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L'inceneritore scalda i motori Brucerà 166 tonnellate al giorno

Il sindaco deciderà la data in cui farlo ripartire. L'AMIU ha dato l'ok, ora il Comune dovrà stabilire l'avvio dopo una serie di consultazioni. Tocca al Comune, azionista unico dell'azienda, decidere il giorno.
20 marzo 2009
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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TARANTO — L'inceneritore dei rifiuti urbani è pronto e l'Amiu può riaccenderne i motori già domani. Tocca al Comune, azionista unico dell'azienda, decidere il giorno.

Non smaltire più 166 tonnellate di immondizia giornaliere nella discarica Cisa di Massafra, al costo di 83 euro a tonnellata, significherebbe per le casse comunali un gran risparmio e per i tarantini la riduzione della tassa di smaltimento portata tre anni fa al massimo di 3.02 euro a metro quadrato, poi ridotto a 2.80. Nel 2008 la raccolta dei rifiuti è stata di poco più di 111 mila tonnellate, con una quota di differenziata pari al 7 per cento.

La decisione è di responsabilità della giunta- Stefàno che, ieri sera, ha riunito a Palazzo di città gli amministratori dell'Amiu, gli ambientalisti e gli esperti dell'Arpa per fare il punto e stabilire quando rimettere in funzione la struttura. Situata sulla strada statale 7 su un'estensione di circa quattro ettari, è entrata per la prima volta in funzione nel 1976 con la gestione Public Consult spa.

Poi ha sempre lavorato a singhiozzo, è stata ristrutturata e adeguata alle norme sull'ambiente, oggi è in grado di controllare e limitare al minimo le emissioni di diossine e furani grazie all'adozione delle migliori tecniche possibili, compreso un impianto di iniezione di urea. L'impianto di termodistruzione dei rifiuti, fermo dall'ottobre del 2006 anche per le vicende giudiziarie che provocarono le dimissioni dell'ex sindaca Di Bello, ha oggi le carte in regola per tornare a funzionare nella sua completezza, con le linee di compostaggio e di incenerimento.

Già da settembre è in esercizio l'impianto di compostaggio che tratta circa 200 tonnellate annue di «frazione umida» fra potatura, residui dei prodotti di alcuni mercati cittadini, di 60 venditori di ortofrutta e quella proveniente dal comune di Statte. Le stime dei tecnici dell'Amiu indicano in 51.501 tonnellate l'anno la potenzialità di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e in 15.512 quella per la parte umida destinata a produrre compost utile all'agricoltura. Il piano dell'azienda è di incrementare nei prossimi mesi la raccolta sia del «verde» che della differenziata in modo che il comune di Taranto sia nelle condizioni di chiudere il ciclo dei rifiuti senza continuare il dispendioso conferimento in discarica.

Il Comune, inoltre, ha già definito nel 2007 la tariffa da pagare all'Amiu, pari a 76 euro contro gli 83 pagati ora alla Cisa. Un risparmio del quale non può non tenere conto considerando che può essere ancora abbattuta del 20-25 per cento. Oggi il servizio di raccolta e smaltimento costa e compare in bilancio per 36 milioni di euro.

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