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I sindaci del Sud Salento pronti a chiedere i danni

Da Melpignano a Cursi rivolta di cinque primi cittadini «Nel caso di processi ci costituiremo parte civile». Il Tar ha respinto il ricorso di Copersalento contro la revoca dell'autorizzazione decisa dalla Provincia
27 marzo 2009
Antonio Della Rocca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

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LECCE — I Comuni si mobilitano contro l'emergenza diossina. Ieri, i rappresentanti delle amministrazioni di Scorrano, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Cutrofiano e Cursi hanno spiegato in che termini intendono tutelarsi se venisse confermata la contaminazione dell'ambiente e della catena alimentare. Lo hanno fatto durante un incontro pubblico a Melpignano. I sindaci sono allarmati e intendono compiere tutti i passi necessari, anche nelle sedi giudiziarie, contro i responsabili dell'inquinamento.

«Stiamo ragionando su una valutazione del danno territoriale - afferma il sindaco di Scorrano, Mario Pendinelli - , e anche sull'economia, per il coinvolgimento di attività agricole e zootecniche. Quindi, i Consigli comunali, intanto, impegnano le rispettive amministrazioni a seguire lo svilupparsi delle vicende, a costituirsi parte civile nel momento in cui le indagini dovessero evidenziare che c'è stato un danno ambientale e ad agire per la tutela della salute in virtù del fatto che siamo la principale autorità sanitaria sul territorio. Questo fatto deve comportare una richiesta di utilizzo di tutte le più moderne tecnologie se ci devono essere attività di incenerimento».

Gli amministratori locali, pur in una situazione di allarme, non sottovalutano, comunque, i problemi occupazionali che la chiusura della Copersalento e di altri opifici potrebbero determinare, ma intendono chiarire che è preminente l'interesse alla tutela della salute. «Tra noi - sottolinea Pendinelli - è emersa anche la necessità di trovare un equilibrio tra garanzie di salubrità dell'ambiente e questione occupazionale, anche se il pericolo della perdita del posto di lavoro non deve essere una condizione per venire meno ad un interesse collettivo così importante come quello della salvaguardia della salute.

Per quanto ci riguarda non è una questione politica, ma si tratta di tutelare ambiente e vita umana. I dati sulla contaminazione da diossina non sono un po' al di sopra del normale e, oltretutto, nessuno li ha mai contestati nella sostanza. Copersalento ha avuto da ridire unicamente sul modo in cui i valori sono stati acquisiti, sollevando il problema che all'atto dei rilevamenti non c'era la controparte». Il direttore dell'impresa, Egidio Merico, intervenendo nei giorni scorsi sul Corriere del Mezzogiorno, ha parlato di un «gioco al massacro» contro lo stabilimento precisando che, dallo scorso luglio, l'inceneritore brucia solo biomasse e non più combustibile da rifiuti. «Ritengo che quello di Maglie - puntualizza, invece, Mario Pendinelli - , sia un impianto obsoleto che non è in condizioni di garantire i livelli di sicurezza imposti dalla legge».

Intanto, il Tar di Lecce ha rigettato il ricorso dell'azienda contro la decisione della Provincia di ritirare le autorizzazioni all'impianto. «Esprimo grande soddisfazione per quanto emerso dall'ordinanza del Tar di Lecce in relazione alla vicenda della società Copersalento sia, per la delicatezza della questione ambientale connessa alla tutela della salute, sia perché conferma il corretto operato della Provincia di Lecce», commenta l'assessore provinciale all'Ambiente, Gianni Scognamillo.

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