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Oggi il governo risponde della diossina di Taranto

Oggi il governo dovrà chiarire come mai a Taranto non è mai stata trovata diossina negli alimenti prima che PeaceLink facesse analizzare il formaggio e inviasse un esposto alla Procura della Repubblica.
4 febbraio 2009
Alessandro Marescotti (Peacelink)

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L'inerzia dei parlamentari locali sulla vicenda ha fatto sì che non venisse mai chiarito il "giallo" dei "falliti" controlli. Parliamo dei controlli sugli alimenti che a Taranto ci sono stati ma hanno dato sempre esiti "conformi" (ossia "non superamento dei limiti di legge").

Oggi pertanto l'on. Pierfelice Zazzera chiederà spiegazioni al governo circa le 72 analisi svolte sugli alimenti a Taranto dal 2002 al 2007: come mai tutto è risultato sempre "in regola"?

Vi è un altro "giallo" che il governo dovrà chiarire.

L'on. Zazzera evidenzia che "all'interrogante risulta che nell'ambito delle attività previste dal Piano Nazionale per la ricerca dei residui nel periodo 2002-2007 presso il Ministero della salute siano state effettuate 374 analisi per la ricerca di composti organo clorurati, compresi i PCB, le diossine e DL-PCB sull'intero territorio della Regione Puglia, e che di queste analisi per la ricerca delle diossine solo quattro siano state effettuate in provincia di Taranto".

Sì, siamo proprio all'assurdo. I vari governi, dal centrodestra al centrosinistra, sapevano che a Taranto vi era una quantità elevatissima di diossina ma hanno riservato a Taranto solo 4 analisi sulle 374 effettuate in Puglia per il "Piano Nazionale per la ricerca dei residui", ossia solo l'1% delle analisi effettuate nella regione! Non sappiamo che vi sono responsabilità anche regionali nella vicenda e la risposta del governo servirà a chiarire anche questo dubbio. Dubbi vengono posti anche sui laboratori in cui sono state effettuate le analisi e sul fatto che non sono mai emersi pubblicamente i "certificati di prova" ossia le documentazioni analitiche con i "picogrammi" della diossina.

Ve ne è abbastanza per fare un'interrogazione parlamentare.

Il parlamentare chiede anche che tutta la documentazione venga inserita su Internet in pubblica visione.

PeaceLink ringrazia l'on. Pierfelice Zazzera per aver svolto quel ruolo di controllo e di "voce" della cittadinanza che altri parlamentari locali non hanno svolto.

Qui di seguito viene riportato il testo completo dell'interrogazione parlamentare.

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-00629

presentata da

PIERFELICE ZAZZERA
mercoledì 19 novembre 2008, seduta n.089

ZAZZERA e PALAGIANO. -

Al Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

- Per sapere - premesso che:

secondo il dossier di PeaceLink pubblicato il 21 ottobre 2008 sulla pagina web www.peacelink.it/editoriale/a/27369.html a Taranto si concentrerebbe il 92 per cento della diossina nell'ultima versione dell'inventario nazionale delle emissioni loro sorgenti (INES) - dati 2006 - che è calcolata rispetto alle emissioni complessive stimate per la grande industria;

secondo i dati aggiornati al 2006 nell'aria di Taranto si accumulerebbe una diossina pari a 91,5 grammi/anno, valore ben più alto del dato dell'INES 2002, che vedeva un'emissione di diossina pari a 71,4 grammi/anno;

nel febbraio 2008 l'Arpa Puglia ha effettuato misurazioni sul camino E312 dell'Ilva di Taranto stimando un'emissione di 171 grammi/anno;

moltiplicando tale valore per 45 anni di funzionamento dell'impianto siderurgico di Taranto si ottiene un valore di oltre 7 chili e mezzo di diossina dispersi nell'ambiente;

nell'incidente di Seveso del 1976 sarebbero stati dispersi, sulla base di una stima effettuata dall'OMS, fra i 2 e i 3 chili di diossina (sezione 3.4.1 del rapporto consultabile su www.inchem.org/documents/ehc/ehc/ehc88.htm);

pertanto si sarebbero verificate circa «tre Seveso» distribuite in un arco di tempo in cui non vi è stata alcuna forma di informazione e protezione della popolazione (a differenza di quanto è avvenuto a Seveso);

gli effetti di una esposizione cronica, anche se a basse dosi, sono comunque più nocivi rispetto ad un'esposizione momentanea anche se acuta;

il 29 ottobre 2008 in un'audizione alla Commissione ambiente del Consiglio regionale pugliese il responsabile delle relazioni istituzionali dello stabilimento di Taranto Girolamo Archinà ha dichiarato che l'Ilva ha installato un elettrofiltro moderno (50 miliardi di investimento) che avrebbe ridotto di 5 volte le emissioni di diossina;

questa dichiarazione porta a stimare le emissioni di diossina in oltre 850 grammi/anno per il periodo precedente tale installazione;

alla luce di questa recente dichiarazione del responsabile delle relazioni istituzionali dell'Ilva di Taranto si può stimare un ammontare complessivo di emissioni in 45 anni che supera i 30 chili di diossina (oltre 10 volte a Taranto il quantitativo di diossina fuoriuscito nel disastro di Seveso);

i valori attuali si sommano a quelli già dispersi nell'ambiente in quanto si tratta di inquinanti persistenti e bioaccumulabili (di tutte le sostanze chimiche create dall'uomo le diossine sono tra le più tossiche mai studiate);

