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Fiore: «Copersalento peggio dell'Ilva»

A stretto giro controlli saranno ampliati in un raggio di dieci chilometri attorno alla centrale. I capi contaminati rischiano l'abbattimento: la decisione tra venti giorni. Ieri vertice a Bari con i tecnici di Arpa Puglia e servizio veterinario dell'Asl di Lecce. Dure parole dell'assessore alla sanità
27 marzo 2009
Antonio Della Rocca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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LECCE — «Nel 2008 la Copersalento inquinava più del-l'Ilva di Taranto». Queste le parole dell'assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore, messo a conoscenza dei dati sull'inquinamento da diossina prodotto dal termovalorizzatore di Maglie. I dati sono quelli forniti ieri, a Bari, nel corso di un vertice convocato nella sede dell'assessorato e al quale hanno preso parte i rappresentanti di Arpa Puglia, Dipartimento di prevenzione e servizi veterinari dell'Asl di Lecce, Istituto zooprofilattico di Teramo e tecnici della Regione.

Al termine dell'incontro è stato concordato un fitto programma che durerà tre settimane e che includerà controlli a tappeto su una quarantina di allevamenti e circa 500 capi di bestiame, oltre che sui 42 dipendenti di Copersalento.

Le indagini si estenderanno in un raggio di almeno dieci chilometri dalla Copersalento, che è ormai la principale indiziata per l'inquinamento da diossina riscontrato nei giorni scorsi su alcuni campioni di latte e carne. Tra venti giorni, con i dati dei nuovi controlli alla mano, si potranno decidere gli interventi concreti che, probabilmente, non saranno diversi da quelli assunti nel luglio scorso a Taranto, dove le autorità ordinarono l'abbattimento dei capi di bestiame risultati contaminati. La stessa sorte potrebbe, quindi, toccare a ovini e bovini dell'allevamento di Cursi, nel Magliese, dove è stato trovato il latte alla diossina.

Il piano d'azione predisposto prevede un accurato monitoraggio, sia dell'ambiente, sia degli alimenti. «Queste indagini ci consentiranno di capire quanto sia estesa la diffusione della diossina - spiega il dirigente del settore Prevenzione presso l'assessorato regionale alla Salute, Fulvio Longo - . L'Arpa provvederà alle analisi ambientali e l'Asl al controllo di latte, carne e acqua, in modo da fotografare l'entità del fenomeno. Per quanto riguarda gli allevamenti è evidente che stanno attraversando un momento di sofferenza, ma rispetto a questo, noi adotteremo un sistema che non sarà dissimile da quello utilizzato nel caso dell'inquinamento degli allevamenti dell'area tarantina.

A seguito dell'abbattimento ci sarà anche una forma di ristoro. Ma nulla in tal senso è stato ancora deciso perché vogliamo avere tutti gli elementi di conoscenza necessari. Comunque, c'è un cronoprogramma che, nel giro di due, massimo tre settimane, ci dovrà permettere di ottenere le informazioni».

L'allarme è, quindi, alto per una situazione di cui gli esperti non nascondono la gravità, alla luce dei primi risultati che hanno evidenziato nel latte ovino prelevato a Cursi un livello di diossina doppio rispetto alla soglia massima stabilita dal regolamento comunitario. «La situazione è preoccupante» conferma Fulvio Longo.

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