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La regione apre ai termovalorizzatori

Via libera agli Ato: per evitare l´emergenza sì agli impianti pubblici. Losappio: non c´è alcun passo indietro, si tratta solo di un´integrazione Obiettivo resta la raccolta differenziata spinta. L´emergenza rifiuti del Salento si sta estendendo alla provincia di Foggia.
3 febbraio 2009
Paolo Russo
Fonte: Repubblica

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La Regione apre alla realizzazione di nuovi termovalorizzatori pubblici: adesso le Ato potranno chiedere e ottenere la realizzazione di nuovi impianti per la chiusura del ciclo dei rifiuti. La giunta ha modificato, con una delibera, il precedente piano. Nell´aprile del 2006 il presidente della Regione, sfruttando i suoi poteri da commissario per l´emergenza rifiuti, aveva annullato e revocato le gare indette dal suo predecessore per la realizzazione di due termovalirozzatori a Brindisi e a Bari. A due anni e mezzo da quella scelta, la giunta regionale, il 18 novembre del 2008, ha scelto di dare una nuova possibilità alle Ato. "Laddove non sia stata ancora avviata la chiusura del ciclo della frazione secca - si legge della delibera 2197 del 2008 - le Ato possono programmare la realizzazione di impianti di titolarità pubblica per il recupero delle frazioni dei rifiuti residuali della raccolta differenziata".

«Nessun passo indietro - assicura l´assessore all´Ecologia Michele Losappio - questa è un´integrazione del piano che non stravolge le sue finalità. L´obiettivo resta sempre quello di una raccolta differenziata spinta». Che cos´è accaduto? In questi anni 7 ambiti territoriali sui 15 nei quali è divisa la Puglia sono rimasti sguarniti di nuovi impianti. A tre anni dal varo del nuovo piano dei rifiuti la giunta ha aperto una finestra per la realizzazione di nuove soluzioni. Nei prossimi mesi i presidenti degli Ato dovranno individuare il tipo di impianti che manca (se manca) all´interno dei propri territori per raggiungere la chiusura del ciclo dei rifiuti.

«Potrebbe nascere un termovalorizzatore pubblico in ogni provincia», ha ipotizzato ieri il presidente dell´Ato Foggia 4, Matteo Valentino. «Ogni provincia ha delle esigenze diverse - ha replicato il coordinatore degli Ato pugliesi, Silvano Maculli - ma è innegabile che si siano persi tre anni preziosi prima di aprire a nuovi impianti».

Gli Ato avranno tempo fino alla fine di febbraio per avanzare le richieste per la creazione di nuovi impianti alla Regione. «Gli impianti - ha precisato Losappio - saranno autorizzati solo se in grado di assicurare prestazioni ambientali soddisfacenti. Di sicuro non nasceranno nuovi inceneritori». «Non torneremo indietro - ha assicurato l´assessore dei Verdi, Mimmo Lomelo - i pugliesi non permetteranno mai l´insediamento di impianti inquinanti».

Ma, mentre di programmare il futuro della gestione dei rifiuti, restano sul tavolo della Regione problemi stringenti da risolvere. L´emergenza rifiuti del Salento si sta estendendo alla provincia di Foggia. Il sindaco di Cerignola, Velentino, è attaccato da destra e sinistra per aver accolto i rifiuti del Leccese. E oggi, in prefettura a Foggia, si parlerà dell´imminente chiusura della discarica di Vieste, l´unica del Gargano. «Le forze politiche non facciano sui rifiuti una becera campagna elettorale - ha ammonito il presidente Anci Puglia, Michele Lamacchia - solo la solidarietà tra tutti i Comuni può favorire la complessa fase di messa a regime del sistema per lo smaltimento dei rifiuti».

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