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Caos rifiuti accordo ieri a Bari nel corso del vertice in Regione

La frazione secca sarà smaltita in 6 giorni Biostabilizzazione più lunga nell’impianto. Tanto dovrebbe ba­stare, secondo i tecnici, per far maturare il rifiuto fino a renderlo compatibile al secon­do passaggio previsto dalla fi­liera
15 aprile 2009
Antonio Della Rocca
Fonte: Corriere della Sera

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LECCE — La durata del pro­cesso di biostabilizzazione della frazione secca alla Sud Gas di Poggiardo sarà raddop­piata: sei giorni anziché gli at­tuali tre. Tanto dovrebbe ba­stare, secondo i tecnici, per far maturare il rifiuto fino a renderlo compatibile al secon­do passaggio previsto dalla fi­liera, ossia, l’inserimento nel­l’impianto di Cavallino per la produzione del cdr. Lo si è de­ciso ieri a Bari, durante il verti­ce tra Regione e Provincia di Lecce, tutto dedicato all’enne­sima fase acuta dell’emergen­za rifiuti salentina che ha ri­schiato di esplodere anche a Pasqua, con le città piene di turisti.

Se questo basterà a scongiu­rare il tracollo del ciclo di smaltimento, più volte sfiora­to in questi giorni, lo diranno i fatti.

Intanto, tre ore di con­fronto serrato - dalle 15 alle 18 - sono servite a chiarire più di un aspetto del meccani­smo di smaltimento che, sia pure concepito per gestire la fase transitoria, ha mostrato troppe lacune. Faccia a faccia, nell’ufficio del Commissario, si sono ritrovati Nichi Vendo­la e l’assessore regionale al­l’Ecologia, Michele Losappio, da un lato, e il presidente del­la Provincia di Lecce, Giovan­ni Pellegrino, con il suo asses­sore all’Ambiente, Gianni Sco­gnamillo, dall’altro. «Subito il materiale con sei giorni di ma­turazione verrà portato a Ca­vallino - annuncia Scognamil­lo - e questo dovrebbe sbloc­care la situazione.

Nel frattem­po l’Arpa farà i prelievi delle frazioni in Ato 2 e Ato 1 ed en­tro una decina di giorni avre­mo i risultati che daranno conto della situazione oggetti­va in cui ci muoviamo». Oggi la Provincia emetterà un’ap­posita ordinanza sulla base di queste determinazioni.

Ma Pellegrino e Scognamil­lo hanno anche manifestato preoccupazioni sui ritardi nel­l’esecuzione delle strutture che dovrebbero completare il ciclo dei rifiuti. Se si esclude la piattaforma di Cavallino (Ato 1), dove gli impianti so­no già pronti, a Poggiardo (Ato 2) non è stata ancora po­sta la prima pietra per la co­struzione dei biotunnel e a Co­rigliano d’Otranto la discarica di servizio è in alto mare.

Stes­so discorso per Ugento (Ato 3): biotunnel e discarica di servizio-soccorso non sono pronti. Davanti ai cancelli del­la Sud Gas, anche ieri si è for­mata una lunga fila di auto­compattatori. Il problema è sempre lo stesso: i 16 biotun­nel non riescono a smaltire con la necessaria celerità le circa trecento tonnellate di spazzatura che vengono con­ferite dai 46 comuni dell’Ato Lecce 2.

Circa la metà di que­sti rifiuti è costituita da mate­riale organico che, dopo il trat­tamento, viene inviato nella discarica 'Ecolevante' di Grot­taglie, così come stabilito da un recente provvedimento di Nichi Vendola che ha corretto una sua precedente ordinan­za, la numero 64 del 2009, la quale prevedeva l’invio del materiale nella discarica brin­disina di Autigno. Operazio­ne, quest’ultima, impossibile, dal momento che l’umido bio­stabilizzato a Poggiardo non ha le caratteristiche richieste. Inevitabile, quindi, il cambio di rotta del commissario che ha deciso l’invio della spazza­tura nel Tarantino.

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