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Emergenza rifiuti, Brindisi salva Lecce

Stop all'immondizia a Ugento. Tra 20 giorni verifica sulla biostabilizzazione
Dal primo febbraio, la discarica di Ugento, in contrada Burgesi, non riceverà più i rifiuti dei 46 Comuni del bacino Lecce 2.
28 gennaio 2009
Francesca Mandese
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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LECCE — Brindisi prenderà i rifiuti dell'Ato Lecce 2 per un periodo di otto mesi, ma solo a condizione che siano perfettamente biostabilizzati. Questo, però, lo si saprà soltanto il 20 di febbraio, trascorsi i venti giorni necessari a trattare i rifiuti nei biotunnel di Poggiardo. Ed è proprio per quella data che si è già fissato un nuovo incontro tecnico per verificare che l'accordo raggiunto nei giorni scorsi sia pienamente applicabile.

Ieri sera, nella sede della prefettura di Lecce, il vice presidente della regione Puglia, Sandro Frisullo, e l'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio, hanno comunicato i termini dell'accordo raggiunto con Comune e Provincia di Brindisi al presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, e ai presidenti delle tre Ato e ai sindaci del Salento. Fino al 20 febbraio, dunque, si può tirare un sospiro di sollievo.

Un primo obiettivo è stato sicuramente raggiunto. Dal primo di febbraio, la discarica di Ugento, in contrada Burgesi, non riceverà più i rifiuti dei 46 Comuni del bacino Lecce 2. Il comitato, che nel periodo di Natale ha organizzato serrate e proteste nella discarica ugentina, era già pronto a mobilitarsi fin da questa notte se da Bari non fossero giunte notizie positive. «Burgesi non riceverà più rifiuti a partire dall'uno febbraio », assicura Losappio durante una pausa dei lavori. Che fine faranno, allora, i rifiuti dell'Ato Lecce 2? Saranno portati a Poggiardo per il processo di biostabilizzazione.

La parte secca sarà poi dirottata nel nuovo impianto di Cavallino dell'Ato Lecce 1 per essere trasformata in cdr (combustibile da rifiuti), mentre la parte umida nella discarica di Autigno, che si trova nelle campagne a metà strada tra Brindisi e San Vito dei Normanni. A Brindisi, quei rifiuti biostabilizzati serviranno al cosiddetto cupping, cioè la creazione di una copertura tra i diversi strati di rifiuti non trattati. Oggi, per il cupping viene utilizzato il materiale inerte proveniente dalle cave, ma è difficile da trovare e anche costoso.

Chi pagherà i costi dell'operazione, o meglio, la quota che eccede i 70 euro a tonnellata che l'Ato Lecce 2 può pagare senza dover aumentare la Tarsu?

«Paga la Regione Puglia», risponde Losappio, che precisa anche che il costo finale dell'operazione Brindisi non è ancora stato definito e che, comunque, il territorio messapico avrà diritto al cosiddetto ristoro ambientale per aver accettato di ricevere i rifiuti da un'altra provincia. L'unico dato certo è che il conferimento nella discarica di Brindisi costerà 40 euro a tonnellata, a fronte dei 76,80 che si pagano attualmente alla discarica privata di Grottaglie, ai quali vanno aggiunti i costi di biostabilizzazione e di trasporto.

Ma cosa accadrà se, il 20 febbraio, i tecnici dell'Arpa dovessero rilevare che i rifiuti che escono dai biotunnel di Poggiardo - il cui impianto è ancora sottoposto ad alcuni adeguamenti tecnici - non sono utilizzabili per la discarica di Brindisi? «Che si dovrà cercare in tutta fretta un'altra discarica fuori provincia dove conferire i rifiuti non trattati», dice Donato Martella, presidente dell'Ato 3 e sindaco di Triggiano. Punto e a capo, quindi. Anche se nessuno vuole pensare a quella ipotesi e

Losappio invita i giornalisti a non lanciarsi in una nuova caccia al tesoro per scoprire quale potrebbe essere quella discarica. Tanto che già si pensa all'appuntamento di fine marzo per verificare l'andamento dei lavori di costruzione dei nuovi impianti di Ugento. Qualcuno, in particolare il sindaco di Nardò, Silvio Astore, durante la riunione di ieri, ha ipotizzato che i rifiuti biostabilizzati potessero essere conferiti nella discarica di Castellino, ora chiusa ma ancora da ricoprire. «Non è possibile - dice Losappio - perché servirebbero un provvedimento amministrativo di urgenza per riaprirla».

L'assessore all'Ambiente, infine, non risparmia una stoccata a Grottaglie e una lode a Brindisi. «A Grottaglie - dice non arriveranno i rifiuti di Lecce, ma quelli del Nord Italia perché l'impianto è privato e continuerà a funzionare. Devo ringraziare il sindaco Domenico Mennitti e il presidente Michele Errico per la lezione di compattezza del territorio che hanno dato a tutta la Puglia»

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