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Il Ministro Prestigiacomo si dimetta per manifesta incapacità!

Si dimetta, per manifesta incapacità, per essere lontana anni luce da quello che l’inscindibile binomio ambiente-lavoro oggi rappresenta in ogni angolo del mondo
12 febbraio 2009
Marcello Caracciolo

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Un Ministro che continua a sostenere tesi illogiche ed in danno di un intero paese e della sua economia, non potrà rappresentare l’Italia nel prossimo G8 Ambiente.

Come potrà giustificare in quel consesso la sua ostinazione nel voler difendere scellerate scelte ambientali che ci mettono agli ultimi posti dei paesi civilizzati? Come si può pensare di continuare ad usare il ricatto occupazionale nei confronti della città di Taranto che in questi 50 anni ha sacrificato migliaia e migliaia di vite umane tra morti sul lavoro e morti per cancro nel nome dell’industrializzazione ed in cambio di un pezzo di pane?

L’ILVA e la famiglia Riva che questo Ministro ed il suo Governo difendono in quella che appare oramai una trincea, non da lavoro a “mezza Taranto” come la stessa sostiene da qualche tempo, dovrebbe informarsi su quanti sono i cittadini residenti impiegati in quell’impianto, di che percentuale è stata la riduzione del personale dipendente in questi anni, a questo si aggiunga pure il ricorso sistematico alla cassa integrazione ed il danno ambientale che l’intero territorio ha ricevuto e continua a ricevere in cambio. Quello che dovrebbe essere un Ministero istituzionalmente impegnato nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente, si sta trasformando, grazie ad un’ ingiustificabile operato in un Ministero per la tutela di poche famiglie di imprenditori.

E’ evidente che il Ministro non riesce a separarsi dalla sua brillante personalità di imprenditrice, abilmente dimostrata nella partecipazione a diverse aziende sul territorio nazionale, in alcune delle quali la magistratura ha accertato che oltre ad episodi di evasione fiscale e frode, si sono registrati gravissimi incidenti sul lavoro e, cosa aberrante, alcuni degli operai impiegati in quelle aziende ed esposti a sostanze tossiche e nocive hanno generato figli con gravissime malformazioni. Si chiamano sostanze mutagene e cancerogene, sono individuate e classificate dal prestigioso istituto internazionale di ricerca sul cancro IARC che stabilisce tempi e soglie limite di esposizione dei lavoratori e della popolazione, sono quelle sostanze che un’intera comunità chiede che vengano ridotte nelle emissioni industriali con una legge regionale che il Ministro oggi minaccia di impugnare innanzi al Consiglio di Stato.

Non appare più tollerabile assistere alla stessa farsa tante volte recitata, accordi disattesi, proroghe, rinvii, di crisi in crisi, di ricatto in ricatto. Qui si tratta solamente di sapere se il Gruppo Riva ha intenzione di investire una minima parte delle centinaia di milioni di euro di utili annuali realizzati nella nostra città e destinarli alla messa in sicurezza e l’adeguamento di un impianto obsoleto e fuorilegge e che insiste su un territorio che mi preme ricordare, è già stato dichiarato sito di bonifica di interesse nazionale ad alto rischio ambientale tanti anni fa. Un area di crisi che doveva essere sottoposta a bonifica così come già indicato da precedenti accordi, con milioni di euro già stanziati e che oggi sono stati cannibalizzati in quella che questo governo definisce manovra economica correttiva e che invece si è limitata a svuotare gli stanziamenti dei fondi regionali per le aree svantaggiate (FAS).

Ed ecco che nel valzer dell’illogicità viene traumaticamente negata la “foresta urbana” al quartiere Tamburi (unico quartiere al mondo che invece del parco alberato ha il… parco minerali), svuotato l’oramai avviato progetto per la distribuzione in cinque città pugliesi dell’idrogeno per l’autotrazione, non si da il via al piano delle bonifiche nelle aree inquinate già individuate a Taranto. Si preferisce di contro, sostituire la Commissione di servizi decisoria presieduta dal Dottor Mascazzini la quale stava svolgendo un’eccellente lavoro, nominando al posto di valenti tecnici e professionisti integerrimi, alcune figure a dir poco incompetenti tra i quali un pregiudicato ben noto alla Magistratura e alle forze dell’ordine di mezza Europa, messo li evidentemente in ossequio ad una tradizione politica che annovera tutelando tra le proprie fila Pidduisti, indagati in odore di mafia, camorra e condannati a vario titolo.

Rileggendo le pagine del lavoro svolto dalla precedente Commissione, a pag. 111 della relazione della seduta del 15 gennaio 2008 anche il Ministro potrà scoprire ad esempio che : “ La Conferenza di Servizi decisoria, inoltre, in merito all’area marina antistante la banchina del Molo Polisettoriale di Taranto, DELIBERA di ribadire la richiesta formulata dalla Conferenza di Servizi Decisoria del 02.03.2007 alla Società ITALCAVE di procedere in tempi brevi alla messa in sicurezza di emergenza dei sedimenti nell’area utilizzata dall’Azienda medesima per le proprie attività, nella quale sono state riscontrati superamenti del 90% dei valori della colonna B della tabella 1 dell’allegato 5 alla parte quarta, titolo V del D.Lgs 152/2006. In caso di inadempienza delle predette prescrizioni, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, previa messa in mora, provvederà agli interventi sostitutivi in danno del soggetto inadempiente.

Inoltre, Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare richiederà all’avvocatura dello Stato di attivare nei confronti del soggetto ogni iniziativa ritenuta opportuna per tutelare la pretesa erariale dell’Amministrazione. Un’ulteriore iniziativa,ovvero la medesima, contemplerà anche il risarcimento del danno ambientale derivante dalla fuoriuscita di inquinanti dai terreni e dalle acque di falda sottostanti la proprietà.”

L’inerzia in questa vicenda, di un Ministero per l’Ambiente che oggi appare sempre più un distaccamento di quello dell’Industria, si è tradotta in causa ostativa per l’espletamento dei lavori di adeguamento dei fondali di banchina in uso alla Taranto Container Terminal S.p.A., limitando così di fatto una delle poche attività produttive che promettono sviluppo ed occupazione sul nostro territorio. E’ facile vedere come l’intima connessione tra ambiente, sviluppo e lavoro sia innegabile, l’ostinazione del Ministro Prestigiacomo nel non volerla riconoscere è indice della sua manifesta incapacità a ricoprire quel ruolo. Il Ministro lasci perdere la difesa dell’ambiente, così avrà più tempo per dedicarsi anima e corpo alla difesa dei diritti di pochi in danno di una intera comunità; Si dimetta.

Marcello Caracciolo

Sinistra Democratica
(Resp. Prov.le Ambiente - Taranto)

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