamento sia iniziata a metà del 2005, proprio quando si è insediato il nuovo presidente della Regione - sostiene Mineo - sino ad allora erano stati scritti soltanto pezzi di carta ed era stato fatto pochissimo sul piano concreto. Sono bastati appena tre anni e mezzo per determinare uno scenario nuovo».

Dall'Arpa al ddl, il cammino secondo Mineo. «Oggi, l'Arpa comincia a diventare un'agenzia in grado di svolgere un ruolo reale, anzi determinante, nell'azione fondamentale di controllo. Alcuni risultati positivi sono stati conseguiti. I livelli di emissione di alcuni inquinanti sono stati ridotti, in qualche caso anche sensibilmente, a partire dalle prescrizioni contenute nell'ultimo atto d'intesa sottoscritto tra Regione, Enti locali ed Ilva e volute personalmente dal Presidente della Regione.

L'Ilva - prosegue Mineo - a seguito dell'atto d'intesa sta realizzando un piano d'investimenti di diverse centinaia di milioni di euro per portare avanti quel processo di ambientalizzazione dello stabilimento invocato a gran voce dalla comunità ionica.

Questi risultati sono davanti agli occhi di tutti. Non si possono smentire. Il merito degli stessi va attribuito, innanzitutto, al forte movimento di opinione pubblica che si è determinato nella città ma anche al ruolo fondamentale di alcuni livelli istituzionali: la Regione, innanzitutto, e la Provincia che, in silenzio e senza clamori mediatici, ha contribuito in maniera straordinaria al rafforzamento delle strutture di controllo dell'inquinamento ambientale, stanziando circa due milioni di euro».

Meglio tardi che mai, ammette lo stesso Mineo. «Tuttavia, questo processo è iniziato. Occorre sostenerlo con impegno e con grande spirito unitario. Questo appello lo rivolgo a tutti, anche a me stesso, ma in modo particolare ai colleghi del centrodestra che, spero di sbagliarmi, continuano ad avere un approccio propagandistico rispetto all'emergenza ambientale.

La classe dirigente ionica deve fare squadra, almeno sul tema essenziale dell'inquinamento, in particolare su quello di origine industriale. Deve lavorare unita per raggiungere un obiettivo fondamentale: quello di consegnare alle nuove generazioni una condizione di vita migliore di quella che viviamo oggi» ribadisce Mineo, secondo il quale «i tempi di abbattimento delle emissioni inquinanti devono essere funzionali alla salute e ad una migliore qualità della vita dei cittadini. Peraltro, i tecnici dell'Arpa sostengono che essi sono compatibili con le possibilità tecniche delle Aziende. Ma, sia chiaro, anche la presentazione del disegno di legge non è sufficiente. Occorre, contemporaneamente, accelerare tutte le procedure in corso per l'introduzione delle nuove tecnologie da cui può derivare un ulteriore abbattimento dell'inquinamento. Ad esempio, io trovo incredibile che, mentre l'Ilva ha proceduto all'acquisto dell'impianto urea, manchino le autorizzazioni per la sua installazione. Che cosa si aspetta? Come si fa a non capire che chi è detentore del potere di autorizzare sta giocando con la vita dei cittadini?».

Mineo cita poi Assennato, «che mi diceva, l'altro ieri, che l'utilizzazione dell'impianto urea potrà portare i limiti di emissione delle diossine sotto i tre nanogrammi rispetto ai sei o sette di oggi. Praticamente vicino, se non addirittura al di sotto, alla prima soglia di 2.5 nano grammi per metro cubo che il disegno di legge impone di raggiungere entro il 2009. Chi deve autorizzare capisce che la salute di un'intera comunità può derivare dai tempi di concessione dell'autorizzazione e che per ogni giorno che passa ci si assume una pesante responsabilità?».

Non solo diossina, comunque. «Mentre si affronta il problema - dice infatti Mineo - occorre porsi l'obiettivo di rafforzare ulteriormente, anche con il contributo delle aziende, il sistema di controllo e di monitoraggio, che è ancora carente o insufficiente. Soprattutto nella direzione che il prof. Assennato considera ancora più pericolosa delle diossine: gli idrocarburi policiclici aromatici». Però, servono ulteriori risorse. «Tra il 2000 ed il 2005 sono stato promotore, insieme ad altri colleghi (Michele Pelillo, ad esempio) - ricorda Mineo - di un emendamento per lo stanziamento nel bilancio regionale di risorse finanziare da destinare all'Arpa per il potenziamento degli organici e delle apparecchiature.

L'Arpa, in questi tre anni, sotto la direzione del professor Assenato, ha fatto grandi passi in avanti ma è del tutto evidente che sull'agenzia per l'ambiente dobbiamo continuare ad investire. Ed anche molto. La Puglia non può non avere un'Arpa efficiente, moderna ed adeguata all'emergenza ambientale che vive, soprattutto nelle realtà, come Taranto, dichiarate "aree ad elevato rischio ambientale". Le cose da fare sono tante. L'obiettivo che abbiamo davanti è di straordinaria importanza.

Mettiamo da parte la solita, vecchia e stantia litigiosità di una classe dirigente, come quella ionica, che, oggi, può riconquistare l'autorevolezza perduta. Lavoriamo tutti insieme per il futuro di Taranto. I cittadini sapranno distinguere tra quanti operano per l'interesse collettivo e quanti, come direbbe Pirandello, sono soltanto personaggi in cerca d'autore».

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