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Vendola: «Ora basta ai rifiuti campani»

I rifiuti campani non saranno stoccati nelle discariche pugliesi. Vendola dice no alla richiesta del governo e del sottosegretario alla Protezione civile, Guido Bertolaso. Dura la replica: Un´inattesa caduta di stile nei rapporti
30 dicembre 2008
Francesco Strippoli
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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BARI — Il patto istituzionale col governo Berlusconi si è incrinato. L'accordo che ha meritato i pubblici elogi del premier alla Fiera del Levante è andato in frantumi. La Regione si oppone all'arrivo di ulteriori 40mila tonnellate di rifiuti campani nelle discariche pugliesi. Il "no" è perfino plateale, perché arriva da Nichi Vendola nel corso della conferenza stampa di fine anno. «La richiesta è inaccoglibile - dice il governatore - perché cozza con quello che ho sentito rivendicare da Berlusconi sul miracolo della soluzione del problema "monnezza" in Campania».

Secca la replica del Dipartimento di Protezione civile incaricata di sbrogliare la matassa campana: «Da Vendola una inattesa caduta di stile», tanto più per «la gratuita ironia delle parole».

Siccome la questione si considera risolta, ribatte l'assessore Michele Losappio, non si capisce «perché ci debbano chiedere di accogliere» altro pattume. Peraltro, aggiunge Vendola, «la Puglia non ha più motivo di essere solidale» col governo. Di che si tratta? Di «promesse non mantenute»: cinque milioni di euro per sostenere il bacino Lecce/2, in difficoltà per il ritardo nella realizzazione degli impianti. Il precedente governo aveva messo mano al portafogli, l'attuale non sembra averne intenzione. Così, dopo le 20mila tonnellate di rifiuti campani spedite da Prodi e le 50mila inviate da Berlusconi, la Puglia dice basta.

La lettura del diniego può essere duplice. Una ambientale: i rifiuti non sarebbero inceneriti ma finirebbero in discarica (Losappio parla infatti di «stoccaggio ») e il livello di riempimento in Puglia è già alto. L'altra riguarda il conflitto politico che si va esasperando in vista della tornata elettorale di primavera. Dall'opposizione, Rocco Palese (Fi) esterna una terza chiave di lettura: «Vendola polemizza col governo nazionale - dice pur di evitare di entrare nel dettaglio di un bilancio di fine anno a dir poco disastroso». Aspra la reazione della Protezione civile. Vendola - si legge in un nota - «costretto da equilibri politici interni, non ha trovato di meglio che attaccare il presidente del consiglio su una materia finora caratterizzata da un corretto rapporto istituzionale».

Il Dipartimento, inoltre, segnala che «i cinque milioni» di cui il governatore denunciava la mancata erogazione, sono previsti in un'apposita ordinanza firmata da Berlusconi. Poi l'affondo: «Prendiamo atto della gratuita ironia con la quale Vendola ha commentato il superamento dell'emergenza rifiuti in Campania». Più avanti si «conferma - comunque - la disponibilità» ad inoltrare a Palazzo Chigi la richiesta pugliese di ottenere due proroghe: sulla gestione stralcio dell'emergenza dei rifiuti (la parte non tornata all'ordinaria amministrazione) e delle acque da depurazione. Un richiamo indiretto («noi confermiamo comunque») alla collaborazione istituzionale.

La nota della Protezione civile rovina la festa di fine anno del governatore. Il quale, stretto tra i suoi assessori, di mattina davanti ai giornalisti elenca il lavoro «di un anno intenso di realizzazioni». In serata è costretto a tenere botta sul fronte rifiuti. «Non è questione di stile - dice Vendola - né di polemica fine a sé stessa. I cinque milioni sono stati deliberati, ma mai materialmente erogati. Con il precedente governo non ci fu alcuna difficoltà».

Il nodo, per Vendola, è di colore politico. «Forse si capisce - aggiunge - che non c'entra nulla la Protezione Civile che ha correttamente svolto il proprio compito. C'entra molto il centrodestra, che vuole recitare due parti in commedia»: sollecitare aiuto a risolvere la crisi campana, ma poi anche «cercare con l'impegno quotidiano di alimentare la situazione di incertezza nel delicato settore dei rifiuti ». La riprova, secondo il governatore, starebbe «nelle speculazioni demagogiche» del centrodestra, «proprio sui problemi di quel bacino Lecce/2 che sarebbero radicalmente attenuati se venissero trasferiti i 5 milioni di euro».

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