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Ilva Taranto, consegnati lenzuoli Mal'aria a Minambiente

Sono state esposte alle finestre delle abitazioni del quartiere Tamburi di Taranto per soli 40 giorni le lenzuola della campagna Mal’aria nere di smog e polveri consegnate oggi al ministero dell’Ambiente da una delegazione di Legambiente.
19 marzo 2009

Legambiente
Roma, 19 mar (Velino) - Sono state esposte alle finestre delle abitazioni del quartiere Tamburi di Taranto per soli 40 giorni le lenzuola della campagna Mal’aria nere di smog e polveri consegnate oggi al ministero dell’Ambiente da una delegazione di Legambiente, che ha portato anche un lenzuolo bianco e immacolato per rendere più evidente il confronto. Teli anneriti dall’aria che ogni giorno i cittadini di Taranto e i lavoratori devono respirare grazie alle pericolose emissioni inquinanti dei grandi insediamenti industriali del capoluogo jonico.

“Il nostro Paese è in grave ritardo nel rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) per gli impianti industriali interessati dalla normativa IPPC, per il quale è in corso la procedura di infrazione europea - ha dichiarato il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani -, ed ancora incompleto risulta essere l’iter autorizzativo dei siti produttivi di Taranto, oggetto dell'Accordo di programma firmato nell'aprile 2008, a partire da quello relativo allo stabilimento siderurgico ILVA. Siamo molto preoccupati per questa situazione e speriamo che il messaggio d’allarme manifestato dalle lenzuola annerite serva a sollecitare i passaggi necessari per ammodernare gli impianti e garantire una migliore qualità della vita ai tarantini”.

“Negli ultimi mesi si è discusso della sacrosanta necessità di abbattere le emissioni di diossina, ma non abbastanza delle soluzioni per abbattere le altre pericolose emissioni inquinanti (non solo quelle atmosferiche, ma anche per i rifiuti e le acque reflue) – ha aggiunto Lunetta Franco, presidente del Circolo Legambiente di Taranto -. L'AIA è per noi un passaggio fondamentale per affrontare questo problema e per porre fine alla lunga serie di ritardi e inadempienze che hanno caratterizzato la storia industriale di Taranto”.

Proprio da Taranto era stata lanciata il 17 gennaio scorso Mal’aria, la campagna annuale dell’associazione dedicata, per questa edizione, alle emissioni industriali. “Al ministero dell'Ambiente e alla Commissione IPPC - hanno concluso i due rappresentanti di Legambiente - chiediamo il rilascio di un'AIA che contenga prescrizioni rigorose per le aziende tarantine, da realizzare in tempi certi e rapidi, in modo da dare risposta alla improcrastinabile necessità di tutelare l'ambiente, la salute dei cittadini e i posti di lavoro. Vorremmo anche essere rassicurati sui tempi di rilascio dell'autorizzazione perché Taranto vanta anche il record dei livelli di emissione di ben 10 inquinanti industriali sui 14 monitorati a livello nazionale”.

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