l'unità di misura della diossina negli alimenti è il picogrammo (ossia il millesimo di miliardesimo di grammo) dunque bastano 6 picogrammi per grammo di materia grassa per superare il limite di legge;

bastano dosi bassissime di diossina durante una gravidanza a determinare effetti malformativi sul feto;

la diossina riduce le difese immunitarie ed è cancerogena;

le emissioni di diossina sono aumentate nel 2008 (6,9 ng TE/m3) rispetto al 2007 (3,9 ng TE/m3) secondo le misurazioni dell'Arpa Puglia;

l'Ilva di Taranto con i suoi attuali 171 grammi di diossina/anno supera le emissioni industriali annue di quattro nazioni messe assieme, stando agli ultimi dati disponibili del registro europeo Eper (2004) che fornisce i seguenti valori nazionali: Spagna 75,6 grammi/anno, Svezia 20,6 grammi/anno, Regno Unito 68,9 grammi/anno, Austria: 1,5 grammi/anno;

alcuni volontari tarantini che si sono sottoposti ad analisi ematiche hanno scoperto di avere tra i valori più alti al mondo di diossina (cfr. www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/25107.html);

tale indagine si sta allargando anche ad allevamenti distanti oltre il raggio di 10 chilometri a conferma del fatto che la diossina è inquinante e capace di contaminare a grandi distanze;

è stata avviata un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Taranto in quanto è stata acclarata la contaminazione di capi di bestiame ovino che hanno pascolato attorno all'area industriale così come rilevato da un articolo pubblicato il 10 ottobre 2008 sul Corriere della Sera;

nell'articolo si afferma che la Giunta Regionale pugliese abbia proceduto a deliberare un finanziamento di 160.000,00 euro per l'abbattimento di ben 1.200 animali ovini, distribuiti in sette allevamenti alcuni dei quali in fattorie distanti a 10 chilometri dal sito industriale;

è noto all'interrogante che nel quartiere Tamburi a Taranto, che sorge a ridosso dell'ILVA, siano stati diagnosticati tra i bambini alcuni casi di tumori al polmone o al rinofaringe che per le caratteristiche interessano prevalentemente l'età adulta o senile, e i fumatori incalliti;

il dottor Patrizio Mazza, Vice Presidente della sezione tarantina dell'AIL (Associazione Italiana Leucemie) e primario di ematologia presso l'Ospedale Moscati di Taranto, è arrivato ad una drammatica conclusione: i bambini che vivono a ridosso dell'ILVA, quartiere Tamburi, sono affetti dalla «sindrome del fumatore» poiché respirano benzopirene che ha un impatto cancerogeno pari a quello di 7 sigarette giornaliere;

21 ottobre 2008 il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo dal titolo «A 13 anni ha il tumore da fumo. È la diossina», dove si descrive il caso di un bambino non fumatore con un quadro clinico di adenocarcinoma del rinofaringe tipico tumore del fumatore incallito;

all'interrogante risulta che nell'ambito delle attività previste dal Piano Nazionale per la ricerca dei residui nel periodo 2002-2007 presso il Ministero della salute siano state effettuate 374 analisi per la ricerca di composti organo clorurati, compresi i PCB, le diossine e DL-PCB sull'intero territorio della Regione Puglia, e che di queste analisi per la ricerca delle diossine solo quattro siano state effettuate in provincia di Taranto;

all'interrogante risulta inoltre che dall'anno 2002 all'anno 2007 siano state effettuate dall'ASL di Taranto, su richiesta del ministero della salute, presso l'Istituto Zooprofilattico di Foggia all'interno del piano Nazionale Residui (PNR) e Piano Nazionale Alimentazione Animale (PNAA) per gli anni 2002-2007, 72 analisi sulla diossina e ploriclorobifenili (PCB) nell'area tarantina, risultate tutte sistematicamente e stranamente a norma -:

se il Ministro interrogato sia conoscenza di quanto indicato in premessa, che per la gravità dei dati riportati presupporrebbe lo stato di «emergenza sanitaria»;

se al Ministro interrogato risultino ulteriori e recenti accertamenti sulla diossina nel territorio Pugliese da parte degli organi competenti considerata l'accertata presenza degli alti livelli di diossina a Taranto, nonostante la conformità delle risultanze delle indagini già effettuate nel territorio;

se il Ministro interrogato anche sulla base degli atti depositati presso il ministero, non intenda immediatamente far luce sulla corretta elaborazione dei 72 accertamenti effettuati dalla ASL di Taranto tra il 2002 e il 2007 e tutti risultati conformi, verificando presso gli organi competenti le schede dei rapporti analisi ad essi relative, e se non ritenga opportuno appurare se i suddetti accertamenti siano stati eseguiti presso centri di laboratori accreditati;

se il Ministro interrogato, considerati gli innumerevoli elementi di preoccupazione per la salute pubblica, intenda prendere misure adeguate per salvaguardare la salute dei cittadini e la sicurezza alimentare in un'area ad altissimo rischio di contaminazione;

se il Ministro interrogato, considerata l'importanza degli esiti sulle analisi riguardanti i dosaggi di diossina e similari, non ritenga utile rendere questi dati pubblici e accessibili a tutti i cittadini attraverso i siti internet istituzionali. (5-00629)

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