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Ilva Taranto: Fiom, rispettare norme Regione Puglia

Impressione negatva per il segretario Fiom nazionale e per quello di Taranto sull’incontro al ministero dell’Ambiente che ha ribadito il suo no a limiti rigorosi sulle emissioni delle industrie più inquinanti, prime tra tutte l’Ilva.
5 febbraio 2009

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“All’Ilva, come dappertutto, non accettiamo ricatti e confusioni che contrappongano l’occupazione alla salute". E' quanto dichiarano congiuntamente Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile per la siderurgia, e Francesco Fiusco, segretario generale della Fiom di Taranto.

“Abbiamo avuto un incontro, per noi assolutamente negativo, con il ministero dell’Ambiente - spiegano i due sindacalisti Fiom - dove ci è stata solo illustrata la posizione del Governo, pregiudizialmente contraria alla decisione della Regione Puglia di porre dei limiti rigorosi su alcuni elementi gravemente inquinanti prodotti dall’Ilva”.

Secondo Cremaschi e Fiusco è invece necessario "che gli interventi si facciano" e che l’azienda, che ha realizzato fino a tutto il 2008 "enormi profitti", spenda "tutto quel che c’è da spendere" per mettersi a norma. "La discussione che noi siamo disposti a fare è solo sul 'come' realizzare questi obiettivi, e non sul 'se' realizzarli”, affermano ancora i due segretari.

La Fiom Cgil ritiene dunque necessari una serie di incontri istituzionali, con il ministero dello Sviluppo Economico e con la stessa Presidenza del Consiglio, che coinvolgano "tutte le Istituzioni e le parti interessate e discutano del modo concreto di realizzare gli obiettivi di salute e sicurezza definiti dalle leggi vigenti".

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