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Taranto, quasi 3 milioni di consulenze la procura frena

La procura di Taranto spendeva più in consulenze finanziarie che in intercettazioni telefoniche ed ambientali, indicate da più parti come emblema degli sprechi nel pianeta giustizia.
18 marzo 2009
Mario Diliberto
Fonte: Repubblica

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TARANTO - Poco meno di tre milioni di euro bruciati in perizie contabili. La procura di Taranto spendeva più in consulenze finanziarie che in intercettazioni telefoniche ed ambientali, indicate da più parti come emblema degli sprechi nel pianeta giustizia. Ed invece in riva allo Ionio a farla da padrone erano proprio le spese per i consulenti dei pubblici ministeri.

È la sgradita scoperta fatta dal procuratore capo Franco Sebastio che da cinque mesi è alla guida della procura tarantina. Ha rimpiazzato Aldo Petrucci che, nel frattempo, è finito al centro di una scottante inchiesta condotta dalla procura di Potenza su presunti casi di procedimenti aggiustati a tavolino.

Conti alla mano, nei trentasei mesi precedenti all´arrivo di Franco Sebastio, da palazzo di giustizia sono usciti ben due milioni e 800.000 euro per saldare gli onorari del manipolo di dottori commercialisti che godevano della fiducia dei magistrati impegnati in indagini su crac pubblici e privati. Una barca di soldi soprattutto se rapportata ad altre voci del bilancio delle toghe. Nello stesso lasso di tempo, per esempio, la medesima procura ha scucito poco più di due milioni di euro per le intercettazioni, somma in cui è compreso il noleggio dei macchinari.

Un´anomalia che il nuovo procuratore ha inteso immediatamente scardinare. Per questo ha spedito una circolare a tutti i suoi sostituti. Per il futuro tutte le perizie, a cominciare da quelle contabili, dovranno essere vistate da lui e andrà assicurata una rotazione nell´affidamento degli incarichi ai professionisti. Il tutto, ovviamente, dovrà essere compatibile con la salvaguardia del rapporto fiduciario.

Il meccanismo di controllo sarà perfezionato con l´istituzione di un registro nel quale saranno annotate le consulenze e i nomi dei commercialisti individuati. In questa maniera si controllerà la spesa, ma si eviterà anche la concentrazione di incarichi così redditizi nelle mani di pochi privilegiati.

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