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Diossina nel latte, bufera nel Salento

Tracce di diossina sono state riscontrate anche su due campioni di carne bovina sequestrati in un supermercato di Maglie. Legambiente chiede «l'intervento immediato per stabilire con certezza la fonte dell’inquinamento e un monitoraggio continuo dei livelli di diossina».
22 marzo 2009
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

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MAGLIE - Le concentrazioni di diossina riscontrate su campioni di latte e di carne sequestrati nel Salento «non sono tali da determinare effetti sulla salute» e non vi è «alcuna preoccupazione neppure sulle nuove emissioni di diossina rilasciata sul territorio perché i dati che abbiamo sono tranquilli».

Lo sostiene il direttore generale dell’Arpa Puglia, prof.Giorgio Assennato, commentando le concentrazioni di diossina superiori ai limiti di legge rilevate sul latte ovino e bovino prodotto da un allevamento di Cursi, nel Salento. «Le concentrazioni di diossina che hanno effetti sulla salute – afferma – sono ben più alte di 12,33 picogrammi per grammo», pari a quella riscontrata nel latte ovino.

Tracce di diossina – conferma Assennato – sono state riscontrati anche su due campioni di carne bovina sequestrati in un supermercato di Maglie (Lecce). Secondo il direttore dell’Arpa, «nella zona di Maglie in passato c'è stato inquinamento da diossina ma non sappiamo quale sia la causa». I sospetti degli addetti ai lavori sono rivolti alla passata attività dell’inceneritore Coopersalento di Maglie, che ora ha emissioni che – secondo Assennato – “non hanno effetti sulla salute».-

Ma le parole di Assennato non convincono Legambiente Puglia: ciò «ripropone in maniera drammatica il livello di pericolosità dell’ambiente salentino, manifestando di conseguenza l’inadeguatezza dei sistemi di controllo». «L'Arpa tenta di tranquillizzare i cittadini – dichiara Maurizio Manna, della segreteria di Legambiente Puglia – affermando che le concentrazioni di diossina che hanno effetti negativi sulla salute sono ben più alte di 12,33 picogrammi per grammo, ovvero la quantità riscontrata nel latte ovino. Ma se le concentrazioni di diossina rilevate sono doppie rispetto al limite massimo previsto dalla legge anti-diossina, come è possibile che siano innocue per la popolazione?

Tracce di diossina sono state riscontrate anche su due campioni di carne bovina sequestrati in un supermercato di Maglie. Vogliamo chiarezza». Legambiente chiede «l'intervento immediato delle autorità preposte per stabilire con certezza la fonte dell’inquinamento di questi prodotti e un monitoraggio continuo dei livelli di diossina nel patrimonio zootecnico locale, per valutare i rischi per la salute dei residenti».

«La presenza di diossina in alcuni alimenti allarma e preoccupa giustamente l’opinione pubblica e conferma la giustezza delle iniziative assunte nei mesi scorsi dal Pd sul tema della salute dei cittadini nell’area di Maglie». Lo sostiene, dal canto suo, il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Maniglio, che anticipa che interrogherà gli assessori alla sanità e all’ambiente per sapere quali interventi intendono assumere per tutelare l'ambiente e per individuare e chiudere le fonti inquinanti.

«Attendiamo gli ulteriori accertamenti di Arpa e Asl – afferma Maniglio – ma è chiaro che i maggiori sospetti ricadono sulla Copersalento e sulle emissioni di diossina che lo stabilimento ha prodotto in questi anni». «E questo continua ad essere – insiste – il preoccupante interrogativo a cui non è possibile dare, forse, una risposta. Quante volte, in assenza di controlli e di tecnologie adeguate, si sono sforati i limiti nelle emissioni? E quali danni alla salute delle persone e all’ambiente si sono provocati? Chiediamo a tutte le autorità competenti di assumere con la massima serietà e responsabilità il tema degli alimenti inquinati».

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